Archivio per Ottobre, 2009
Glashütte Original Strasser & Rohde Regulator: tributo ad un eccellenza
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Di una necessità virtù: il dispositivo “regolatore” nacque per essere montato sui grandi orologi a pendolo che solitamente venivano utilizzati nei laboratori degli orologiai per segnare il tempo con precisione in modo da permettere loro di controllare il funzionamento dei segnatempo più piccoli. Essi furono utilizzati anche dagli astronomi in situazioni in cui appunto la lettura esatta del tempo era necessaria.
L’esigenza di un affidabile misurazione fece escogitare di porre le ruote, conseguentemente anche le lancette, su due assi separati. La lancetta dei minuti doveva dominare e occupare quindi la posizione centrale, mentre quella delle ore, meno importante per questo compito, venne posta nella parte superiore del quadrante tra il centro e le ore 12.
Il laboratorio Strasser & Rohde di Glashütte diventò famoso nel mondo per la precisione e l’estetica dei suoi regolatori.
Glashütte Original vuole oggi rendere merito a questa leggenda con una serie limitata di 25 pezzi chiamata appunto Strasser & Rohde per ricordare Ludwig Strasser e Gustav Rohde trasportando l’icona dei loro regolatori nelle dimensioni di un orologio da polso. Questo capolavoro sarà presentato a MUNICH TIME 2009.
La lancetta blu domina la scena al centro di un quadrante rifinito e chiarissimo.
Le lancette delle ore e dei secondi sono locate rispettivamente nella parte superiore…
…ed inferiore.
Sul bordo del quadrante a grana argentata contrasta la scala dei minuti e l’indicazione delle ore a numeri romani; le dimensioni della cassa in oro rosa sono di 42 mm di diametro e soli 12.8 di spessore, il fondello a vista mostra il movimento meccanico di Manifattura a carica manuale di Calibro 49-04. Un cinturino in coccodrillo Louisina con fibbia lega al polso questo splendore.
Che dire ancora? Glashütte Original ha ripescato dal patrimonio genetico orologiero del sito in cui dimora una vera meraviglia per un numero ristretto di appassionati.
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Nuovo Orologio De Bethune DB25 Moon Phase
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Ogni Maìson che si rispetti ha la sua personalità. Ciò non è affatto scontato e non è possibile decidere quale interpretare, come sedersi ad un tavolo per partorire una nuova strategia di marketing o di vendita.
Chi può permettersi di osservare il tempo che scorre dentro di sè imprime un’ anima ai suoi segnatempo, mentre li sta creando, uno dopo l’altro.
E’ il caso di De Bethune, una manifattura un po’ a sè nel modo di vivere il mondo dell’Alta Orologeria: linee talvolta sobrie, talvolta coraggiose ed uniche, ma con all’ interno meccanismi rivoluzionariamente innovativi. Anche il nuovo DB25 non sfugge a questa regola. A guardarlo la sua forma ti restituisce subito una grande tranquillità per le dolci linee e le grandi dimensioni di 44.6 mm del diametro della cassa a tamburo. In questa versione l’oro rosa brilla sul sottile bordo, se lo si osserva frontalmente, lasciando in primo piano il grande quadrante argentato lavorato interamente a guillochè a mano; a meno che non si venga distratti dalle particolarissime quattro anse traforate. Si nota sotto l’indice romano delle ore 12 la famosa Luna con lettura delle fasi a sfera di De Bethune di un colore blu intenso ricamato da stelle in oro: il satellite è composto da due emisferi uno in acciaio l’altro in platino, ma entrambi azzurrati.
Questa particolare visualizzazione permette di vedere al polso la posizione della Luna esattamete come se si guardasse il cielo e, una volta correttamente regolato, il suo cammino sarebbe letto con una precisione che dovremmo attendere 122 anni per “perdere” una sola posizione… Viene proprio da dire: “bello e impossibile!”
