gli orologi da polso hanno un blog?

tutti gli orologi misurano il tempo, alcuni sanno farlo con passione

Archivio per Aprile, 2009

Dal 1884 Breitling è specialista nei calcoli e nei cronografi

A BASELWORLD Basilea quest’anno ho avuto il tempo di visitare a lungo lo stand della Breitling e di apprendere la storia di questo marchio comodamente seduto a sorseggiare un caffè sotto l’acquario con i mille pesci vivi, che troneggiava sul tetto dello stand… Ora ve la racconto:

Lèon Breitling, nato in una famiglia che da tempo si era stabilita tra le montagne intorno a Neuchâtel, apre nel 1884 il proprio atelier a Saint-Imier e decide di dedicarsi da subito ad un aspetto molto difficile dell’orologia: la costruzione di cronografi e di strumenti che ottenevano misure per lo sport e per varie professioni. Egli ebbe da subito un tale successo, che decise nel 1892 di trasformare la sua impresa in una fabbrica di orologi spostando la sua attività a La Chaux-de-Fonds. La “L. Breitling, Montbrillant Watch Manufactury” rimarrà situata nella parte alta della città per ben 80 anni.

Il suo fondatore è un autentico vulcano di idee: nel 1906 idea e brevetta una delle pietre miliari del marchio: il tachimetro Vitesse in grado di misurare su un unica scala tutte le velocità tra 15 e 150 km/h.

Nel 1915 quando finalmente l’orologio da polso riesce ad imporsi, Gaston Breitling, da un anno al comando dell’azienda, presenta il primo cronografo con un pulsante indipendente.

Passiamo al 1923 e le funzioni di avvio/arresto sono separate da quella di azzeramento posta sulla corona. Anche questo brevetto segna un grosso passo avanti: d’ora in poi sarà possibile sommare vari tempi successivi senza dover riportare a zero la lancetta!

Nel 1931 Breitling presenta il suo primo cronografo di bordo pensato per equipaggiare gli aerei: al tempo rappresenterà un grande passo avanti nella sicurezza di bordo per la sicurezza e la gestione di un volo. L’inizio di un grande successo mondiale.

Willy Breitling crea nel 1934 il secondo pulsante indipendente, che diventerà uno standard nel controllare la funzione di azzeramento dei cronografi. Questa innovazione sarà presto seguita da tutti i concorrenti orologieri, funzione che rimane ancora oggi solitamente nella stessa posizione, cioè a ore 4.

Nel 1937 Breitling passa a equipaggiare con i suoi cronografi la strumentazione degli aerei che si misureranno nel II conflitto mondiale. La Maìson svizzera con i suoi strumenti precisi e robusti, incontra il favore di aviazioni di molti paesi, compresa l’illustre Royal Air Force britannica. Nello stesso tempo vengono sempre da Breitling immessi sul mercato molti cronografi pensati per il polso dei piloti.

Il 1942 segna un altra svolta: il primo orologio con regolo calcolatore circolare. E’ il tempo del Chronomat, il primo in grado di risolvere, grazie alla lunetta girevole, un gran numero di calcoli matematici: moltiplicazioni, divisioni, applicazioni della regola del tre. Un successo adottato istantaneamente da industria, sport e professioni tecniche.

Per gli appassionati odierni di Breitling, il 1952 è forse l’anno più rappresentativo: segna la nascita del Navitimer, un orologio studiato appositamente per piloti di aereo. Due scale logaritmiche permettono di risolvere in due tempi e tre movimenti tutti i calcoli riguardanti la navigazione aerea: velocità media, distanza percorsa, conversioni di miglia in chilometri o miglia nautiche. Oggi viene considerato IL Breitling, anche se pochi sono a conoscenza dei suoi meriti.

Le pubblicità delle prime compagnie aeree invadono i quotidiani: i Boeing 707, i DC8 e i Caravelle che cos’hanno sul cruscotto? Naturalmente un cronografo Breitling che diventa “fornitore ufficiale dell’aviazione civile mondiale”.

Il 1962 è l’anno in cui un particolare Navitimer viene messo al polso di Scott Carpenter durante il volo orbitale sulla navicella aurora 7. Anche questo è un primato: il primo cronografo da polso a viaggiare nello spazio!

Nel 1969 il mondo è pronto per veder nascere il primo cronografo da polso automatico: è tempo del Chrono-Matic equipaggiato dal Calibro 11 costruito in collaborazione con Dubois-Depraz, Heuer-Leonidas, Hamilton e Büren. E’ un orologio dalle grandi dimensioni con uno stile originalissimo: compare una corona a sinistra e la grafica sul quadrante nero con ancetta dei secondi arancione. Proprio nel 2008 è uscita la sua riedizione, recensione che potete trovare qui.

Breitling Chrono-Matic 49

Breitling Chrono-Matic 49

A cento anni dalla sua nascita nel 1984 Breitling festeggia proponendo un Chronomat creato in collaborazione con le nostre Freccie Tricolori… Breitling che nel 1979 era stata rilevata da Ernest Schneider, pilota e specialista di microelettronica, lega la passione per il volo con prestazioni di calcolo e funzioni mai viste prima: è il preludio all’ Emergency, il primo orologio da polso con una trasmittente incorporata per favorire, in caso di emergenza, la localizzazione del suo proprietario.

Dal 1999 in poi Breitling è SOLO un Cronometro! Thèodore Schneider - figlio di Ernest - crea a La Chaux-de-Fonds un centro specializzato nello studio e la fabbricazione di movimenti cronografi meccanici. Tutti gli orologi saranno sottoposti ai severi tests della certificazione COSC.

Nel 2001 tutti i movimenti al quarzo sono termocompensati e dieci volte più precisi degli analoghi tipi convenzionali: si chiamano Super-Quartz.

Nel 2002 Breitling, equipaggiando con l’orologio di bordo della Continental GT, firma con Bentley un accordo per la costruzione di cronografi con diverse particolarità tecniche esclusive.

