gli orologi da polso hanno un blog?

tutti gli orologi misurano il tempo, alcuni sanno farlo con passione

Archivio per Dicembre, 2008

Auguri di Buon Anno per un Felice 2009 da 20 orologi del 2008

E’ con l’aiuto di 20 orologi da polso del 2008, di cui rimangono ancora poche ore da trascorrere, che vi faccio i miei migliori Auguri per un Felice Anno Nuovo 2009!!!

contaminuti

IWC “ti mette le ali”

Siamo ancora sotto choc per la “battaglia del pranzo di Natale”, ma tutti a casa dormono e mi viene da scrivere. Non oppongo resistenza. 

“A ognuno il suo”, direbbe mio nonno se fosse ancora vivo… Quindi a IWC gli orologi da aviatore, da sempre. Il marchio dal nome anglosassone di base a Shaffhausen, terra in quella Svizzera ad un tiro di schioppo dalla Germania, ha sempre creduto e dedicato i suoi sforzi fin dagli inizi, per costruire orologi appositamente progettati per piloti di aereo.

immagine da PuristPro

Un orologio da pilota doveva offrire a primo impatto una visibilità immediata, caratteristica conseguita ancora oggi con il tipico quadrante - chiamato militare - di colore nero a numeri arabi di grandi dimensioni. L’ora doveva essere letta anche di notte e per questo si pensò a trattare con il trizio i numeri, gli indici e le lancette. Altre necessità che con il tempo emersero furono: la resistenza ai campi magnetici, robustezza e precisione anche verso forti vibrazioni e urti, isolamento da polvere e agenti liquidi. Insomma come avere oggi al polso Chuck Norris…

IWC iniziò nel 1936 a costruire orologi per questi impieghi professionali. Ancora oggi queste collezioni vengono chiamate con il suffisso Mark.  Il Mark IX fu il primo della serie anche se il primo dei primi si chiamava Special Watch for Pilots (la prima foto in alto). Alla fine del 1944 venne alla luce il Mark X costruito fino al 1948 in circa 6000 esemplari.

Negli anni esteticamente le variazioni erano minime: nei primi anni 50 un triangolo indice sostituì il numero 12 nella serie Mark 11, nel 1963 una T maiuscola dentro un cerchio simboleggiava a ore 6 l’uso del trizio. Il primo cliente di IWC fu la vicina Germania del III Reich, ma il migliore fu senza dubbio la Royal Air Force inglese che acquistò circa 7400 Mark 11.

foto da greegster.net

Seguì nel 1993 il Mark XII che aggiunse per un uso più “civile” la data e soprattutto la più pratica carica automatica. Si dice che a causa di superstizioni in alcuni paesi, per i modelli successivi si evitò l’uso della sigla XIII e XIV. Il successivo fu quindi nel 1999 il Mark XV in produzione fino al 2006. Al momento da due anni è in commercio il Mark XVI.

Anche se un orologio da pilota non era all’origine anche un cronografo, negli ultimi anni le linee in commercio avevano previsto anche questa complicazione; nel 1993 fu messa in commercio anche la versione rattrappante-sdoppiante a partire dalla rara referenza 3711 con l’aggiunta del nome DOPPELCHRONOGRAPH.

Tutti gli orologi da pilota IWC sono provvisti da sempre di doppia cassa, quella interna in ferro dolce, per contrastare i disturbi dei campi magnetici.

Oggi la serie Mark XVI è realizzata anche con cassa in acciaio e quadrante argentato con il nome di Spitfire, il famoso caccia inglese della II Guerra Mondiale. Seguono a completamento una versione media Chrono-Automatic, uno Split Chronograph chiamato TOP GUN con la cassa in ceramica, edizioni limitate come il Double Chronograph dedicato alla nazionale di calcio  tedesca e Antoine de Saint-Exupèry ed infine il Big Pilot’s Watch da 46 mm. che riprende il modello che IWC fornì alla Luftwaffe - l’ aviazione militare tedesca - nel 1940 in meno di 1000 esemplari. IWC

contaminuti

JEANRICHARD: Il futuro è nel passato

Siamo ancora legati in tutto e per tutto al messaggio unidirezionale della pubblicità.