“Sotto” pulsa il movimento a carica manuale DB2105 con sei giorni di riserva di carica e alcune delle soluzioni tecniche uniche di De Bethune: la ruota del bilanciere in silicio che migliora la precisione ottimizzando la sua inerzia, la parte distale della molla del bilanciere a curva terminale piatta, che insieme segnano un grande passo avanti nella ricerca dell’isocronismo perfetto.
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PARMIGIANI PERSHING ASTERIA Orologio dell’Anno 2009 – Montres Passion
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Votato all’unanimità dai lettori e internauti della rivista svizzera Montres Passion l’Hebdo, l’orologio Pershing Astéria si aggiudica l’ambitissimo titolo di Orologio dell’Anno 2009 assegnato dal pubblico, a conferma della crescente notorietà del brand Parmigiani.

Nata nel 2008 dalla collaborazione tra il prestigioso costruttore italiano di yacht Pershing e la Maison Parmigiani, la collezione di orologi sportivi Parmigiani Pershing si ispira al mondo acquatico e rivela curve inedite pur conservando i codici identificativi del brand: un abbinamento di eleganza e tradizione che solo la più completa competenza manifatturiera è in grado di garantire.
Il Pershing Astéria, oggi Premio del Pubblico, testimonia la straordinaria portata del successo di questa collezione ad un solo anno dal suo primo lancio internazionale.
Pershing Astéria Ref. PF602619.01
Il Pershing Asteria in oro bianco e quadrante madreperla, ricco di dettagli seducenti e originali, rappresenta una poetica sublimazione dell’universo marino. Il quadrante dalle delicate sfumature azzurrate richiama le acque profonde e cristalline ed è arricchito dalla presenza di un piccolo polipo stilizzato posto sulla punta della lancetta del cronografo. I piccoli secondi sono rappresentati da una stella marina che ruota al ritmo dei secondi. Impermeabile fino a 100 metri, questo orologio possiede tutte le caratteristiche dei cronografi subacquei Pershing. Il suo movimento automatico è interamente realizzato nei laboratori della manifattura Parmigiani. Costa 33.800 Eur + IVA
Gli orologi Parmigiani sono distribuiti in Italia da Tempo Prezioso S.r.l.
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HM2.2 Black Box dalle mani di Alain Silberstein!
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Alcuni giorni fa Giulia Bernini Comunication Manager alla Corvo & C. Spa, azienda che distribuisce gli orologi MB&F in Italia, mi aveva avvisato con un email circa una “nuova” diavoleria-da polso che Maximilian Büsser avrebbe presentato al mondo il 27 Ottobre.
Così segretamente senza una foto, non un particolare, a parte l’annuncio che sarebbe stato un HM2 speciale. L’orologio che nelle sue forme riprende i cartoni di Ufo Robot che Max guardava incantato da bambino, sarebbe stato “rivisto” da un altrettanto “giocoso e colorato” Alain Silberstein!
Max ha nei suoi ricordi quando appena ventenne guidava la sua BMW Z1 sulle autostrade tedesche con capotte e porta abbassata coperto da un vecchio giaccone da pilota e un casco di cuoio, ma con al polso il suo Silberstein KHRONO nero. Sono dovuti passare ben 23 anni, di cui 19 spesi da Max a visitare a Basilea lo stand di Alain Silberstein, che non lo considerava quasi; ma alla fine ce l’ha fatta e un anno fa, propose all’ ex-architetto francese di collaborare insieme. Silberstein accettò e Max si aspettava una proposta assolutamente negli usuali sgargianti colori usati dal francese.
Ma perchè .2?
Il Black Box è di base un HM2, Max ha voluto aggiungere un altro 2 perchè Alain Silberstein è il secondo Amico a essere stato invitato a realizzare insieme a MB&F un orologio serie speciale. Il primo è stato l’artista Sauge Vaughn che ha contribuito a realizzare HM2 per Only Watch 2009, l’asta di beneficenza per aiutare i bambini affetti dalla Distrofia Muscolare di Duchenne.