Siamo nel 2009! Breitling decide di volare da sola! Arriva il Calibro B01, il primo completamente proprio movimento cronografico meccanico. Per i suoi 125 anni è un passo da giovane, ma molto importante. La sfida è evidente: ruotismo a colonne e riserva di carica di oltre 70 ore sono le scelte per un movimento studiato per la maggior regolarità di marcia possibile. Alcuni brevetti ne completano l’opera come un dispositivo di autocentratura dei martelletti e l’azzeramento esclusivo di racchetteria che ne permette una regolazione rapida. Ma le sorprese non finiscono qui: la novità sta anche nella produzione: nella fabbrica ogni nuovo Calibro B01, viene seguito individualmente da un software che lo indirizza automaticamente alla stazione giusta secondo un razionale in cui le postazioni interamente automatizzate si alternano con quelle che richiedono un intervento manuale. Un’ottima preparazione per l’esame finale COSC!

Siamo alla fine di questo che è diventato un lungo articolo… Mi scuso, ma 125 anni di voli e scoperte sono lunghi da raccontare!

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Louis Erard crede nel “ritorno del regolatore”

Tra un mostro di manifattura e l’altro, penso sia giusto parlare anche de gli orologi da polso che leggono il tempo con passione”: oggi voglio parlare di Louis Erard che oramai da qualche tempo testimonia con i suoi prodotti di voler seguire questa missione.

Con l’ultima versione del 1931 Règulator Rèserve de Marche, vedo un marchio che pensa - con contenuti e modi di tutto rispetto - a chi non crede che l’orologio da polso debba essere nè quello trovato recentemente nell’uovo di pasqua, nè per forza quello che rappresenta lo status symbol a cui purtroppo oggi pochi possono dimostrare di appartenere.

Non me ne voglia nessuno dei due imprenditori cinese e svizzero sopra citati, ma per me il marchio di Le Noirmont ha scelto di avverare i sogni di molti appassionati sia per il prezzo, ma anche per i contenuti.

Nel 2004, anno di grande svolta per Louis Erard aveva già presentato la prima serie del 1931, un regolatore: cioè un orologio nato per rappresentare la precisione, di non immediata lettura, che ha il fascino di misurare in sfere separate ore, minuti e a volte secondi. Eccolo nella sua veste molto classica.

Louis Erard ha deciso di rendere omaggio a questa compicazione, che ultimamente sta riafforando con decisione nel cuore degli appassionati, con un modello completamente rivisto in chiave moderna. La cassa è in acciaio di 42 mm. di diametro trattata PVD con finitura sia lucida che satinata e fondello trasparente. Il quadrante è nero o argento e rappresenta con un disco a ore 12 le ore, naturalmente al centro i minuti, a ore 6 la lancetta dei piccoli secondi e per finire a ore 9 un indicatore di riserva di carica. Sotto vi è posizionato il calibro ETA 7001 RE9 a carica manuale modificato con il modulo aggiuntivo frutto della collaborazione tra la casa e la fabbrica di movimenti Soprod SA.

Il nuovo look nero sdrammatizza un orologio che nella nostra mente spesso associa  forme antiche a prezzi da capogiro.

contaminuti

BLU - Bernhard Lederer Universe: il cielo al polso…

Ogni mattina un Mastro Orologiaio si alza con un’idea diversa su come ottenere la misura del tempo; ogni minuto un appassionato è alla disperata ricerca di conoscere quell’idea…” (contaminuti).

Oggi parleremo di uno di loro, tra coloro che inventano: Bernhard Lederer. Conoscere i suoi orologi ne fa prima di tutto comprendere una filosofia, la cura estrema per i particolari. Per certi orologiai il resto, come gli investimenti pubblicitari, viene in secondo piano.

Lederer è nato a Stoccarda una cinquantina di anni fa. Nel 1976 appena diciottenne inizia la pratica orologiera e si diploma Mastro Orologiaio nel 1984. Fin qui nulla di diverso dal percorso che oggi molti giovani intraprendono mossi dalla passione e da una buona domanda di occupazione. Sin dai primi passi sente un forte desiderio di indipendenza verso l’antica “faccia” della sua professione: l’artigianalità di chi fa tutto e da solo in casa. Apre quindi il suo atelier “Uhrenmanufaktur Lederer” e si dedica a restauri di antichi orologi sia da polso che non, che sarà il suo biglietto da visita per entrare a far parte dei membri fondatori dell’ AHCI, l’Accademia degli Orologiai Indipendenti.

Oltre ai restauri egli incomincia a realizzare pezzi su commissione: tra questi un orologio da tavolo con un calendario perpetuo ed il calcolo delle fasi lunari talmente preciso da necessitare di una correzione solo dopo 1.000 anni! Se non è precisione questa… Il successivo decisivo passo di Bernhard fu una collezione di orologi chiamati “Time Dimension” con lenti Zeiss orbitanti che vinse il premio per “l’orologio tedesco dell’anno” e fu l’ispirazione per la famosa serie Galaxy.

Altre sue creazioni uniche hanno spaziato dai segnatempo da polso ad opere monumentali come il progetto per il Brasile di costruire ben 24 grandi orologi (oltre 14 metri di diametro) da collocare nei siti storici del paese. Ma veniamo ai nostri giorni: nel 2000 Lederer si sposta a Neuchâtel, uno dei capoluoghi orologieri in Svizzera, per creare la sua manifattura di Alta Orologeria BLU che come avrete a questo punto già intuito è l’acronimo di Bernhard Lederer Universe. Di BLU ne avevo già accennato in questo articolo parlando del MT3 il triplo tourbillon in asse, ma molti non immagineranno nemmeno alcuni altri capolavori di questa manifattura:

BLU realizzò nel 2000 il primo orologio con un quadrante orbitante e propriamente chiamato Galaxy. Si trattava di un quadrante con cerchi concentrici rotanti costruito in vetro di Murano con il riferimento delle ore e dei minuti rappresentato da brillanti e  frammenti di rame “sospesi” nel vetro come a rappresentare le stelle di una galassia. Questa particolare lavorazione del vetro di Murano fu una scoperta che risale al XVII secolo opera dell’artigiano del vetro Vincenzo Motti che scoprì accidentalmete questo effetto dopo che  caddero dei frammenti di rame nel vetro liquefatto. Il risultato fu appunto una pasta di vetro iridescente che Motti mise in vendita nel 1677 con il nome di “Aventurina” per i diritti di produzione del Doge di Venezia.