Così avviene anche per gli orologi da polso. Un prodotto viene costruito per essere venduto, ma chi vuole spendere migliaia o in qualche ancora più raro caso decine di migliaia per un orologio, ci dicono le analisi di mercato che è più del 50% dei casi per uno status symbol. Quello che resta, anche se molto più piccolo, è ricerca del particolare, della dedizione e dell’ inventiva. Meno male.

Oggi parlo di JEANRICHARD, un marchio conosciuto per lo più da chi LEGGE gli orologi, ma non valutato come meriterebbe e come in tempi brevi verrà a mio parere considerato.

Per chi non la conoscesse, ecco in poche righe le sue origini: Daniel Jean Richard era un orologiaio nato a Les Bressels nel 1665 minuscolo paesino vicino a Le Locle nella regione di Neuchâtel. Chiamato con l’appellativo “dit Bressels” la leggenda dice che a 15 anni dopo aver visto per la prima volta un orologio appartenente ad un commerciante inglese che passava di li, senza averne mai visto uno prima, lo riparò e addirittura ne realizzò una copia costruendolo con le sue mani. Questo fu solo l’inizio: dedicò la sua vita a costruire orologi e addirittura macchinari per costruirli.

Ho posseduto, nei miei deliri di compravendita, un JEANRICHARD Bressel da 43 mm con movimento 6497/2 ETA Unitas dalle ottime finiture anche se dall’aspetto un po’ anonimo che come al solito ho rivenduto su ebay (in questo caso) senza perdere un euro.

JEANRICHARD però sta ultimamente cambiando musica… Sta abbandonando il suo interesse progettuale e di conseguenza commerciale per quella serie di orologi da polso nella fascia media e lentamente puntando la prua solo in alto.

La realizzazione del movimento meccanico automatico Calibro JR1000 è stato il primo importante segnale: 11 linee e 1/2 è dotato oltre che di ore e minuti, di secondi al centro con stop per la regolazione e data.

Con lavorazione a Còtes Circulaires, platina a Perlage e ponti a Còtes de Gèneve ha fatto da base per altre complicazioni come piccoli secondi, riserva di carica su linea, fasi lunari e secondi retrogradi.

Il primo orologio con questo movimento a bordo è il Paramount JR 1000 con piccoli secondi e datario e cassa di forma da 1025 pezzi.

Vorrei vedere Daniel stesso smontarlo e rimontarlo: sono sicuro che sudando sette camicie ce la farebbe. A La Chaux-de-Fonds lo spirito e il corpo della manifattura sono salvi… Tenetela d’occhio: appassionati e mostri sacri… JEANRICHARD

contaminuti

Occhio Ripetizione Minuti: un’esperienza sensuale

La prestigiosa Maison de GRISOGONO con il suo Occhio Ripetizione Minuti ha senz’altro vinto diverse sfide: scenografia, esuberanza, essenzialità.

Complesso e semplice allo stesso tempo, Occhio rappresenta la concreta realizzazione di un progetto ambizioso: riunire in un solo orologio classicismo ed innovazione. Infatti, il punto di forza di questo orologio è per così dire un “‘insospettabile” gioco di “microingegneria meccanica” rappresentato da un quadrante-diaframma, ispirato alle macchine fotografiche reflex (LEICA).

Esso è costituito da una serie di lamelle in ceramica: si tratta di 12 anse mobili di non piccole dimensioni che, una volta azionato il tasto ripetizione minuti (il cui funzionamento è stato già abilmente spiegato da contaminuti: Ripetizione minuti: ascolta il tuo orologio…), si aprono, degradando verso il centro, e lasciano così intravedere il movimento dell’orologio.

