gli orologi da polso hanno un blog?

tutti gli orologi misurano il tempo, alcuni sanno farlo con passione

Archivio per Novembre, 2008

Edizioni limitate? Limitiamole…

Lo dico prima di iniziare a scrivere: Non è che oggi mi sia alzato con la luna storta… è solo che voglio affrontare un argomento che da tempo mi sta a cuore, a costo di far venire fuori una polemica che, nel qual caso, spero possa mettere a confronto le opinioni di tutti.

E’ ora di dire basta alle “facili edizioni limitate“.

Un orologio è un accessorio davvero importante, inteso in questo caso come oggetto che caratterizza e spiega all’esterno la nostra personalità, perciò è normale che proprio chi lo elegga a tale compito sia a volte alla ricerca del particolare, altre invece a ricerca dell’insolito; comunque di qualcosa di speciale.

Ma “qualcosa di speciale” è quando si passa per i materiali con cui un segnatempo è costruito e ancora di più per la tecnica e le complicazioni che fanno funzionare un cronografo o un ultrapiatto che fanno schizzare il prezzo alle stelle. Ma quest’ultima ragione, personalmente, anche se il 90% degli orologi che sono qui a farci compagnia non me li posso comprare, mi sta bene.

Dove invece almeno credo ci sia da far chiarezza, è a riguardo di quello che propone oggi il mercato con il nome di EDIZIONE LIMITATA NUMERATA.

Quando si dovrebbe secondo voi, per davvero, chiamare un modello di un orologio edizione limitata? Secondo il mio parere, quando si costruisce un orologio con ESCLUSIVE funzioni o con particolari lavorazioni dei materiali, non cambiando solamente il colore quando va bene del quadrante, o ancora il colore delle lancette.

Un orologio che davvero desidero è il Bell & Ross BR 01-94. Ci vedo la genialità dello stile per aver avuto l’idea di portare al polso uno strumento dal cruscotto di un aereo, i materiali, la personalità.

Ma cambiare il colore degli indici del quadrante e delle lancette in edizioni limitate a 500 pezzi, ne giustifica un prezzo di oltre 5.000 Euro? O addirittura per poter rientrare in quel mezzo migliaio nel mondo, ne può giustificare l’appellativo “introvabile” facendone alzare il prezzo al mercato parallello?

Avete mai visto recentemente una Patek Philippe o una Vacheron Constantin “sfornare” una serie limitata dopo l’altra? O una Rolex costruire un Day Date solo per Bucherer? Eppure sono convinto che almeno le prime due manifatture possano realizzare delle varianti o dei modelli particolari se richiesti da qualche cliente particolare, ma questa è un’ altra storia.

La Omega sta un po’ nel mezzo. Lo Speedmaster Moonwatch è in effetti un orologio che può vantare un passato storico epocale: il primo orologio da polso ad essere mai stato sulla luna.
La casa di Bienne ci ha costruito una serie di edizioni limitate, realizzando edizioni limitate a volte con piccoli particolari diversi solo come quadranti (From Moon to Mars) a volte con innovazioni tecniche come il movimento Coassiale inserito nel 2007 in una serie di 1957 pezzi.

Per quanto mi riguarda aspetterò che qualcuno si stanchi di avere un BR 01-94 azzurro e lo metta in vendita ad un prezzo vicino a quello standard in acciaio con indici e lancette bianchi…

contaminuti

Maîtres du Temps: l’unione fa la forza…

Cosa succede quando tre dei più grandi maestri orologiai si chiudono in una stanza? O si accoltellano, e non sarebbe carino, o ne nasce un capolavoro al cubo. Fortunatamente dall’unione delle capacità di Christophe Claret, Peter Speake-Marin e Roger Dubuis nulla di irrimediabile, piuttosto qualcosa di decisamente esagerato (nell’accezione più invidiosa del termine, naturalmente): il Chapter One.

Ad avere la straordinaria intuizione di unire talenti di questa portata, così diversi ed allo stesso tempo così affini è stato un nome noto nel settore, Steven Holtzman, che ha creato il marchio Maîtres du Temps.

Tornando al “nostro” Chapter One, ecco una rapida carrellata delle sue complicazioni: tourbillon, cronografo monopulsante, datario e GMT retrogradi, giorno della settimana e fasi lunari indicati su rulli cilindrici al 6 ed al 12.

Per questa meraviglia che conta ben 558 componenti si è dovuti ricorrere ad abilità decisamente fuori dal comune, tenendo presente tra l’altro la non facile comunione delle diverse complicazioni sopracitate e la cosa più sorprendente è che funziona!

Il cuore di questa splendida creatura è il calibro manuale SHC02, dotato di 58 rubini, riserva di carica di 60 ore e 21.600 alternanze/ora.

Il tutto incastonato in una cassa in oro rosa a 18 carati dalle dimensioni non proprio discrete: 62.60 mm x 45.90 mm. Cinturino di coccodrillo e fibbia deployant ovviamente anch’essa in oro rosa, vetro zaffiro con doppio trattamento antiriflesso anche per il fondello.

Bene, dal momento che 400.000 franchi svizzeri sono una cifretta di tutto rispetto e che il mio cassetto dei sogni è perfettamente dilatabile, credo che riuscirò a trovare un posto anche per questo oggetto, anche se chiamarlo così mi sembra quasi di bestemmiare.

robert

L’orologio Antimagnetico nacque 80 anni fa

Pazienza e mente maniacale orientate al miglioramento anche di un solo particolare magari inventato 400 anni prima: Questo è il I Comandamento del mondo orologiero.