Altra opera d’arte è Open Planet in cui BLU fonde insieme i suoi due concetti: eleganza e progettazione.

Si tratta di un orologio per ogni occasione che propone una cassa, in acciaio o in oro bianco, di grandi dimensioni: 44 mm. di diametro. Il quadrante può essere in fibra di carbonio o in meteorite (di quest’ultimo materiale - novità a Baselworld 2009) e mostra all’interno dalla grande apertura la complessa forma della ruota del movimento calibro BL701 a carica automatica. Il tutto è assicurato al polso con un cinturino in coccodrillo con fibbia deployante.

Lederer dice di voler non solo leggere l’ora con i suoi orologi, ma di mostrare come essi lo fanno!

Vi consiglio di dare un occhiata a questo meraviglioso video per cercare di entrare, in poco più di 3 minuti, nella mente di un grande orologiaio!

Buona settimana.

contaminuti

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Armin Strom e ci diamo subito una limatina…

Armin Strom è un esperto artigiano, la lima con lui non ha segreti: fa parte di quei pochissimi orologiai che hanno dedicato tutta la loro vita nel maneggiare questo utensile per lavorare, traforare, alleggerire e scheletrare il movimento di un orologio.

E’ il suo stile che inizia ad esprimere nel lontano 1983 su di un orologio da tasca. Da quel tempo molti furono i suoi segnatempo, per lo più da polso, a poter essere chiamati “pezzi unici”.

Strom aveva l’abitudine di consegnare personalmente al cliente le sue opere quando essi risiedevano in Italia, Svezia o negli Stati Uniti d’America. Questo insolito servizio che ci riporta ad un artigianalità indietro nei secoli è stato da sempre uno dei motivi che hanno stretto intorno all’orologiaio una fedele cerchia di ammiratori. I suoi successi ottenuti nello scheletrare orologi da uomo, lo hanno portato in brevissimo tempo a pensare di misurarsi con quelli da donna. Il primo orologio da donna trattato dalle cure della lima di Armin fu menzionato nel libro dei Guinness dei Primati come il più piccolo orologio scheletrato mai realizzato!

Dal 2006 Armin Strom fondò a Biel la sua private company insieme all’industriale Willy Michel. Oggi il marchio ARMIN STROM AG costruisce orologi allargando, se così si può dire, la sua produzione in orologi da singoli pezzi a edizioni limitate.

A circa 70 anni di età, Armin ogni mattina si presenta nel suo laboratorio pieno di energia e, con lo stesso entusiasmo della prima volta, impugna le sue lime…

Oggi vi accenno la sua ultima creazione, 1781 Regulator Earth che abbina la complicazione del regolatore ad uno stile moderno e inedito. La lettura delle ore e dei minuti e dei piccoli secondi sono retrograde così come quella della data. Tutto questo è contenuto in una cassa di 43.6 mm di titanio spazzolata e con trattamento PVD.

Le versioni sono 4: Earth, Water, Air, Fire ognuna delle quali riflette un elemento diverso con design e colore.

contaminuti

Dalla cloche al gran galà!

Consiglio a tutti gli appassionati di andare, almeno una volta… all’anno 8-) , a BASELWORLD.

Si, la fiera più grande del mondo di orologi è un autentico parco giochi per chi ha le lancette nel cuore, ma è anche l’occasione per riscoprire alcuni marchi che, una rivista specializzata o un libro di orologi, non è detto possano svelare se non prevista dalla loro programmazione.

Così ad esempio siamo abituati a identificare ZENO-WATCH BASEL come costruttore di affidabili orologi militari dal prezzo tutto sommato abbordabile; questo rimane il core business del marchio, ma che sorpresa! Oggi anche loro si cimentano o tornano a cimentarsi nella piccola produzione di alta orologeria: il tourbillon!

Per capire il perchè di questa scelta bisogna conoscere la storia della casa. Tutto inizia in una fattoria a La Chaux-de-Fonds dove Jules Godat aveva creato un piccolo atelier. Molti orologiai al tempo, eseguivano le loro opere nella fredda stagione invernale in cui la campagna meritatamente riposa. Nel 1868 Godat si mise in proprio ponendo così la prima pietra della attuale fabbrica di orologi ZENO. Nel suo piccolo atelier produceva artigianalmente orologi da tasca in argento. Dopo l’uscita di Jules Godat la produzione venne convertita verso gli orologi per ferrovieri. Nel 1900 l’atelier fu ampliato e attrezzato anche per l’azionamento elettrico delle macchine.

Nel 1920 André-Charles Eigeldinger rilevò la fabbrica di orologi Godat. Eigeldinger si specializzò nella produzione non solo di orologi per osservatori militari, prima missione anche oggi del marchio, ma anche di orologi con regolo calcolatore e orologi da tasca in argento, oro e platino.

Il nome ZENO fu registrato nel 1922 dalla Eigeldinger & Söhne e i suoi orologiai costruirono pezzi singoli interessanti.

La domanda di orologi da polso era in costante aumento e per questo motivo negli anni tra le due guerre la produzione venne convertita in questa direzione. I primi orologi ZENO da polso erano in oro e destinati esclusivamente all’esportazione. Nel 1937 - in occasione del giubileo per i 15 anni della marca ZENO - furono creati i primi orologi con funzione di stop integrata e telemetro acustico. Nel 1949 ZENO partecipò per la prima volta alla fiera svizzera dell’orologio di Basilea.

Negli anni seguenti gli ingegneri della ZENO svilupparono diversi orologi digitali senza lancetta delle ore, orologi pendenti per infermiere e “orologi da bambino”, finché nel 1960 la produzione non fu trasferita provvisoriamente negli atelier Atteslander a Biel, dovere furono sviluppati i primi orologi meccanici per piloti di aerei.

