gli orologi da polso hanno un blog?

tutti gli orologi misurano il tempo, alcuni sanno farlo con passione…

Archivio per Giugno, 2008

Una storia scritta più dalla guerra che dai trattati di orologeria? PANERAI

Nel mondo è diventato uno status symbol anche grazie alla scelta vincente di metterlo al polso di Sylvester Stallone.

Panerai però la fama “dell’orologio per l’uomo che non deve chiedere mai” se la guadagnò all’inizio del secolo scorso nelle azioni di guerra, non con gli effetti speciali di una produzione cinematografica hollywoodiana.

Nel 1860 Giovanni Panerai aprì proprio sul Ponte delle Grazie a Firenze un negozio dal nome “Orologeria Svizzera” che portò per la prima volta nella città gigliata i grandi marchi come Rolex, Girard Perregaux, Patek Philippe etc.

Panerai - Ponte delle Grazie - Firenze

Bisogna attendere che l’azienda passi nelle mani del nipote di Giovanni, Giulio Panerai per vedere realizzata, insieme all’attività di vendita, quella del poi divenuto celebre nome OFFICINE PANERAI in grado di guadagnarsi la fornitura alla Regia Marina Italiana non solo con i segnatempo, ma anche con strumenti di misurazione come bussole e sestanti.

Non tardarono gli esperimenti per realizzare una miscela di materiale in grado di ottenere luminescenza denominato RADIOMIR applicato a tutti i dispositivi che poi ricorderà il modello più minimalista - con le anse a filo - di Panerai.

Prima dell’ultimo conflitto furono commissionati una serie di strumenti come torce, bussole, profondimetri da polso. Iniziarono così i primi prototipi di scatole a tenuta stagna che dovevano contenere orologi da polso.

Panerai Radiomir 1936

Nel 1938, due anni dopo che i test ebbero gli esiti positivi con il I Gruppo Sommergibili, iniziò una produzione e distribuzione del RADIOMIR: un orologio di 47mm di diametro con cassa a forma di cuscino in acciaio che montava un meccanismo derivato da tasca Cortebert da indossare con un largo cinturino sopra la muta subacquea.

Per vedere la famosa “mezzaluna” brevettata che serra la corona di carica contro la cassa ottenendone l’impermeabilità che oggi equipaggiano i modelli LUMINOR bisogna attendere il 1943 in pieno conflitto.

Dal 1940 al 1943 il Gruppo Gamma nei ranghi della X MAS compirono imprese leggendarie con questi Panerai al polso che permettevano agevolmente di superare i 200 metri di tenuta stagna.

Dopo la guerra si decise di interrompere l’uso del rivestimento in Radiomir che fu giudicato troppo pericoloso e sostituito dal trizio.

In quegli anni fu realizzata una serie di 50 pezzi per l’esercito egiziano con una lunetta girevole per calcolare i tempi di immersione.

Si pensa che tutta la produzione bellica non avesse superato le 300 unità. Di tanto in tanto se ne vedono in qualche asta: provate a comprarne uno…

Poi il silenzio fino al 1993 anno in cui le Officine Panerai realizzano serie limitate del Luminor e di un cronografo chiamato Mare Nostrum.

A seguire nel 1995 viene realizzata una serie limitata chiamata Slytech in omaggio appunto a Stallone che lo indossa durante le riprese del film Daylight.

Dopo un cupo periodo lo storico marchio fiorentino fu costretto a capitolare e a vendere la sua fiaba ad uno dei due grandi colossi orologieri mondiali: il gruppo Vendome ora Richemont.

Il marchio ne è uscito rafforzato dalle politiche di produzione e vendita della multinazionale, ma lo charme per fortuna è rimasto e sempre rimarrà solo italiano. Panerai

PIERRE DEROCHE Grandcliff Countdown: Nato per lo Sport

Dentro un orologio PIERRE DEROCHE batte il cuore di Pierre Dubois suo fondatore ed indiscusso mastro orologiaio con la passione per i movimenti meccanici complicati (Dubois Depraz).

Il fischio di inizio dei Campionati Europei di Calcio 2008 è stato dato nello stadio di Basilea lo scorso 7 Giugno. Visto che le due più grandi passioni di Pierre Dubois sono il calcio e l’alta orologieria è stato naturale per lui scegliere la stessa città di BASELWORLD 2008 per presentare il suo ultimo modello GrandCliff Countdown, un orologio nato per l’azione e, come denunciato dal suo nome, in grado di eseguire il conto alla rovescia.

Andiamo nei dettagli: il movimento è un calibro automatico Dubois Depraz. Le funzioni calcolate sono ore, minuti, secondi, data media, indicatore day night (giorno/notte), cronografo flyback con funzione conto alla rovescia.

La cassa in acciaio 316L subacquea fino ad una profondità di 100 metri contribuiscono a dare a questo modello dei chiari connotati professionali. PIERRE DEROCHE

Delle lancette, dei ricordi e delle stelle

Gli orologi segnano il tempo. Lo rendono leggibile, lo fissano sul quadrante come a darci l’illusione di poterlo controllare. Io so cosa sono gli orologi ma il tempo rimane comunque un mistero anche se di una cosa sono sicuro: non è uguale per tutti.

Due panchine, due posti a caso nel mondo, due autobus che arriveranno tra dieci minuti e due persone che aspettano. La prima deve affrontare un esame importante per il quale non è preparata e vorrebbe che l’autobus non arrivasse mai. E invece dieci minuti passano in un soffio di vento. L’altra freme per un primo appuntamento romantico, l’occhio fisso all’orizzonte ma la strada è vuota. Dieci minuti lunghi come una giornata di pioggia.

Le lancette si muovono alla stessa velocità ma la percezione del tempo che passa è completamente diversa.

Ma c’è qualcosa che unisce tutti, una regola che non ammette eccezioni, un tic che rimarrà impresso negli occhi e nella memoria; quella lancetta si sposterà in un boato, un piccolo movimento di una piccola ruota e sarà luce e frastuono di una stella che nasce.

E niente sarà più lo stesso, passeranno le stagioni, i ricordi si ammasseranno e i visi diverranno troppi per dare ad ognuno un nome. Ma quelle lancette, la posizione di quelle piccole foglie di metallo rimarranno tatuate in eterno sulla pelle dei nostri ricordi e il loro balletto circolare tornerà a commuovere due volte al giorno.

E’ ciò che è accaduto a contaminuti (che strano chiamarlo così!): il suo segnatempo fissava le 13:25 nel momento in cui nasceva la sua piccola stella. E’ un maschio, bellissimo come solo i cuccioli possono essere, ed una vita intera tesa a dargli il benvenuto.

Benvenuto anche da parte mia, piccolo gioiello, con l’augurio che tu possa assomigliare a tuo padre e che la serenità sia il fondamento di ciò che nella vita costruirai.

Un abbraccio speciale a te contaminuti, amico mio, e a S. la tua splendida compagna che ha dato il meglio di se stessa e soprattutto a te, G., che la vita ti sia lieve.