E’ della Tissot di Neuchatel nel 1930 l’invenzione del primo orologio resistente ai campi magnetici che influenzano da sempre  la precisione di marcia di un movimento meccanico.

Qui sopra la Referenza 6712-1 equipaggiata da un Calibro da 11 linee e 1/2 a 16 rubini con bilanciere monometallico e molla piatta di autocompensazione; esso rappresenta uno dei primi modelli Tissot ad essere in grado di ovviare il problema.

Ai nostri giorni poi, con l’intensità e la diffusione dei valori raggiunti, tale fenomeno viene chiamato addirittura “elettrosmog” e non si parla di campi in grado di disturbare la marcia di parti meccaniche in movimento come nostro segnatempo, ma purtroppo anche la nostra salute.

Torniamo al tema. Altra marca, che diede una grande importanza al problema delle interferenze  fu IWC, da sempre costruttrice di veri orologi militari. Qualche anno dopo la Tissot, a Shaffhausen, idearono il loro primo “orologio da aviatore”  - Mark IX - che montava un movimento Calibro IWC 83 collaudato per gli urti e gli sbalzi di temperatura e naturalmente antimagnetico.

Come è costruito normalmente un orologio con queste caratteristiche? E’ rivestito da una seconda cassa “interna” realizzata in ferro dolce naturalmente con un secondo fondello per accedere al movimento. Nella foto, il secondo fondello di un Rolex Milgauss 116400 GV

contaminuti

42 km correndo in compagnia di Jaques-Yves Cousteau

Mi piacerebbe poter vedere con i miei occhi la metà delle imprese che un orologio da polso riesce a vivere prima di finire la sua vita in un cassetto abbandonato.

Ci sono orologi più fortunati di altri: alcuni sono come un’ utilitaria che, dopo una ventina d’anni di onorato servizio nelle mani di quattro o cinque proprietari, cessano di fare il proprio lavoro. Altri, che come una Ferrari o una Bugatti, sono custoditi in una cassaforte al riparo del tempo stesso.

Così, un po’ con la scusa di rimanere in tema di orologi, voglio parlare di un IWC Aquatimer “fortunato” che acquistato dal suo proprietario appassionato di immersioni e del mare, è stato forgiato a Shaffhausen per ricordare un uomo straordinario come Jaques-Yves Cousteau e la sua nave Calypso, un ex dragamine demilitarizzato dopo la II guerra mondiale compagno del comandante francese per quarant’ anni di escursioni negli oceani.

Parlo del Costeau Divers seconda edizione che riprende i colori blu e arancio caratteristici della prima serie, ma che questa volta ognuno dei 2500 esemplari porta un pezzo di questa storia sul fondello: un frammento del legno del ponte di comando della Calypso con la sagoma della nave.

Monta un calibro IWC 79320 a 28.800 alternanze/ora per una riserva di carica di circa 44 ore. La cassa è in acciaio sabbiata fuorimisura, circa 44mm esclusa la corona e 16mm di spessore. naturalmente è impermeabile fino a 12 atmosfere e costa di listino 5150 Eur.

Ma torniamo a questo Jaques Cousteau di Luca, amico fraterno e appassionato di orologi da polso, che è stato con lui (per inciso senza nessun contratto di sponsorizzazione…), per i 42 km dell’ultima maratona di New York. A 45 anni la sua prima performance - non a bordo di un taxi - lo ha visto finire il lungo percorso in 4 ore e 30 minuti con un testimone al polso che non lo ha mollato un attimo… (eccolo in foto con un sorriso che parla da se!)

Non sarà più il solito orologio… (almeno per lui…) quando lo indosserà al polso tutti i giorni in ufficio vestito in giacca e cravatta…

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La mosca… “nera”

Nel lontano mondo dell’informatica si chiamano “Easter Egg” in italiano “Uovo di Pasqua” i contenuti di solito faceti e bizzarri che i programmatori “nascondono” dentro un normale programma applicativo. (Da wikipedia)

Una cosa del genere la ha fatto Rolex, e non credo per sbaglio, con la referenza 16550 - alias Explorer II prima serie - per ben due volte! In mezzo alla produzione di serie ha piazzato “due carichi” per un futuro da collezionismo!

Il primo, “sbagliando” (così dice la leggenda…) il colore bianco in panna e il secondo con soli 2 quadranti neri.

La particolarità di quest’ultima rarità è quella di essere l’unico Explorer II con il cosiddetto quadrante “bicchierini” che è invece il più diffuso negli odierni Submariner. Si dice che Rolex nel 1982 in occasione della fiera di Basilea avesse chiesto a Beyeler, uno dei suoi fornitori di quadranti, questi due insoliti 16550. Ad oggi questo orologio non è mai stato costruito se non con gli indici in oro bianco ricoperti di materiale luminoso.

Il giallo continua… Addirittura, guarda caso dopo la mostra, solo uno dei due quadranti fu montato su un orologio che fu - con il seriale 8399062 - venduto dalla Rolex di New York due anni dopo nel 1984.

Recentemente il “nipple dial” così chiamato dai collezionisti è stato venduto ad un’ asta a 37.094,00 Eur!!! (ndr. Il prezzo di un Explorer II 16570 STANDARD praticamente uguale - a parte il quadrante - si aggira oggi NUOVO da concessionario Rolex ufficiale intorno ai 4800,00 Eur…)

Teniamolo sott’occhio… Se chi l’ha comprato non è un appassionato, lo vedremo di nuovo in vendita tra qualche anno a… quanti Eur??? Complimenti ancora per l’abilità della casa con La Corona oltre a costruire orologi desiderati da tutti, anche per… i fuori tema… :-)

contaminuti