Nonostante la nostra vita sia oggi in gran parte digitale, gli orologi ZENO continuano ad essere costruiti in gran parte a mano, senza fretta…

E il tourbillon dov’è finito? In onore del fondatore della ditta Jules Godat, Felix W. Huber ha ideato questa magistrale creazione orologiaia, unica nel suo genere. L’orologio Tourbillion, con riserva di carica di 120 ore e datario retrogrado. Questa edizione speciale di 50 pezzi, prodotti a mano, numerati e certificati, dispone di uno scappamento estremamente complesso e brevettato (che è mostrato sopra), si tratta di un “gioco di tecnica su un modello storico”, per compensare un eventuale difetto meccanico di posizione grazie alla forza di gravità.

Ci sono voluti oltre 4 anni per il suo sviluppo e 4-5 mesi di lavoro per ogni meccanismo, ma si sa che chi vuole misurare il tempo ne deve avere a sua volta parecchio a disposizione…

Le lancette sono stile Breguet con finitura blu ottenuta nella ricottura nel forno per tempra. La gabbia del tourbillon, in speciale struttura a ponte sospeso, reca il logo ZENO. La cassa è di 44 mm. di diametro realizzata in due pezzi in oro rosa 18 K e fondello trasparente. Il movimento meccanico a carica manuale TT791.04 appoggia su ben 37 rubini, riserva di carica 120h, dispositivo antiurto TT, regolazione speciale, viti in acciaio legato brunite, ponti e platine decorati a mano. Il quadrante è grigio chiaro con incisioni decorative, minuteria stampata e lancette fini.

Una particolarità tecnica di questo orologio è che il meccanismo dei secondi è fissato al tourbillon nella parte inferiore. Entrambi compiono un giro di 360° ogni minuto. Con questa soluzione non si verificano più errori di posizione o di baricentro o, nel caso accadessero, essi verrebbero compensati ogni minuto!

ZENO-WATCH ne produce solo 8 pezzi all’anno pensati forse per un occasione speciale come un “gran galà”: d’altronde “la cloche” dell’aereo la governa con tutto il resto del suo catalogo…

contaminuti

Come essere eleganti anche a 125 anni…

Non è da tutti spegnere 125 candeline e continuare a mantenere stile e fascino, eppure, fin dal lontano 1884 Edox sembra voler continuare su questa strada. Vediamo il suo semplice ed efficace logo della clessidra (”edox” significa “ora” in greco antico), su orologi decisamente accattivanti.
Per festeggiare il 125° anniversario, Edox ci presenta due modelli a produzione limitata di carattere diverso ma di identica impronta elegante: il Class-1 Ice Shark e il Super Limited Edition 1884.
Il primo è un cronografo con datario (disponibile in 1.000 pezzi) decisamente sportivo, con il movimento Ronda spostato di 180° per permettere il posizionamento sulla sinistra dei pulsanti; bello il contrasto dei particolari arancioni sulla cassa in acciaio rivestito in PVD e il quadrante in fibra di carbonio, che dovrebbero permettere una buona lettura, dal momento che può scendere fino a 1000 metri di profondità…

Per quando riguarda il “1884”, abbiamo di fronte un modello molto classico nelle forme e nelle finiture, dando come risultato un orologio di elegante semplicità. Mentre all’interno della cassa in acciaio 316L, il movimento Venus 203 opportunamente rivisto, oltre a ore, minuti e piccoli secondi, ci permette di conoscere le fasi lunari, il mese e il giorno della settimana e la data nella parte più esterna del quadrante. 13 mm di spessore e 41 di diametro ulteriormente abbelliti da una ghiera in oro 18 carati. 125 i pezzi disponibili.

Due orologi molto belli per festeggiare questo importante traguardo: da parte mia, mi riservo il piacere di scrivere un articolo sui modelli che usciranno per il 250° anniversario….

robert

Dal tecnigrafo al banco da orologiaio, in 1000 stili e colori!

A metà degli anni ‘80 entra nella scena orologiera di alta gamma un signore parigino dai lunghi baffi taglio-XIX secolo: si chiama Alain Silberstein ed è un ex architetto che, alla grande tavola “verticale” chiamata tecnigrafo, preferisce uno stretto e alto banco di legno orizzontale…

Nel 1986 apre l’omonimo atelier e nel 1987 si presenta alla Fiera di Basilea con la sua nuova collezione: è un vero successo. Silberstein tra l’incredulità dei secolari e, a volte, “stantii” marchi orologiai svizzeri irrompe con nuove e audaci linee ispirate al minimalismo del Bauhaus e fa suoi, di base, quattro colori vivaci: il nero, il rosso, il blu e il giallo.

Casse di grandi dimensioni (al tempo superavano già abbondantemente i 40 mm.), ma soprattutto spesse e clindriche, alloggiano dai movimenti modificati di derivazione ETA ai calibri di manifattura con complicazioni rattrappante e tourbillon. I quattro colori elencati prima con lancette dalle insolite forme e curve, insieme a movimenti spesso a vista e governati da curiosi tasti e corone triangolari, furono per primi montati in casse da materiali ai tempi inusati come il titanio o mostravano i primi trattamenti PVD della storia non solo neri, ma bronzo e oro giallo.

Ma in dettaglio voglio parlarvi oggi della collezione MARINE 20.

E’ del 2007 e rivela tutta la passione di Alain per il mare che nel passato aveva già espresso con il Tourbillon Marine. La cassa è tonda così come le forme della corona e dei pulsanti per la versione cronografo. Per le dimensioni siamo andati a finire a ben 47 mm: difficile non scorgerlo al polso. La cassa è in titanio satinato con una ghiera unidirezionale zigrinata per la rapida presa, leggera e resistente contro le infiltrazioni dell’acqua fino a 20 atmosfere.

I colori come al soito attirano l’occhio: sono i soliti e vivacissimi, ma sapientemente disposti tanto da suggerirne l’uso anche in occasioni formali. Il quadrante è nero e il simbolo della stella marina, che nell’automatico rappresenta la riserva di carica e nel cronografo i piccoli secondi, esprime una grande allegria.