Niente di tutto ciò! Ecco Black Box HM2.2 in titanio un orologio che racchiude lo stile di Alain Silberstein, ma anche quello di MB&F. Sarà una splendida edizione limitata di soli 8 pezzi per il piacere che hanno i due di lavorare insieme e per rendere omaggio ai 23 anni di meravigliosa creatività di Alain.
Il nuovo orologio è un’interpretazione unica della Horological Machine No2, lanciata come serie limitata nel 2008. HM2 incarna l’approccio radicale all’orologeria di lusso di Maximilian Büsser e dei suoi Friends. Si tratta di un orologio di alta tecnologia del ventesimo secolo e, contemporaneamente, di un’opera d’arte di micromeccanica incredibilmente sofisticata. Contiene il primo movimento meccanico del mondo – “engine”, motore, nel gergo MB&F – per offrire ora a scatto istantaneo, minuti retrogradi concentrici, lancetta della data retrograda, fase lunare a due emisferi e caricamento automatico.
Internamente, la Horological Machine No2.2 è sia una “scatola nera” che il prodotto dei sogni di un bambino. La rotella automatica in oro a 22 carati, con la sua ricca sfumatura brunita, presenta la finitura manuale tipica dei gioielli per l’elite dei movimenti tradizionali, ma deve la sua forma iconica a falce all’ascia di guerra a doppia testa brandita da Grendizer, l’eroe dei fumetti di Maximilian Büsser bambino,. Tutte le grandi serie televisive di fantascienza – Star Trek, Thunderbird, Dr Who e Guerre Stellari – hanno avuto un ruolo nelle creazioni MB&F. E’ la tensione tra il fascino di quel mondo immaginario e l’amore per l’orologeria di lusso nella sua forma più pura che conferisce a queste macchine la loro vitalità.
Büsser e Silberstein insieme, sono veramente difficili da battere!
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Orologi & Business: Denis Asch incontra Vasken Chokarian
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Denis Asch gestisce dal 2001 a Ginevra l’HEURE ASCH: molto più di una Boutique di Alta Orologeria. I marchi trattati la dicono lunga sulla sua passione che gli permette di muovere montagne…
Asch che interpreta la sua attività dedicando molto spazio alle pubbliche relazioni, dopo un tour nei più importanti mercati mondiali iniziato negli USA lo scorso giugno, proseguito a luglio in Russia ed in America Latina ad Agosto, il mese scorso in Asia, ha deciso che il prossimo passo sarà quello di visitare il Medio Oriente e Vasken Chokarian capo redattore ed editore dell’edizione locale di IW (International Watch).
Vasken nato a Beirut - Libano, di origini Armene, è da sempre appassionato dal mondo degli orologi. Nonostante la guerra civile nel suo paese egli è riuscito a diplomarsi in Economia con un Master in Business Management e Marketing. Dal 1989 vive a Dubai.
Dopo più di 14 anni trascorsi lavorando in alcune compagnie aeree, un paio d’anni per il marketing e la comunicazione di una reputabile TV Araba, Vasket aprì la sua Azienda Editoriale.
L’opportunità di lavoro nel settore degli orologi arriva nel 2003 quando firmò la concessione dei diritti esclusivi per il Medio Oriente con IW, diventata oggi la più importante e credibile fonte d’informazione nella sua area.
Vasket lavora a contatto con un team altamente professionale di giornalisti di IW, specialmente in stretto contatto con Gary Girdvainis editore capo negli USA. E’ stato come vedere un sogno avverarsi, animato da una passione che iniziò più di 20 anni fa.
Per quanto l’industria orologiera viva un momento di forte preoccupazione, egli vede molti segnali positivi e si sente pronto a fare la sua parte (in un mercato molto importante - aggiungo io) perchè l’Alta Orologeria raggiunga i suoi obiettivi.
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Rolex: quel silenzio che crea assenso…
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Non c’è un solo appassionato, o non, di orologi da polso che non abbia mai desiderato di possedere un Rolex. Anche chi non conosce nei dettagli il cammino della Maìson di Ginevra, così costellato nel passato da scoperte ed innovazioni, non sfugge a questo dogma.