Il meccanismo del diaframma (innovazione) risulta in perfetta armonia con quello della ripetizione minuti “rigorosamente” a carica manuale (classicismo).

Questo mirabile congegno sonoro è costituito da circa 320 pezzi (contro i 90 del diaframma), ed è stato messo a punto con la collaborazione di Claret (Maestro Orologiaio esperto in tourbillon e meccanismi sonori): le sue tre melodie a carillon trasformano un’emozione prettamente acustica in un’esperienza visiva, così unica nel suo genere da risultare quasi una provocazione intellettuale e così esteticamente riuscita che non si può fare a meno di assaporarne il profilo con le dita: le linee squadrate, quasi architettoniche, regalano sensazioni tattili piacevoli!

Il quadrante dell’orologio, che altro non è che l’area di convergenza delle lamelle, è di una eleganza spartana: dominano la scena le ore ed i minuti, mentre un doppio fuso orario è visualizzato mediante lancette indipendenti dall’ora principale ed il datario è situato su un doppio disco, posto in una larga apertura del quadrante.

Il quadrante così fatto, conferisce alla cassa un aspetto rotondeggiante ed arcuato.

Si possono infine notare i 4 numeri arabi (al 3, al 6, al 9, al 12) nelle varianti argento oppure in oro rosso e le lancette Dauphine in oro bianco o rosa, il tutto sormontato da vetro zaffiro sferico.

Il richiamo alla LEICA è inoltre accentuato dalla scritta “De Grisogono Ripetizione Minuti” sul bordo più esterno.

ll cinturino è in pelle con fibbia deployante in oro; i ponti sono antracite con viti lucidate “al diamante”.

La produzione è limitata a soli 50 pezzi, tutti in oro con trattamento PVD, che conferisce il caratteristico colore nero “pneumatico”.

Nonostante le notevoli dimensioni diametro 43,6 mm (curiosità: il diaframma aperto misura 24 mm per 14 mm di spessore) rendano questo orologio più adatto ad un polso maschile, la natura “intrinseca” del suo fascino lo rende perfetto per una bella donna: infatti la sua grazia proprio come il diaframma del Ripetizione Minuti è tutta… da “scoprire”!

(articolo scritto da S.B.)

Nasceva oggi Michele Alboreto una stella che correva sulla terra

Non posso dimenticare da quanto i motori, guarda caso anche loro “meccanici”, siano dentro di me insieme ad un sacco di altre passioni (ndr. sulle passioni leggi 2 post precedenti quello di robert e il mio “Un giorno una mattina“).

Non lo può dimenticare neanche mia madre per i jeans e le magliette annerite dal grasso e mio padre per le multe che prendevo quando mettevo le mani addosso al motore della mia vespa e poi ne collaudavo professionalmente i risultati.

Al martedì era la volta di Autosprint, al giovedì era invece Rombo che mi aspettava in edicola: il mio desiderio di sapere delle corse e dei motori era insaziabile.

Michele Alboreto - audiworld.com

Erano i primi anni 80, gli anni di Michele Alboreto nato il 23 Dicembre del 1956. Michele non era timido, era calmo, sicuro. Non parlava tanto perchè non faceva il DJ alla radio. Il suo mestiere era di vincere e quando vinci in uno sport sono solitamente gli altri che ti guardano a fare casino, ad esultare e sognare tramite te. A quei tempi Michele era già una stella e correva, correva, correva… 

Non voglio raccontare di quando nel 1980 divenne subito al primo tentativo Campione Europeo di Formula 3, nè del debutto in Formula 1 con Tyrell e poi il cuore che lo fa scegliere per la ROSSA anche quando poteva approdare a scuderie più vincenti. Ci sono centinaia di pagine in siti autorevoli che parlano delle sue gesta sportive.