I movimenti per questi due orologi sono comuni, ma rivisti e affidabilissimi: un ETA 2892-1 per il MARINE 20 AUTOMATICO che indica oltre ad ore, minuti e secondi centrali la data e la riserva di carica. Per il MARINE 20 KRONO il movimento è un Valjoux 7751 con misura di crono, giorno della settimana e data circolare con fasi lunari, 24 ore e smileday alle 12. Davvero originale quest’ultima indicazione, la faccina, che al lunedì tocca il fondo :-( il mercoledì è così così :-| e la domenica è pazza gioia! :-)

Il cinturino è in caucciù nero con chiusura a fibbia dèployante. Il prezzo è di 7.800 Eur per il MARINE 20 AUTOMATICO con tiratura in edizione limitata di 500 pezzi e di 8.600 Eur per il MARINE 20 KRONO ancora più “limitato” con i suoi 100 esemplari disponibili!

contaminuti

Alea iacta est!!

Il dado è stato lanciato, non si torna più indietro. Anche perché quando François Junod, creatore di automi tra i più apprezzati al mondo, decide di usare le sue non comuni capacità per partecipare alla creazione de “Il Giocatore Veneziano” di Daniel Roth, il risultato non può che essere un passo in avanti. Un gran bel passo avanti, mi permetto di dire. La storia degli automi negli orologi da polso è lunga più di quattrocento anni e questo mirabile ritorno, considerando la comunione con una ripetizione minuti, lascia decisamente meravigliati.
L’automa, che riprende una tela del Caravaggio, “I Bari”, muovendo le braccia scopre il risultato del lancio ogni volta diverso e con la possibilità di azionarlo in sincrono con la ripetizione minuti oppure indipendentemente da essa.

Il quadrante, racchiuso da una cassa in oro bianco, in ogni suo particolare è stato dipinto a mano e questo rende unico ogni pezzo (e sono pochi): quindi, il valore aggiunto di portare al polso un gioiello del quale non esiste esatta copia.
Finiture di altissimo livello, movimento meccanico a carica manuale Daniel Roth (Calibro 7300), suona a richiesta le ore, i quarti e i minuti. Questo è il risultato di oltre tre anni di studi e sembrano anche pochi se si considera la difficoltà di inserire un automa in miniatura con meccanismo aleatorio e una ripetizione minuti indipendenti tra loro in un contesto di tale fattura.

Per finire, se siete così fortunati da portarlo al polso, non avete neanche bisogno di giocare a dadi…

robert

-o-

(Regalo per questo articolo a Robert… La dedica di Monsieur Roth a “gli orologi hanno un blog?”, firmata davanti ai miei occhi il 31 Marzo durante BASELWORLD 2009! - contaminuti)

Per Eberhard lo sport ha GRANDI NUMERI!

Baselworld 2009, dove ero rimasto? Riprendendo in maniera disordinata, a parlarvi degli orologi che ho visto con i miei occhi durante lo show il cursore, che lampeggia del mio Word, incomincia a puntare sulla E di Eberhard.

Nella Hall 1.0 quella dei grandi marchi c’era il suo stand: un palazzetto a due piani nel classico grigio-viola Eberhard, con vetrine e una reception al piano terra.

Chiedo di poter parlare con qualcuno che si occupa dei rapporti con la stampa: per tutto il tempo della mia breve attesa davanti al banco all’ingresso sento un mormorio in “italiano” che viene da persone che parlano nel corridoio e che proviene dal grande salotto al pian terreno… Bene, un instintivo moto di campanilismo mi predispone un sorriso interiore! E penso e mi viene in mente dai post precedenti, quanto Eberhard abbia dedicato per passione e per lavoro all’ Italia: le forniture dei cronografi negli anni ‘30 alla Regia Marina Militare italiana, le collezioni Tazio Nuvolari e la messa a punto di un cronografo militare nel 1984 con la collaborazione della pattuglia acrobatica più famosa al mondo: le noste Frecce Tricolori!

A riportarmi dai miei voli virtuali sulla terra, ci pensa Daniela Visconti - immagine e comunicazione Eberhard per l’Italia - che sorridente mi accoglie in una delle courtesy room al piano superiore.

Mi mostra tutte le novità di Basilea 2009: 8 jours Grande Taille (in acciaio ne avevo parlato l’anno scorso qui) in oro rosa e Extra-Fort Edition Vitrèe: anche di questi due potete leggere un articolo qui.

La mia attenzione si concentra sullo SCAFOMATIC terza nuova proposta Eberhard 2009.

La prima impressione è quella di un imponente e sportivo orologio secondo gli stili del marchio: elegante, ma non vistoso nonostante le dimensioni di 42 mm. che sono diventate lo standard odierno per un orologio da polso uomo.

La novità sono le combinazioni di colori che, sempre su una cassa in acciaio lucida, vanno dal quadrante bianco con numeri arabi e indici a rilievo, scavati e rodiati con materiale luminescente arancione all’interno e scala dei secondi sul rehaut arancioni, al sempre bianco ma con i particolari sopra descritti in rosso, ed infine al modello con quadrante nero e di nuovo tutti i dettagli in rosso.

Riassumendo: bianco/arancione, bianco/rosso, nero/rosso. Il look giusto per uno sportivo con un pizzico di originalità e di allegria.

SCAFOMATIC è dotato di un movimento calibro 11 1/2 SW 200 - soignè a carica automatica e legge ore, minuti e secondi centrali. La lettura è facilitata dallo stile dei grandi numeri arabi e indici a rilievo trapezoidale e dal rehaut con finitura lucida che si alterna con la parte centrale del quadrante che è in finitura opaca. Sul fondello della cassa troviamo il classico scudo della Maison, rimasto immutato nel tempo. E’ garantita l’impermeabilità fino a 5 atmosfere.

Completa il quadro la scelta di moderni cinturini in caucciù bianco o nero chiuso da una fibbia personalizzata “E&C”, o in alernativa il bracciale Chicane in acciaio.

Si chiude la rassegna delle novità Eberhard, che adesso spazia dai modelli classici e tradizionali con funzione cronometrica e non, a quelli sportivi dai colori innovativi.