Stamane invece di scrivere di novità e di eventi, ho deciso di condividere con voi solo dei pensieri: non vogliatemene a male proprio perchè è anche lunedì…
Oggi Submariner, GMT-Master, Explorer e Daytona nati al tempo come strumenti sportivi, si sono evoluti in orologi symbol per ogni occasione. Eppure dietro alla sicurezza che emana la linea di uno di questi modelli, che hanno un design che sembra essere “da sempre” esistito, c’è ancora più che una semplice impronta del suo geniale ed esplosivo fondatore: Hans Wisdorf. Egli morì nel 1960 e, se facciamo un po’ di dietrologia - che in piccole dosi può anche essere costruttiva - “scopriamo” che tutto, o quasi, sembra per Rolex essersi fermato dopo la sua scomparsa.
Vado Velocemente: la cassa completamente impermeabile Oyster con la corona a vite è del 1926, nel 1931 arriva il brevetto Oyster Perpetual, nel 1937 introduce nello Zerograph il concetto di “ghiera regolabile” antesignana di quella che a partire dagli anni ‘50 equipaggia i modelli sportivi, nel 1953 il primo Deep Sea superà la soglia dei 3.000 metri di profondità. Nel 1953 arriva il Turn-O-Graph, molto diverso dalla serie attuale, ma la sua cassa sarà utilizzata lo stesso anno per il primo Submariner e, l’hanno dopo nel 1954, arriva il primo GMT-Master con ghiera in bachelite. Alla fine del 1960 arriva la Ref. 6239 il cronografo Cosmograph, praticamente identico al Daytona.
Da quando “il suo papà” se n’è andato sono passati quasi 50 anni, quali sono state le novità da potersi chiamare propriamente tali? Poche. Non penso proprio che in quest’ ultimo mezzo Secolo siano mancate nè le idee nè le persone: i pochi che hanno avuto la fortuna di vedere i suoi stabilimenti non hanno poi solo descritto che Rolex è da sempre il più grande consumatore di oro della Svizzera e la Maìson o che certifica il più alto numero di Cronometri COSC all’anno. Eppure questi sono i fatti, nonostante la flessione economica spinga sempre di più le aziende di diversi campi a continuare a tirar fuori una novità dietro l’altra, per invogliare il consumatore, c’è chi sceglie e programma senza eccezioni di stare quasi immobile.
Stiamo per entrare negli ultimi dieci anni che separano la casa dall’anniversario del Centenario dalla sua nascita avenuta nel 1920 e ne saranno cambiate negli ultimi cinquant’anni di persone nel suo management. Eppure…
Così tanto criticata dai puristi, da chi si sente un acculturato nel campo, così imitata e contraffatta, a Rolex si deve riconoscere la capacità di trarre ancora oggi, più di chiunque altro, il meglio dai suoi orologi migliorandoli all’interno del loro profilo che rimane sostanzialmente immutato. Da tempo il suo profilo non dà cenni di muoversi neanche di un millimetro, ma è un “silenzio” che crea oggi ancora tanto “assenso”.
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Tre Tourbillon “da vedere”…
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Due orologiai indipendenti, una Manifattura nata nel lontano 1833, un altro orologiaio indipendente solista… Cosa hanno in comune? “Solo” una delle più rivoluzionarie complicazioni orologiere mai inventate dall’uomo: il Tourbillon, quella “gabbia” misteriosa che gira davanti agli occhi dei suoi fortunati possessori brevettata nel 1801 dal genio Abraham-Louis Breguet.
Greubel Forsey, Jaeger Le-Coultre e BLU (Bernard Lederer Universe) non hanno proprio niente in comune, a parte “la conoscenza” e perciò la capacità di poter fantasticare rivoluzionando, con le loro opere individuali, le basi del Tourbillon: quelle di un meccanismo regolatore inserito in una gabbia che ruota di 360° su se stessa, con il fine di annullare gli effetti negativi della gravità terrestre sulla precisione di marcia.
