gli orologi da polso hanno un blog?

tutti gli orologi misurano il tempo, alcuni sanno farlo con passione

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IWC “ti mette le ali”

Siamo ancora sotto choc per la “battaglia del pranzo di Natale”, ma tutti a casa dormono e mi viene da scrivere. Non oppongo resistenza. 

“A ognuno il suo”, direbbe mio nonno se fosse ancora vivo… Quindi a IWC gli orologi da aviatore, da sempre. Il marchio dal nome anglosassone di base a Shaffhausen, terra in quella Svizzera ad un tiro di schioppo dalla Germania, ha sempre creduto e dedicato i suoi sforzi fin dagli inizi, per costruire orologi appositamente progettati per piloti di aereo.

immagine da PuristPro

Un orologio da pilota doveva offrire a primo impatto una visibilità immediata, caratteristica conseguita ancora oggi con il tipico quadrante - chiamato militare - di colore nero a numeri arabi di grandi dimensioni. L’ora doveva essere letta anche di notte e per questo si pensò a trattare con il trizio i numeri, gli indici e le lancette. Altre necessità che con il tempo emersero furono: la resistenza ai campi magnetici, robustezza e precisione anche verso forti vibrazioni e urti, isolamento da polvere e agenti liquidi. Insomma come avere oggi al polso Chuck Norris…

IWC iniziò nel 1936 a costruire orologi per questi impieghi professionali. Ancora oggi queste collezioni vengono chiamate con il suffisso Mark.  Il Mark IX fu il primo della serie anche se il primo dei primi si chiamava Special Watch for Pilots (la prima foto in alto). Alla fine del 1944 venne alla luce il Mark X costruito fino al 1948 in circa 6000 esemplari.

Negli anni esteticamente le variazioni erano minime: nei primi anni 50 un triangolo indice sostituì il numero 12 nella serie Mark 11, nel 1963 una T maiuscola dentro un cerchio simboleggiava a ore 6 l’uso del trizio. Il primo cliente di IWC fu la vicina Germania del III Reich, ma il migliore fu senza dubbio la Royal Air Force inglese che acquistò circa 7400 Mark 11.

foto da greegster.net

Seguì nel 1993 il Mark XII che aggiunse per un uso più “civile” la data e soprattutto la più pratica carica automatica. Si dice che a causa di superstizioni in alcuni paesi, per i modelli successivi si evitò l’uso della sigla XIII e XIV. Il successivo fu quindi nel 1999 il Mark XV in produzione fino al 2006. Al momento da due anni è in commercio il Mark XVI.

Anche se un orologio da pilota non era all’origine anche un cronografo, negli ultimi anni le linee in commercio avevano previsto anche questa complicazione; nel 1993 fu messa in commercio anche la versione rattrappante-sdoppiante a partire dalla rara referenza 3711 con l’aggiunta del nome DOPPELCHRONOGRAPH.

Tutti gli orologi da pilota IWC sono provvisti da sempre di doppia cassa, quella interna in ferro dolce, per contrastare i disturbi dei campi magnetici.

Oggi la serie Mark XVI è realizzata anche con cassa in acciaio e quadrante argentato con il nome di Spitfire, il famoso caccia inglese della II Guerra Mondiale. Seguono a completamento una versione media Chrono-Automatic, uno Split Chronograph chiamato TOP GUN con la cassa in ceramica, edizioni limitate come il Double Chronograph dedicato alla nazionale di calcio  tedesca e Antoine de Saint-Exupèry ed infine il Big Pilot’s Watch da 46 mm. che riprende il modello che IWC fornì alla Luftwaffe - l’ aviazione militare tedesca - nel 1940 in meno di 1000 esemplari. IWC

contaminuti

42 km correndo in compagnia di Jaques-Yves Cousteau

Mi piacerebbe poter vedere con i miei occhi la metà delle imprese che un orologio da polso riesce a vivere prima di finire la sua vita in un cassetto abbandonato.

Ci sono orologi più fortunati di altri: alcuni sono come un’ utilitaria che, dopo una ventina d’anni di onorato servizio nelle mani di quattro o cinque proprietari, cessano di fare il proprio lavoro. Altri, che come una Ferrari o una Bugatti, sono custoditi in una cassaforte al riparo del tempo stesso.

