gli orologi da polso hanno un blog?

tutti gli orologi misurano il tempo, alcuni sanno farlo con passione

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Acciaio solo per coltelli e orologi militari

Victor Inox Swiss Army. Chi non conosce gli eterni rossi coltelli svizzeri multiuso? Karl Elsner fondava nel 1884 il proprio atelier di coltelleria e sette anni più tardi diventava il fornitore ufficiale dell’esercito svizzero. E’ solo l’inizio di una grande storia che farà conoscere i suoi coltelli a tutto il mondo.

Quest’anno l’azienda celebra il suo 125 anniversario dall’inizio dell’attività: Il suo Swiss Army Knife, è stato protagonista di imprese di mezzo mondo e, non contento, è stato utilizzato anche nelle missioni spaziali della NASA prima di essere chiamato a fare bella mostra di se nel museo MoMA di New York.

VICTORINOX, nome dato in onore della madre Vittoria abbinato alla scoperta dell’acciaio del 1921, è ancora di proprietà della famiglia Elsner che guida il marchio da 4 generazioni!

Dopo aver ricevuto una tale raccomandazione dal primo prodotto del marchio, il coltello, posso parlarvi del DIVE MASTER 500 MECHA che interpreta un nuovo look che VICTORINOX ha voluto dare quest’anno ai suoi orologi da polso, linea di produzione iniziata circa vent’anni fa.

Dive Master Black Ice, con il suo colore nero «ghiaccio» così particolare, e le raffinate prestazioni tecniche del movimento meccanico, è il nuovo testimone dell’infinita esperienza di VICTORINOX con l’acciaio. Basandosi sul successo dei suoi due predecessori, il nuovo Dive Master 500 Mecha è stato ridisegnato per adattarsi a un affidabile e robusto movimento a carica automatica ETA. Le nuove lancette luminescenti e gli indici luminosi ben definiti offrono una perfetta ed immediata leggibilità. Anche la data nella nuova finestrella munita di indice luminescente è ben visibile in qualsiasi condizione di luce. Il quadrante è stato accuratamente ridisegnato per migliorare ulteriormente la lettura di tutte le indicazioni.

La costruzione cassa in acciaio, molto robusta, altamente impermeabile e resistente agli urti, adotta nella nuova versione il fondello in cristallo trasparente, che consente di poter osservare il movimento meccanico. La corona protetta e avvitata e la lunetta girevole unidirezionale fondono perfezione tecnica e funzionalità

E’ un modello che entra a far parte di quella categoria di orologi militari che hanno durezza e affidabilità da vendere anche per gli usi civili, ma più estremi: ce lo dicono per esempio la raffinata cassa in acciaio inox rivestita in PVD nero di 43 mm. e l’impermeabilità che arriva a garantire una tenuta stagna fino a 500 mt.

Il nuovo Dive Master 500 Mecha è già disponibile in quattro differenti versioni, di cui due edizioni in colori inediti dal quadrante rosso o arancione con cinturino in caucciù. E la buona notizia è che i prezzi vanno da 746 a 804 Euro tasse escluse.

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Hanhart: cronografi volanti identificati…


In mezzo a tutte le complicazioni (orologiere) che Basilea 2009 ci propone a pioggia: tourbillon, ripetizioni minuti, calendari perpetui etc., concediamoci una pausa con un cronografo militare concepito per stare al polso più che per segnare l’ora, per fare “da cruscotto” ai piloti di aereoplani da caccia dell’epoca. Era il 1924 e Hanhart fu la prima a presentare un cronometro meccanico allo stesso tempo affidabile e abbordabile. Nella sede di Gütenbach, in quella Foresta Nera guarda caso così vicina alla Svizzera, venivano costruiti oltre 150.000 cronometri l’anno per soddisfare l’intera richiesta mondiale.

Erano gli anni del “Kaliber 40″ di cui il Primus presentato a Baselworld in questi giorni, è la replica fedele. Hanhart ritorna nel 2008 ad insediarsi nella cittadina di Diessenhoffen, ad un passo da Schaffhausen (sede di IWC ndr), luogo dove Adolf Hanhart aveva fondato nel 1892 la sua bottega orologiaia.