L’idea che mi è ventuta è stata quella di mostrarvi con tre video, altrettanti Tourbillon veramente “particolari” tra i tanti altrettanto meravigliosi che ogni Maìson di Alta Orologeria ha a catalogo…
Partiamo con Greubel Forsey. L’ostinazione ha spinto Robert e Stephen a voler costruire il Quadruple Tourbillon à Différentiel Sferique: l’unico segnatempo ad avere 4 Tourbillon in cui ognuno dei quali contribuisce in modo indipendente al raggiungimento di un eccezionale risultato di marcia. Secondo i due orologiai, portando l’orologio al polso, diventa praticamente impossibile assumere una posizione che ostacoli il perfetto funzionamento dei bilancieri.
Jaeger Le-Coultre qualche anno fa con il Gyrotourbillon 1 aveva affrontato il tema con un Tourbillon sferico che ruotando su due assi, l’unico ad avere un effetto visivo 3D, liberava anch’esso l’organo regolatore in qualunque posizione l’orologio assumesse. L’ampezza del bilanciere risulterebbe essere sempre costante ottenendo dei valori di precisione fuori dalla norma.
Bernand Lederer mastro orologiaio, sentì sin dai primi momenti della sua carriera, una forte attrazione verso la parte “indipendente” della sua professione: egli progetta, costruisce e rifinisce i suoi orologi. BLU MT3 contiene 3 Tourbillon che ruotano su tre assi separati; i tre si occupano rispettivamente di misurare i secondi, i minuti e le ore: il Flying Tourbillon da 12 ore contiene all’interno quello da 1 ora il quale incorpora quello - classico - da 1 minuto.
Tre Tourbillon che insieme, se ne contiamo 2 per il Gyrotourbillon che ne ha uno solo ma che ruota su se stesso, ne fanno 9 in totale!… Chissà quanti ne monterà un solo orologio tra cinque anni?
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Breguet No. 1160 Maria Antonietta
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I capolavori costruiti da marchi come Breguet sono talvolta circondati da un grande mistero. E’ il caso di un orologio da tasca commissionato da uno sconosciuto ammiratore alla Maìson nel 1783 - il No. 160 - come regalo per la Regina di Francia Maria Antonia Giuseppina Giovanna d’Asburgo-Lorena, nota semplicemente come Maria Antonietta.
Il meraviglioso segnatempo non fu completato che nel 1827, 34 anni dopo la sua morte. Nel 1983 fu rubato da un museo di Gerusalemme in circostanze misteriose. Nel 2005 Nicolas G. Hayek, Presidente e CEO di Monters Breguet dette disposizioni per costruirne uno identico che è in esposizione oggi 20 Ottobre e domani presso la Bouitique Breguet di New York al 779 di Madison Avenue.
Il movimento automatico è composto da ben 823 componenti! La platina e i ponti e le piccole ruote del treno del tempo sono in oro rosa lucidato con utensili di legno, come avveniva ai tempi in cui fu realizzato il suo predecessore. Le viti sono azzurrate ed i pezzi che lavorano nei punti d’atrito sono montati su zaffiri. Naturalmente è equipaggiato con la spirale bi-metallica e con un dispositivo antischock - un doppio paracadute - alcune tra le tante invenzioni brevettate dal genio di Breguet.
La scatola che lo contiene è composta da più di 3.500 pezzi scolpiti nel legno dell’albero di quercia favorito da Maria Antonietta sito nella residenza di Versailles. La secolare pianta dopo il suo decesso è stata rimossa e Breguet ottenne alcuni pezzi del suo legno proprio per la costruzione di questa confezione così speciale.
Chi ha sempre compreso che un arte simile sia così importante da custodire, può tirarla fuori quando vuole, anche dopo secoli…
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SIHH 2010: la ventesima edizione
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Il SIHH Salon International de la Haute Horlogerie che si terrà come sempre a Ginevra, nei giorni dal 18 al 22 Gennaio 2010, celebra la sua ventesima edizione.