E’ il momento di salutarci. Daniela ripone in una grande scatola “il suo bottino” che prima di chiudersi luccica per l’oro e l’acciaio degli 8 Jours e Extra-Fort, insieme ai colori vivi di bianco/arancio e nero/rosso dei due SCAFOMATIC! Costa 2.000 Euro.

contaminuti

Giocare con le leggi della fisica al polso!

Non me ne voglia il brand protagonista di questo articolo, se inizio citando una recente frase di Roger Dubuis: “E’ incredibile come oggi, la tecnologia in nostro possesso, ci permetta di costruire orologi meccanici con non solo reinterpretate complicazioni, ma con risultati di precisione di marcia che solo qualche anno fa erano inpensabili da poter ottenere”. Essere grandi orologiai apre la mente…

Quale miglior introduzione veritiera per affrontare il QUANTUMGRAVITY, nuova sfida di Concord? In giro sulla rete vi erano - poche ore prima dell’apertura di BASELWORLD 2009 - solo alcune immagini del movimento. Anche blog-orologi.com aveva detto la sua, anche se il primo in assoluto a svelarne la forma è stato Watchluxus.com partner mediatico del marchio.

Concord, che fa parte del MGI Luxury Group, ha deciso da anni di puntare più che sulla sua passata tradizione, sul riposizionamento del marchio sposando fantasia e futuro. La ricerca senza compromessi di performance e di tecnicità che caratterizza oggi la costruzione dei suoi orologi è stata espressa nel 2008 con il C1. Esso materializza il nuovo profilo di Concord: carattere unico con al centro dei suoi pensieri la tecnica.

Il Tempo in assenza di gravità. Così recita lo slogan del C1 QuantumGravity, vediamo i suoi concetti:

Una riserva di carica a sviluppo verticale

Equazione numero 1: Riserva di carica = verticalità + fluidità

Un pistone cilindrico. Lo sviluppo verticale. Liquido.
Ecco quanto basta alla C Lab Series per realizzare una sorprendente equazione tra chimica e meccanica.

Al bando i tradizionali codici ideativi e di visualizzazione: è una colonna mobile in vetro, posta tra ore 12 e ore 13 a fare da indicatore di riserva di carica a sviluppo verticale. La lettura è invece un fatto di chimica reso possibile dal liquido di nanoparticelle verde fosforescente presente nel tubo. Dal punto di vista meccanico questo indicatore di carica funziona perpendicolarmente rispetto al calibro, e salendo e scendendo sulla propria base segnala lo stato della carica del movimento nell’arco di tre giorni. La graduazione sul bordo esterno corrisponde alle indicazioni di livello applicate alla parete interna dell’orologio.

Un tourbillon bi-assiale strallato

Equazione numero 2: Tourbillon = sospensione + 2 assi

Dei cavi, un movimento bi-assiale, una disposizione laterale: tutte sfide da battere per realizzare una spettacolare gabbia da tourbillon.

Spostata sul lato sinistro del segnatempo, letteralmente sospesa, la gabbia effettua rotazioni pluridimensionali sui due assi, dei quali il principale è quello verticale. È una struttura disorientante che prende in prestito la rigidità e la leggerezza che convivono nelle strutture dei ponti strallati: una parete composta di cavi tesi spessi 4/10 di mm fissati alla platina mantiene la gabbia in posizione verticale contribuendo a creare un effetto di struttura indipendente. Il sistema elastomerico in autotensione su cui si basa il meccanismo sospensorio permette di regolare con precisione l’articolazione dei cavi e dell’intera parete, nonché di compensare gli effetti della dilatazione.

Una meccanica in levitazione

Equazione numero 3: Tempo = spazio

C1 QuantumGravity presenta dimensioni eccezionali: 48,5 mm di diametro, 22 mm di spessore e 57,5 mm di lunghezza, senza per questo compromettere la perfetta aderenza al polso che è garantita dagli attacchi privi di anse. Il titanio della cassa e l’alluminio della maggior parte dei componenti del movimento gli conferiscono inoltre una leggerezza tanto più sorprendente viste le dimensioni.

Allo stesso modo, l’imponente corpulenza di quest’orologio composto di 511 pezzi è controbilanciata da un’anatomia fatta di spazio e trasparenze: la cassa, che ha richiesto 400 ore di taratura in fabbrica, si riduce ad una struttura scheletrata protetta da 6 vetri zaffiri che rendono possibile osservare il meccanismo da tutte le angolazioni.

Esercitando una semplice pressione sull’apposito pulsante, è possibile espellere dalla sua sede l’imponente chiavetta per la regolazione dell’ora, altrimenti completamente nascosta. I secondi si nascondono invece dal quadrante per mostrarsi sul lato della cassa: luminescenti e arancioni, sono incisi su un rullo di alluminio nero e visibili attraverso una finestra il cui taglio richiama il pulsante della corona. Il vetro zaffiro laterale permette di osservare i dentini rotanti color arancio della ruota dei secondi.

Sotto l’impressionante vetro zaffiro, lo sguardo spinge alla sua massima ampiezza un tempo quasi smaterializzato. E nonostante la sensazione d’inconcepibilità che emana, la leggibilità dell’orologio rimane tra gli imperativi alla base della sua realizzazione. Come un rosone sospeso nel vuoto, il quadrante delle ore decentrato a ore 3:30 adorna una parte della cavità al fondo della quale è alloggiato il movimento.

Nel fondo dell’abisso il movimento meccanico a carica manuale organizza il tempo con precisione magistrale. Il fondello con coperchio a cerniera assume quasi le fattezze di una griglia che, a scelta, svela il circuito geometrico dei ponti scheletrati disposti ad angolo retto, gli ingranaggi che trasmettono la carica alla gabbia del tourbillon e il sistema di regolazione dei cavi.

Il gioco delle finiture dà risalto ad un design metodico e futurista allo stesso tempo: alluminio nero della platina sull’alluminio antracite dei ponti, il rubino che contrasta con l’acciaio lucido delle viti… Ogni finitura riassume in sé lo spirito di un prodotto realizzato con materiali high-tech, vetro, vuoto e materie luminescenti colorate.