Il Primus esibisce un look che identifica Hanhart dal 1938: quel pulsante rosso della cronometria che la storia ci tramanda essere di tal colore da una goccia di smalto per unghie che le donne dei piloti di aereo erano solite posare, per farsi ricordare quando i loro uomini erano lontani per missioni di guerra…

Non si tratta però di un orologio replica, ma di una vera e propria reinterpretazione ottenuta con i materiali utilizzati oggi: la cassa è di 44 mm. in acciaio PVD e può essere color oro, argento o nero. Indici e lancette sono realizzati per la massima leggibilità e trattati con Superluminova.

Come antica tradizione del marchio, lo slogan rimane: “Progettazione Tedesca - Swiss Made”

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Benrus Type I: testimone innocente…

Gli orologi si fanno in quattro… anzi in 12 e a volte in 24… per noi! Che servano per darci un tono svelando il nostro ego, per ricordarci che tra 10 minuti inizia il nostro programma preferito o, alla fine, per portare sempre con noi una passione, tutti sono in qualche modo “occupati” a fare qualcosa.

Gli orologi militari, sono stati progettati per assolvere compiti che noi, per fortuna, non riusciamo neanche ad immaginare: per noi uomini sono un forte segnale al polso, un po’ come una giacca di pelle vecchia ed usurata, per un appassionato motociclista. Ma riflettendoci, meno che mai, non riusciamo proprio a capire il loro linguaggio: il perchè di come e a cosa servano tanti loro particolari.

Uno dei primi articoli di questo blog, parlava del Glycyne Airman uno dei tanti orologi usati in Vietnam che mi piacerebbe tutti recensire, senza dimenticarne uno.

Il Benrus Type I è stato uno di quelli, forse tra i migliori mai progettati per questo uso. La storia ci dice in breve che Benrus deriva dalle tre lettere iniziali di Benjamin (il più vecchio dei tre fratelli) e dalle ultime tre del cognome di origine rumena Lazrus (BEN-RUS). L’azienda fu fondata a New York nel 1921. Pochi anni dopo acquisirono un’officina a La Chaux-de-Fonds in Svizzera per produrvi i movimenti dei loro orologi, le casse invece venivano prodotte in America. Nonostante i BENRUS fossero ritenuti robusti ed affidabili l’azienda fu venduta nel 1967 alla Remington (quella dei rasoi elettrici), ma non sopravvisse all’era del quarzo e fallì nel 1977.

Proprio negli ultimi anni di vita il marchio costruisce il Type I. Questo orologio veniva usato dai Berretti Verdi e da altri corpi speciali; addirittura la prima serie era anche nota con il nome di Sterile Issue (versione sterile) proprio per la povertà di qualsiasi segno o numero di riconoscimento. La leggenda dice che su di esso non vi era riportato neanche un codice di assegnazione militare per evitare di dare informazioni al nemico in caso di cattura di chi lo indossava, ma più correttamente la prima serie fu un vero test e alla BENRUS decisero di mantenerlo il più anonimo possibile. La Sterile Issue è veramente rara e il suo prezzo è incredibilmente elevato: basti pensare che solo il Type I, nell’edizione definitiva che l’ha seguita, vale oggi intorno ai 4.500 dollari U.S.A.!!!

Come dice il NON elegante manuale d’uso (un pezzo di carta scritto con una macchina da scrivere dall’immancabile font Courrier) questo orologio era stato testato per un’impermeabilità fino a 150 metri di profondità, un’altitudine di oltre 10.000 metri e una resistenza ai campi magnetici fino a 125 gauss. Monta un movimento Eta automatico a 17 rubini marchiato GS1D2 (GS secondo gli esperti sta per Goverment Specifcations). La cassa è di generose dimensioni, 42mm. di larghezza e 47mm. con un trattamento antiriflesso e una ghiera bidirezionale nera. Caratteristico il vetro spesso e curvo di forma convessa.

E’ un classe A, il livello più alto che un orologio militare possa raggiungere.

Ma l’aspetto più inquietante di questo orologio, dal mio punto di vista, è la sua esasperata semplicità grafica; tutto è stato studiato per leggere l’ora in una frazione di secondo: nessun marchio, la scala dei minuti in bianco su nero, gli indici stessi di una dimensione pensata solo per l’immediata lettura.