Oltre all’importante numero raggiunto da questo evento che apre anche l’anno orologiero delle esposizioni, la novità è che al salone presenti anche due nuovi marchi: Greubel Forsey e Richard Mille che esporranno i propri orologi a fianco degli altri 17 marchi.
Continua e anzi aumenta lo spirito e la tradizione verso la Cultura dell’Orologio e il rispetto per le sue complicazioni. Questa manifestazione ha continuato a crescere nell’arco dell’ultimo ventennio dai 4.500 mq del 1991 con 5 epositori, a più di 30.000 e 19 nel 2010. Nonostante i numeri del mercato dell’esportazioni abbiano quest’anno accusato gli effetti della difficile situazione economica mondiale, il SIHH è un appuntamento che alcuni marchi preferiscono alla fiera mondiale Baselworld di Basilea. Greubel Forsey e Richard Mille hanno senz’altro meritato questa importante partecipazione per gli alti contenuti tecnici dei loro segnatempo. Ecco l’elenco di tutte le case che saranno presenti al SIHH 2010:
A.Lange & Söhne, Alfred Dunhill, Audemars Piguet, Baume & Mercier, Cartier, JeanRichard, Girard Perregaux, Greubel Forsey, IWC, Jaeger LeCoultre, Montblanc, Officine Panerai, Parmigiani Fleurier, Piaget, Ralph Lauren Watch & Jewelry Co, Richard Mille, Roger Dubuis, Vacheron Constantin, Van Cleef & Arpels.
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Cindy Crawford lancia a Londra la nuova collezione Constellation
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Cindy Crawford, ambasciatrice del marchio Omega dal 1995, Giovedì 15 Ottobre era a Londra per lanciare la nuova collezione Constellation per cui presta il suo nome sin dai primi giorni della sua collaborazione.
Accompagnata dal presidente della Maìson Stephen Urquhart, la Crawford ha iniziato la sua giornata visitando la Boutique londinese a Westfield dove ha autografato una scatola contenente un nuovo orologio Constellation esposto in una teca all’interno del negozio. A seguire nella serata un VIP party al The Almada, dove ogni invitato ha ricevuto una chiave per aprire la vetrina contenente l’orologio: solo una era quella giusta che ha consentito al fortunato ospite di impossessarsi di questo esemplare unico.
Il Constellation è uno degli orologi più noti tra il mondo degli appassionati sin dal 1982. Quando Cindy Crawford nel 1995 iniziò ad accostare la sua immagine ad Omega, il Constellation diventò subito “Cindy’s Choice” nelle campagne pubblicitarie del marchio. La Crawford e le attrici Nicole Kidman e Zhang Ziyi sono le ambasciatrici di Omega per la collezione Constellation.
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Technomarine: “The Revolution”
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Technomarine in questi ultimi mesi è in grande fermento. La Maìson di Ginevra che produce orologi sportivi di lusso ha recentemente reclutato alcuni tra i più brillanti nomi del campo per implementare la rivoluzione dell’immagine del marchio.
Christian Viros Chairman del consiglio di Technomarine dal 2006, ha reclutato a lavorare insieme a lui molti talenti con l’obiettivo del lancio del marchio in una nuova dimensione.
Vincent Perriard è stato nominato dallo scorso agosto CEO di Technomarine e sarà a capo dell’organizzazione mondiale del marchio. Vincent porta in azienda un solido background formatosi negli anni nella posizione di responsabile di vari settori come il marketing, sviluppo dei prodotti e direzione generale, alla corte di case come Audemars Piguet, Hamilton (Swatch Group) e recentemente nella posizione di Presidente alla Concord. Perriard ha sviluppato una profonda conoscenza nel campo che verrà utilizzata per dirigere il marchio nei prossimi passi.
Il neo-costituito team dirigenziale promette di irrompere nell’industria orologiera svizzera con la sua nuova visione così come fecero dodici anni fa lanciando insieme il Diamond Cruise e Technomarine, in un nuovo mondo “marino” ed esclusivo.