Il QuantumGravity è davvero un orologio che non ci saremmo potuti aspettare neanche osservando il papà C1 che l’anno scorso vinse a Novembre il riconoscimento al Grand Prix d’Orlogerie de Geneve per il miglior design. Questo orologio non è solo opera di una grande matita, ma principalmente di grandi ingegneri dell’orologio…

Ci sono al suo interno soluzioni, che solo l’inventore dell’orologio a tourbillon Abrahm Louis Breguet potrebbe capire e, perchè no, anche mettere mano uno ad uno sui 10 esemplari disponibli al mondo!

Ricordatevi di fare un salto nel sito ufficiale del QuantumGravity!

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Nuovi capolavori di micromeccanica per GREUBEL FORSEY a BASELWORLD

Robert  Greubel e Stephen Forsey, orologiai  inventori, tra i più geniali e innovativi  del XXI secolo, da sempre utilizzano l’orologeria come mezzo d’espressione artistica. Un’arte, quella dell’orologeria di manifattura, a loro congeniale.

Dopo la prima invenzione del  Doppio Tourbillon 30°, cui è seguita il Tourbillon 24 Secondi  Inclinato, nel 2008 Greubel Forsey, presenta alla fiera internazionale dell’orologeria di Basilea, lo splendido Quadruplo Tourbillon  a Differenziale Sferico in una preziosa cassa in platino con quadrante argenté, che vede concretizzare  ben cinque lunghi anni di lavoro, studi e ricerche con l’obiettivo di ottenere le migliori performance di  precisione di marcia della “macchina-orologio”.

In occasione di Baselworld 2009, gli Inventori Orologiai, propongono la nuova versione del Quadruplo Tourbillon, questa volta  “vestito”  in oro rosa con quadrante nero.  I quattro tourbillon – ben visibili, sia sul lato fondello sia sul lato quadrante  grazie ai ponti in vetro zaffiro,  offrono uno spettacolo grandioso  permettendoci di ammirare  un incantevole “balletto”  nel segno dell’eleganza e dell’armonia.

Due ulteriori interessantissime novità ampliano la gamma di proposte della Maison di La Chaux-de-Fonds: il Double Tourbillon Technique e il Pièce Invention 3.

Il Double Tourbillon Technique è una interpretazione assolutamente originale ed innovativa della prima invenzione fondamentale e propone un’architettura ed un aspetto decisamente nuovi.

Questo segnatempo  ci  coinvolge in un “viaggio nella meccanica”, grazie alla completa trasparenza del suo quadrante in vetro zaffiro,  che svela la complessità del suo accuratissimo meccanismo animato dal  doppio tourbillon con inclinazione a 30°. Si tratta di una doppia gabbia dove il  tourbillon esterno gira in 60” mentre quello interno compie una rotazione in 4 minuti.

Altro capolavoro di micromeccanica e raffinato design è il nuovo Invention Piece 3 che fa onore alla terza invenzione fondamentale della manifattura Greubel Forsey: il tourbillon inclinato a 25° che compie una rotazione rapida in 24 secondi. Questo meccanismo assolutamente inedito ottimizza il rendimento al polso minimizzando i momenti di inerzia.

L’ Invention Piece 3, in edizione limitata di 33 esemplari (11 in oro bianco, 11 in oro rosa e 11 in platino) è dotato di una quadrante atipico in quanto le platine del movimento fanno da supporto ai diversi indicatori e reca inciso un messaggio parziale dei due creatori che descrive il percorso evolutivo di questo modello e del suo calibro.

Ogni elemento di tutti i segnatempo Greubel Forsey , dal meccanismo, alla lavorazione della cassa, ai quadranti, alle lancette, agli indici fino al più minuzioso dettaglio, è espressione della grande passione per l’arte orologiera ed è stato elaborato e rifinito per creare una perfetta armonia d’insieme. Altissimo è il livello qualitativo di decorazione e finitura, realizzati a mano, utilizzando sia le tecniche più antiche della tradizione sia le più moderne e tecnologicamente più avanzate. Tutto ciò per poter regalare ai suoi possessori, prestigiosi capolavori che scrivono oggi e continueranno a scriveranno domani capitoli importanti nella storia della vera orologeria d’eccellenza.

QUADRUPLO TOURBILLON A DIFFERENZIALE SFERICO

Movimento: brevettato, a carica manuale, calibro GF03, 531 componenti, due  doppie gabbie del tourbillon con 128 pezzi per gabbia per un peso di 1.17 gr. cadauna, 28 elementi per il differenziale sferico, 63 rubini, 50 ore di riserva di carica, doppio bariletto, 21.600 alternanze/orarie, ponti del tourbillon in acciaio smussato e lucidato a mano sul lato movimento e in vetro zaffiro sul lato quadrante. Tourbillon interni inclinati a 30°, 1 rotazione al minuto – tourbillon esterni: 1 rotazione in 4 minuti.
Impermeabile a 3 atm (30 metri).

Indicazioni: ore, minuti, piccoli secondi settoriali, rotazione dei tourbillon esterni in 240 secondi, riserva di carica settoriale.

Cassa: in oro rosa 5N o in platino con vetro zaffiro bombato asimmetrico.
Dimensioni: diametro 43,5 mm. X 16,06 mm.  spessore
Fondello trasparente in vetro zaffiro, finestra laterale con vetro zaffiro di forma, numero individuale inciso a mano, corona con logo GF inciso e laccato nero.

Quadrante: in oro, applicazioni in oro, logo applicato in oro, lancette ore, minuti, piccoli secondi e riserva di carica in oro.

Cinturino: in alligatore cucito a mano con fibbia deployante , Greubel Forsey inciso a mano.

DOUBLE TOURBILLON TECHNIQUE

Movimento:  brevettato, a carica manuale, calibro GF02s, 385 componenti, due gabbie del tourbillon con 128 pezzi  per un peso di 1.17 gr.,  43 rubini, 120 ore di riserva di carica, quattro bariletti coassiali, 21.600 alternanze/orarie. Tourbillon interno inclinato a 30°, 1 rotazione al minuto – tourbillon esterno: 1 rotazione in 4 minuti.
Impermeabile a 3 atm (30 metri)

Indicazioni:  ore, minuti, piccoli secondi, rotazione del tourbillon esterno in 4 minuti, riserva di carica settoriale di 120 ore.