Voglio ricordare come Nestore Morosini, quando Michele era ancora vivo, citava in questo articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 27 Dicembre del 2000, quanto fosse istintivamente generoso: “…a tutti i membri del reparto tutti i membri della gestione sportiva il pilota milanese faceva arrivare uno splendido cesto natalizio, con specialità modenesi e dolci. A tutti i meccanici che sostenevano il lavoro in pista, invece, regalava un viaggio aereo per due con soggiorno alle Seychelles o in un’ altra isola.”

Mi fermo qui. Nel post precedente oggi vi ho parlato a mio parere di uno splendido orologio subacqueo; poi… mi sono preso un po’ di tempo… 

Dedico a Michele, “il mio tempo più prezioso, quello libero”.

contaminuti

Auricoste Spirotechnique: compratelo e portatelo alle Maldive

Se siete di quelli che a Natale fanno le valigie e vanno a tostarsi al sole quando qui non è tempo ne da neve ne da mare: bravi! Non vi invidio perchè io non sono un gran viaggiatore anche per scelta.

Se volete far piangere il vostro vicino di poltrona in aereo che ha al polso un “ghiera verde“, magari pagato ai tempi che costava più di quanto costano ora 3 viaggi per 2 soggiorno compreso alle Maldive, compratevi un Auricoste Spirotechnique.

Auricoste E’ un costruttore di orologi francesi nato nel 1854 che da sempre realizza orologi militari.

La Spirotechnique nacque nel 1947 per sviluppare AQUA-LUNG la prima attrezzatura subacquea a circuito aperto inventata da Jacques-Yves Cousteau and Emile Gagnan. Cousteau, prima di navigare per gli oceani con la sua nave Calypso, fu nella seconda guerra mondiale un Ufficiale della Marina Francese e aiutò a costituire il reparto degli uomini-rana.

Tornando a questo subacqueo, lo stile è decisamente vintage anni 60. Stupendo il quadrante a pallettoni e la grafica, la cassa in acciaio è di 42 mm. e c’è la ghiera graduata girevole in senso antiorario. Monta un comune movimento meccanico automatico eta 2824-2 da 25 rubini, originale la scelta della corona di carica a ore 4. Il Bracciale, di solito anch’esso in acciaio stile “jubilee”.

Si trova abbastanza facilmente ad un prezzo intorno ai 600 Eur. Auricoste

La passione di Natale

La passione è sofferenza, come indica la sua etimologia (dal latino pati, soffrire). Esistono, probabilmente, tante passioni quante sono le parole del vocabolario: dalle più assurde e stravaganti alle più comuni, passando attraverso un universo intero di desideri, invidie, ossessioni ed addirittura vere e proprie patologie; ma, quando vengono mediate dal buon senso, allora riescono a donare il meglio di sé.

La passione è come un organismo vivente, va alimentata con il nostro desiderio, carezzata quotidianamente con sogni e pensieri: la sofferenza che ci procura la lontananza dal nostro ‘oggetto del desiderio’ è la stessa linfa che la mantiene in vita.

Infatti, il momento che segna il suo declino corrisponde esattamente all’istante in cui lo possiamo toccare e lo sappiamo nostro.

Quindi, quando un terreno non è più fertile, occorre spostarsi e piantare il seme della passione altrove: fortunatamente, il mondo, il nostro mondo degli orologi in particolare, offre spazi disponibili a chiunque. Possiamo fissarci su un pezzo alla nostra portata e soddisfare immediatamente la ‘bestia’ che ci scalpita dentro ed allo stesso tempo sospirare davanti ad una fotografia di un capolavoro che, lo sappiamo bene, rimarrà solo una chimera.

E continueremo comunque a desiderarla, e lei continuerà a scaldarci il cuore ad ogni incontro perché questa è la sua natura: vivere grazie alla nostra dedizione, attraverso i nostri pensieri.
In questo articolo non parlo di segnatempo, movimenti, quadranti e cinturini; non metto fotografie e non faccio nomi: mia intenzione era di dire semplicemente due parole sul motivo per il quale noi (e soprattutto contaminuti) dedichiamo del nostro tempo a scrivere ed altri a leggere parole che trattano di un argomento che in qualche modo, meravigliosamente, ci avvicina.