Gli obiettivi strategici e mirati del marchio sono di rinforzare l’immagine lanciando nuovi prodotti dagli elevatissimi standard qualitativi elevati, introdurre nuovi concetti tecnici e naturalmente di rafforzare la collezione Cruise. La nuova azione globale di Technomarine segnerà il suo culmine a Baselworld 2010 e continuerà nei mesi a seguire.
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Confrérie Horlogère “La Clef du Temps”: regolate il VOSTRO tempo…
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Oggi racconterò di un orologio che permette di “regolare lo scorrere del tempo”!
Confrérie Horolgère presenta, attraverso la collezione “Mentors”, orologi frutto delle ricerche piu’ avanzate in campo meccanico ed ingegneristico. E’ il caso dell’inedito Tourbillon La Clef du Temps animato da un movimento meccanico a carica manuale con riserva di marcia di 3 giorni: e fin qui, nulla di trascendentale… Leggete un pò da qui in avanti.
Il sofisticato meccanismo che anima “La Clef du Temps” permette di “regolare la velocità” del proprio tempo offrendo, agli esseri umani, una vera e propria rivincita. In che modo? Grazie ad una corona a tre posizioni situata a ore 9 è possibile modificare la velocità con cui ore e minuti a ore 2 scorrono. La posizione 1 fa sì che la velocità del tempo venga dimezzata (ovvero 1 ora convenzionale diverrà mezz’ora effettivamente indicata); la posizione 2 fa sì che la velocità del tempo sia standard (ovvero 1 ora convenzionale rimarrà tale); la posizione 3 fa sì che la velocità del tempo venga raddoppiata (ovvero mezz’ora convenzionale diverrà un’ ora effettivamente indicata).
Sarà così possibile raddoppiare la durata dei momenti piacevoli, dimezzare quella di quelli spiacevoli avendo la possibilità, in ogni momento, di ritornare al “tempo reale”. Il meccanismo che anima questo orologio estremamente sofisticato, infatti, consente di lasciare a tempo indeterminato l’indicazione speciale di velocità sulle posizioni 1 e 3; ogni volta, però, in cui la suddetta leva viene spostata sulla posizione 2 le lancette di ore e minuti si muovono andando a posizionarsi sull’ora reale e tornare sulla terra tra gli umani aggiungo io…
Cosa significa, secondo Mathias Buttet, questa “speciale” indicazione della velocità del tempo? Significa prendersi una rivincita… A tutti capita di passare un week end in famiglia avendo la sensazione che questo passi troppo in fretta; tutti, ugualmente, hanno la sensazione che un momento di crisi o di dolore sia eterno. “La Clef du Temps” di Mathias Buttet, dunque, offre la possibilità a 24 esseri umani sulla Terra (edizione limitata) di riprendere pieno possesso del tempo, gestendone la velocità di scorrimento.
Ulteriori indicazioni offerte: piccoli secondi retrogradi a ore 4 e indicazione di riserva di marcia a ore 8 tramite un settore di 120°.
Altri dettagli non trascurabili: il tourbillon verticale, la forma del movimento che stilizza il cervello umano, la cassa futuristica, il cinturino realizzato attraverso l’utilizzo di 8 cavi in caucciù. La chiusura è déployante doppia, personalizzata con il logo della Confrérie Horlogère.
Garanzia a vita, realizzazione integralmente svizzera.
Avevo sentito anni fa di un orologio che sul quadrante “dilatava” il tempo “, cioè aumentando lo spazio da percorrere tra un’ ora e l’altra quando ci si trovava nelle presunte ore di svago; nelle ore canoniche di lavoro invece gli indici e i numeri erano posizionati molto più vicini. Qualcuno avrà capito anche di che orologio si tratta, ma non era certamente in grado di allungare o accorciare la velocità come questo, decidendo quando questo complicato giochino dovesse finire.
Un consiglio personale ad uno dei 24 fortunati che potranno permetterselo: “ricordate di rimetterlo alla lettura del tempo convenzionale, se avete dato un appuntamento di lavoro… Se potete permettervi un La Cleef du Temps, evidentemente i vostri affari saranno altrettanto importanti…”
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