Cassa:  in oro rosa 5N, in oro bianco o in platino con vetro zaffiro bombato.
Dimensioni: diametro 47,5 mm. X 16,84 mm.  spessore.
Placchette con testo fissate con viti sulla carrure
Fondello trasparente in vetro zaffiro,  numero individuale inciso a mano, corona con logo GF inciso e laccato nero.

Quadrante:  indicazione delle ore in zaffiro, indicazioni dei piccoli secondi e riserva di carica in oro, logo applicato in oro, lancette ore, minuti in oro,  piccoli secondi e riserva di carica con triangoli rossi, lancette indicazione dei 4 minuti di rotazione del tourbillon in zaffiro.

Cinturino: in alligatore cucito a mano con fibbia deployante , Greubel Forsey inciso a mano.

INVENTION PIECE 3

Movimento:  brevettato, a carica manuale, calibro GF01n, 370 componenti, gabbia del tourbillon con 87 elementi per un peso di 0,39 gr.,   42 rubini, 72 ore di riserva di carica, doppio bariletto, 21.600 alternanze/orarie, ponti con testo –messaggio inciso a rilievo.  Tourbillon interno inclinato a 25 con rotazione rapida in 24 secondi.
Impermeabile a 3 atm (30 metri)

Indicazioni: visualizzazione 24 ore, ore e  minuti con indicatori triangolari, piccoli secondi, indicazione riserva  di carica settoriale di 72 ore.

Cassa: in oro rosa 5N, in oro bianco o in platino con vetro zaffiro bombato asimmetrico, 3 serie di 11 esemplari ognuna.
Dimensioni: diametro 43,5 mm. X 16,06 mm.  spessore.
Fondello trasparente in vetro zaffiro, finestra laterale con vetro zaffiro di forma, numero individuale inciso a mano, corona con logo GF inciso e laccato nero.

Quadrante: lancette delle ore con triangolo rosso e dei minuti con triangolo blu. Piccoli secondi in acciaio lucidato azzurrato alla fiamma, riserva di carica con triangolo rosso.

Cinturino: in alligatore cucito a mano con fibbia deployante , Greubel Forsey inciso a mano.

Scusate se mi ripeto, ma con tutte queste schede tecniche piene di numeri e specifiche si fa in fretta a dimenticare che, per esempio, il movimento meccanico del Quadruple Tourbillon à Différentiel Sphérique è composto da 531 componenti! E che solo per realizzare ognuna delle 4 gabbie del tourbillon, ciascuna del peso di 1,17 grammi, di pezzi ce ne vogliono ben 128!

Avete già perso il conto? Pensate che ogni orologio Greubel Forsey viene assemblato, completamente smontato e riassemblato, prima di finalmente finire nelle mani del proprietario. Il genio è proprio sregolatezza! ;-)

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Hublot e WiseKey la lotta alle contraffazioni è affare serio

“Quando il gioco si fa duro… I duri cominciano a giocare…” Chi di voi non ha riconosciuto la celebre frase del compianto John Belushi?

A BASELWORLD in occasione della fiera mondiale degli orologi e gioielli, Hublot è uscita allo scoperto, insieme a WiseKey con un misure radicali per identificare elettronicamente i suoi orologi da polso e dare un duro colpo alla più pericolosa branchia della contraffazione: quella che cerca di far passare “per originali”, copie taroccate.

Grazie all’accordo con una società che si occupa di “World Internet Security”, d’ora innanzi gli orologi Hublot saranno protetti da una SmartCard che potrà dimostrarne l’identità e l’origine. La soluzione innovativa presentata il 25 Marzo dal marchio di Ginevra e dalla società WiseKey rappresenta un passo decisivo nella lotta al mercato dei falsi d’autore.

Si tratta di creare un certificato di garanzia elettronica che, oltre a contenere il codice di identità dell’orologio, consenta anche un accesso privilegiato a un’area riservata sul sito Internet di Hublot. Tanto i rivenditori quanto i clienti di Hublot potranno utilizzare la SmartCard per verificare in tempo reale via Internet l’autenticità degli orologi.

Il sistema si basa su un’identificazione digitale protetta di un orologio Hublot mediante una SmartCard criptografica. In pratica, viene fornita una piattaforma sicura alla quale l’acquirente può accedere, attraverso il sito del marchio Hublot, a un’area dedicata all’identificazione degli orologi. Se l’informazione contenuta nella scheda non è valida, l’accesso a questa area viene semplicemente negato!

“Hublot è la prima azienda nel mondo del lusso e dell’orologeria a raggiungere questo livello di protezione dei suoi prodotti, associando le tecnologie elettroniche d’avanguardia alla tradizionale abilità orologiera. Il falso d’autore - continua Jean-Claude Biver, amministratore delegato di Hublot - è un flagello inaccettabile per tutto il settore dell’orologeria, un fenomeno che dobbiamo contrastare con tutti i mezzi a nostra disposizione”.

Chi acquista un orologio Hublot troverà la scheda elettronica all’interno dell’astuccio dell’orologio a partire dall’autunno 2009. Oltre alle informazioni utili a risalire all’orologio, la scheda consentirà di collegarsi al sito Internet di Hublot e di accedere a un’area privilegiata riservata, in completo anonimato.

Dalla mia parte aggiungo che sono tanti gli accessi a questo blog con le parole chiavi “come riconoscere un falso d’autore” o “database orologi rubati”. Gli orologi che noi acquistiamo, indipendentemente dal prezzo, DEVONO poter dimostrare di provenire ed essere costruiti dalle mani di chi li ha firmati.

Anche i materiali degli orologi contraffatti e repliche, sono di dubbia e pericolosa provenienza: sottovalutare questi aspetti può far diventare una furbata in un problema… dagli effetti ben più gravi!

Ho raccolto questo comunicato stampa a Basilea con immenso piacere: spero che Hublot, prima ad affidarsi ad una azienda dall’esperienza maturata sul WEB dove furti di dati sensibili e di pagamenti sono all’ordine del giorno, dia l’esempio inaugurando un nuovo livello di attenzione e approccio al problema.

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