E’ quasi Natale e non vi auguro di poter mettere le mani subito sulla vostra chimera, sarebbe come privarla dell’ossigeno, bensì di poter avere sempre desideri, sogni da sognare, passioni per cui ’soffrire’, mete da raggiungere sì, ma senza troppa fretta.

E non parlo solo di orologi.

Un Natale sereno a tutti voi.

robert

Attenti solo ai musi gialli o anche a quelli bianchi?

“Le porte” di un dominio web sono aperte a tutti, quindi senza montarci la testa, se tra i visitatori di questo blog (oltre a me e qualche robots di Google…) ci fosse qualche aspirante blogger, gli consiglierei di comprare per poco meno di 13 Euri il libro Professione Blogger di Piero Sermasi (responsabile del blog di Skype Italia).  Certo, ci sono un paio di capitoli tecnici nel libro che secondo me Mr. Pin ha scritto dopo un paio di bottiglie di Sangiovese con gli amici di Anzola Emilia del Bar Mauro… Ma io lo consiglierei anche ad un professionista della blogosfera per due motivi: il primo perchè ho scoperto che, con anche tanta esperienza e bravura di blogger in più della mia, lo stile di seriamente scherzare (come il mio) almeno per lui è stato vincente; secondo perchè Piero mi aiuta con il suo post CRONACHE DA SOTTO L’OMBRELLONE 4 a introdurvi un problema molto sentito e delicato per chi si muove nel mondo degli orologi da polso: quello degli orologi patacca, dei segnatempo aperti e richiusi e riaperti 1000 volte e dei falsi d’autore da polso.

Per Mr Pin fu una fregatura da 3 “euli”, per me molto di più. Uno degli orologi che rimane e rimarrà nella mia lunga “wishes list” è il Rolex Ref 1655 Explorer II alias Freccione alias Steve McQueen che lo indossò nel film The Hunter - 1980. (p.s. la foto  qui a sinistra per dimostrare che in questo post “almeno non ci sono foto di libri taroccati“).

Quando mi capitò di vederlo - di rado - al polso di qualche milanese che veniva a fare i weekend nella Riviera Ligure di Levante, tutte le volte mi veniva un tuffo al cuore: un altro bel blocco di acciaio! All’epoca della sua nascita nei primi anni 70 i suoi 39 mm di diametro erano davvero un fuorimisura visto che si usavano al polso in media orologi da 32 o 34 mm. Il quadrante nero con gli indici graduati, ma quella lancetta del fuso orario arancione o rossa a seconda delle 4 serie uscite negli anni, era davvero magnetica (non nel senso tecnico…). E pensare che fu un fiasco commerciale per tutto il tempo che rimase a listino.

Nel 2002, un salto sopra il mouse! Ne vidi uno su ebay.com USA in vendita. Anche se il cambio non era favorevole, anzi sfavorevole, in Italia non si poteva neanche “vedere” in vetrina di un negozio a meno di 8000/10000 Eur. Mi aggiudicai l’asta a 4230 $ più 300 eur di oneri tra spedizione e dogana, dopo un complicato e oneroso bonifico. L’orologio arrivò dopo circa 15 giorni.

foto di un Rolex 1655 - da Antiquorum

Dopo qualche giorno, mentre continuavo a camminare con il braccio sollevato, NON per motivi politici, ma per guardare e far guardare il mio Freccione, mi arrivò una strana email da un utente sempre di ebay che aveva comprato anche lui dallo stesso user un 1655 come il mio. Egli mi scriveva che il suo era risultato contraffatto e mi metteva in guardia dicendomi che non era più riuscito a contattare il venditore!!!