Così, un po’ con la scusa di rimanere in tema di orologi, voglio parlare di un IWC Aquatimer “fortunato” che acquistato dal suo proprietario appassionato di immersioni e del mare, è stato forgiato a Shaffhausen per ricordare un uomo straordinario come Jaques-Yves Cousteau e la sua nave Calypso, un ex dragamine demilitarizzato dopo la II guerra mondiale compagno del comandante francese per quarant’ anni di escursioni negli oceani.

Parlo del Costeau Divers seconda edizione che riprende i colori blu e arancio caratteristici della prima serie, ma che questa volta ognuno dei 2500 esemplari porta un pezzo di questa storia sul fondello: un frammento del legno del ponte di comando della Calypso con la sagoma della nave.

Monta un calibro IWC 79320 a 28.800 alternanze/ora per una riserva di carica di circa 44 ore. La cassa è in acciaio sabbiata fuorimisura, circa 44mm esclusa la corona e 16mm di spessore. naturalmente è impermeabile fino a 12 atmosfere e costa di listino 5150 Eur.

Ma torniamo a questo Jaques Cousteau di Luca, amico fraterno e appassionato di orologi da polso, che è stato con lui (per inciso senza nessun contratto di sponsorizzazione…), per i 42 km dell’ultima maratona di New York. A 45 anni la sua prima performance - non a bordo di un taxi - lo ha visto finire il lungo percorso in 4 ore e 30 minuti con un testimone al polso che non lo ha mollato un attimo… (eccolo in foto con un sorriso che parla da se!)

Non sarà più il solito orologio… (almeno per lui…) quando lo indosserà al polso tutti i giorni in ufficio vestito in giacca e cravatta…

IWC Double Chronograph serie limitata dedicata alla nazionale di calcio tedesca

Ci rimbocchiamo le maniche e scriviamo il primo articolo dedicato a IWC, ma come abbiamo fatto fino ad ora… (…ce l’abbiamo fatta benissimo ;-) ) partiamo con un po’ di storia:

IWC “International Watch Co.” fu fondata a Schaffhausen - in “italiano che stona” Sciaffusa - nel 1868 da un ingegnere di Boston: Florentine Ariosto Jones. La fabbrica sita sul fiume Reno, lontano dal centro nevralgico orologiero a Ovest della Svizzera e per questo di grande carattere individuale e innovativo, deve il suo nome e la sua vita a questo genio americano. Il supremo livello di artigianalità, il training dei suoi orologiai, la rinuncia - sin dalla nascita - alla produzione in grandi numeri, sono i comandamenti e le ferree regole che IWC si impone da subito come dice la sua missione: “costruire orologi in piccoli numeri, ma in grande qualità”.

La produzione ferve per il “taglio militare”, da sempre uno dei temi inimitabili di questo marchio. Recentemente è stata presentata una serie limitata ispirata dal capostipite DOPPELCHRONOGRAPH, il cronografo rattrapante, dedicata alla nazionale di calcio tedesca.

Realizzata in acciaio, la serie limitata a 500 pezzi IWC Double Chronograph, ha una cassa con finitura in acciaio satinato “effetto al grezzo” che misura ben 44mm di larghezza corona di carico esclusa. Il vetro è curvo, come quelli di una volta, ma in zaffiro anti-riflesso e mostra un quadrante di colore bianco su grafica in nero. I colori base sono interrotti dalle larghe aperture della data e particolari qua e la in rosso e giallo come le lancette dei contatori e dei secondi del cronografo. E’ un effetto davvero unico che evoca alla mente i colori della bandiera della Germania.

Il movimento di questo orologio è il calibro automatico IWC 79230, lo stesso montato negli altri modelli Double Chronograph. E’ equipaggiato da un bilanciere che ha una frequenza di 28.800 alternanze/ora ottenendo una precisione di un ottavo di secondo. La funzione rattrappante con i suoi contatori a 12 ore e a 30 minuti, è abbinata con un datario completo. L’autonomia di carica è di 44 ore e l’impermeabilità di 60 metri.

F.A. Jones ne sarebbe orgoglioso anche se se lo legherebbe alla cintura come gli orologi da tasca che alla sua epoca lo avevano già reso famoso… Il sito ufficiale IWC