Ecco arrivare il primo brivido con conseguente goccia di sudore caduta vicino alla tastiera. Corsi a far vedere l’orologio per la seconda volta dal mio concessionario Rolex di fiducia, (gli amici in questo caso diventano perfidi, anche se sei stato sia amico che cliente…). Poi da un altro ancora e, morale, tutto continuava a tornare: quadrantenon invecchiato artificialmente“, con corretta altezza e disposizione disassata della scritta SUPERLATIVE CHRONOMETER OFFICIALLY CERTIFIED, ok le lancette (ne trovi, i primi ristampati e le seconde quante ne vuoi in vendita come ricambi), movimento 1575seriale e referenza coerenti stampati tra le anse della cassa, bracciale 7836 finali 380.

Alla fine, insieme a Gianni ne troviamo uno sicuramente originale con tanto di Garanzia Originale venduto da un concessionario di Genova e lo confrontiamo con il mio; quest’ultimo aveva una cassa visivamente più spessa di quello originale, risultata poi forse quella di un 16750 nonostante la scritta 1655.

Da ispettore Clouseau dei poveri, mi metto alla ricerca del numero di telefono dell’ americano e ne verifico la corrispondenza con l’indirizzo, telefono e mi risponde una signorina centralinista di un residence. Neanche a dirlo dopo due giorni il venditore ebay chiude il suo account con più di 200 feedback e attivo da 5 o 6 anni… “L’aveva data su…”! Insomma, scoperto si era dileguato o faceva parte del suo piano.

Da appassionato, non me la sono sentita di tenere un pezzo che, per quanto costruito con pezzi originali non era coerente al modello che desideravo da una vita. Lo vendetti dopo 3 anni dichiarando all’acquirente che era un GMT-MASTER modificato a 2000 Euro. Una bella perdita, per fortuna non “un liscio completo”.

Con questo non voglio fare di tutta l’ erba un fascio, nè boicottare l’acquisto di Rolex usati, ma è noto da sempre che “quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare” (John Belushi - Animal House) e quindi state in campana, soprattutto in periodi dove per ROSSI sul conto corrente “si ha la telefonata del direttore di banca più facile” come a Natale…

Bisogna raccontare tutte le avventure, anche quelle non a lieto fine.

Come vedi Piero, non sono tutti gialli i musi da evitare…

Complimenti ancora per il tuo libro.

contaminuti

Metiers D’ Art 86010: tra mito e realtà

…Immaginate  di ritrovarvi, all’improvviso quasi senza un perchè, in un museo di antichità greche in un tardo pomeriggio invernale, e sorprendervi a rimirare, come rapìti da una sorta di “misticismo contemplativo”,  la bellezza di una scultura di Fidia: la perfezione della sua nudità, i muscoli guizzanti che si tendono sotto la pelle marmorea, i riccioli al vento le labbra morbide, tese in un cipiglio fiero: ma sì, è proprio lui… Apollo, la seconda divinità più importante dell’Olimpo dopo Zeus….e cosa starà mai facendo così assorto, così austero? Verso quali orizzonti lancerà mai quegli splendidi cavalli al galoppo?
Eccolo: lì, dritto sul suo carro, bello come il Sole!!

Ed è appunto il Sole che questo bel giovine “scorazza”  per  i sentieri del cielo infinito, tra innumerevoli bagliori dorati…..

Ops! Si è fatto tardi…. che ore saranno? “Fredda” realtà: già un quarto dopo le venti! Ma il mio viso s’illumina ed un sorriso mi fa brillare gli occhi! Si perchè sono tra i “dodici fortunati” ad indossare un’opera d’arte, il “mio” Apollo è lì tutto per me e vola con la fantasia…. sono io la sua ninfa invisibile che ogni sera gli sussurra dove portare il Sole… a dormire!

Planando tra i comuni “mortali”,  il mito diventa realtà ed ecco il Metiers D’Art 86010, prodotto dalla Vacheron Constantin in onore del suo 250° anniversario. Questo capolavoro è stato prodotto in appena 48 pezzi suddivisi in 12 cofanetti da 4 pezzi ciascuno, diversi soltanto nei bagliori dell’ oro: giallo per l’ estate, rosa per la primavera, bianco con diamanti per ‘inverno e platino per l’autunno.

Sul quadrante campeggia la scultura miniaturizzata del dio tutta in oro 18 kt, “movimentata” da piani sfalsati e pennellate di colore, ora perlato ora brillante, ottenute grazie all’impiego di smalti “champlevè” e traslucidi.
Tecnicamente, possiamo notare le ore al 10, i minuti al 2, la data al 4 e il giorno all’ 8, il tutto sormontato da vetro zaffiro curvato antiriflesso su entrambi i lati.

La cassa sempre in oro 18 kt monta 2 correttori sulla carrure bombata, corona in oro, lunetta godronata e avvitata, fondello anch’esso godronato con oblò in vetro zaffiro.

Il movimento è meccanico con autonomia di oltre 43 ore, 27 rubini e 28.800 oscillazioni/ora.
Rotore in oro 22 kt guillochè e massa periferica granulata perrsonalizzata.
Immancabile il Punzone di Ginevra.

Cinturino in alligatore con fibbia in oro.

Cos’altro aggiungere? Ah. si un “trascurabile” dettaglio: per poco più di 270.000 Euro poteva essere vostro, dal 2006 solo per 12 di voi.

Eh sì, un prezzo come dire simbolico perchè si sa: i sogni non hanno prezzo e l’Arte è inestimabile specie quando sfiora certe vette! Vacheron Constantin

(articolo scritto da S.B.)

Orologi, dov’è il razionale del tempo?

I luoghi comuni, occupano più del 50% della conversazione umana odierna. E sono andato di mano leggera… Il bello è che nonostante oggi si viva il tempo alla velocità della luce, si tramandano quasi di generazione in generazione sempre gli stessi discorsi: “I liguri sono tirchi, gli Svizzeri sono puntuali perchè fanno gli orologi; qui una volta c’erano solo campi e verde, una volta si poteva uscire tranquilli alla sera…

Perchè ciò dovrebbe essere diverso nel mondo degli orologi da polso? Se chiedi a tuo nonno secondo lui qual’è il miglior orologio, ti risponderà senza esitare: “Il Bulova” (in parte ha ragione perchè sono 50 anni che ce l’ha al polso!) E poi: “I Rolex? Sono orologi bellissimi, ma non ne ho mai visto uno preciso in vita mia…”

L’ orologeria Svizzera, da sempre icona della tradizione nei secoli dei secoli, non si è forse fatta piegare più volte dagli eventi del mondo esterno che la circonda a 360°? Leggete questa tesi universitaria di Davide Montanari: “Le strategie di marca nel mercato degli orologi. Il caso Swatch“.

Gli elvetici però, punti nell’orgoglio dell’alta orologeria, ma più in parole povere, “ridotti a chiudere bottega” dall’arrivo del quarzo, hai voglia se hanno reagito e cambiate di cose…

Quando però prendo in mano un catalogo di orologi da polso (no, non è sempre il solito…), quelli di alta gamma, non posso a volte fare a meno di sorridere… Ne parlavamo dietro una birra, perchè era proprio grossa… l’altra sera con Robert. “…ma - alla fine - sarà più inavvicinabile un orologio che alla voce prezzo reca la dicitura “prezzo su richiesta” come il Lange 31 di A. Lange & Söhne o il Franck Muller Aeternis Mega, oppure “da definire” come il De Bethune Dream Watch Two???…”

Continuando, “…ma se telefoniamo, a comunicarci il prezzo ci sarà una voce suadente femminile e potremmo chiedere uno sconto comprandolo al volo? E nel secondo caso, magari dopo 2 anni di progettazione e tests, i conti devono ancora farli ed è per questo che nessuno, neanche loro, sa ancora il prezzo???”

Orologi da polso meccanici, per colpa di chi ha progettato voi e la vostra lettura del tempo, non è che “date un po’ i numeri…” come un digitale da 5$ ?!? ;-)