Oggi gli orologi militari assegnati sono tutta un’altra musica… quadranti iperserigrafati, meccanismi al quarzo multifunzioni; la tecnologia impera anche qui. Ma quando guardi al tuo polso un Benrus Type I esso ti restituisce un sentimento misto tra perfezione e forte emozione, per quello che quasi quarant’anni fa ha purtroppo incontrato nel fare il suo lavoro.

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Auricoste Spirotechnique: compratelo e portatelo alle Maldive

Se siete di quelli che a Natale fanno le valigie e vanno a tostarsi al sole quando qui non è tempo ne da neve ne da mare: bravi! Non vi invidio perchè io non sono un gran viaggiatore anche per scelta.

Se volete far piangere il vostro vicino di poltrona in aereo che ha al polso un “ghiera verde“, magari pagato ai tempi che costava più di quanto costano ora 3 viaggi per 2 soggiorno compreso alle Maldive, compratevi un Auricoste Spirotechnique.

Auricoste E’ un costruttore di orologi francesi nato nel 1854 che da sempre realizza orologi militari.

La Spirotechnique nacque nel 1947 per sviluppare AQUA-LUNG la prima attrezzatura subacquea a circuito aperto inventata da Jacques-Yves Cousteau and Emile Gagnan. Cousteau, prima di navigare per gli oceani con la sua nave Calypso, fu nella seconda guerra mondiale un Ufficiale della Marina Francese e aiutò a costituire il reparto degli uomini-rana.

Tornando a questo subacqueo, lo stile è decisamente vintage anni 60. Stupendo il quadrante a pallettoni e la grafica, la cassa in acciaio è di 42 mm. e c’è la ghiera graduata girevole in senso antiorario. Monta un comune movimento meccanico automatico eta 2824-2 da 25 rubini, originale la scelta della corona di carica a ore 4. Il Bracciale, di solito anch’esso in acciaio stile “jubilee”.

Si trova abbastanza facilmente ad un prezzo intorno ai 600 Eur. Auricoste

Guinand, orologi fatti in casa

Qualsiasi annuario, proprio in questo periodo dell’anno in edicola, è formato almeno per l’ ottanta percento da marchi che assemblano gli orologi da polso, quando va bene con materiali svizzeri o comunque di alta qualità. Il resto è sacra manifattura.

Ma gli artigiani orologiai, quelli sono proprio un’ altra cosa e non è così facile trovarli anche setacciando Google, proprio perchè spesso anche i loro siti web, creati perchè costretti dalle nuove leggi di immagine vigenti e per provare ad allargare i propri affari aldilà del proprio paesino sulle montagne, lasciano “traspirare” già dal monitor del pc che in queste piccole realtà, c’è spazio solo per pensare agli orologi, il resto è superfluo.

Ecco un bell’esempio: La Guinand va diritta al sodo dal 1865, quando i fratelli Charles Julien Leon Alcide Guinand fondano a Les Brenets, la GUINAND Freres.

Di anno in anno, il piccolo marchio svizzero brillava sempre di più nell’universo orologiero che aveva sede proprio intorno a lui: nel 1910 iniziò tra i primi in assoluto a convertire con un bracciale l’orologio da tasca, e lo sviluppo di un “compteur de retour“, un cronografo da utilizzare in volo, consegnato poi al governo francese ed italiano e anche un nuovo “compteur rattrapante” per l’Ammiragliato britannico.

La Guinand continuò a sviluppare cronografi rattrapanti per molti marchi sopravvivendo alla grande crisi svizzera di fine degli anni 70.

Nel 1996 la Guinand passa a Helmut Sinn che aveva venduto due anni prima la sua omonima marca di orologi militari a Lothar Schmidt (ex IWC). Nel 2006 Sinn alla veneranda età di 90 anni cede l’operatività.

Ma parliamo dell’ultima novità Guinand: Il Cronografo 24 ore “Flying Officer” che è un ritorno dal passato.

Fu originariamente creato nel 1960 da Guinand a Les Brenets per i piloti che percorrevano lunghi voli. Montava un calibro Valjoux 7733i impostato su GMT.

La riedizione appunto, disponibile dall’agosto del 2007 questa volta dotato di un Valjoux 7760 attentamente modificato solo per questo orologio.

Il prezzo di 1870 Eur è invitante considerando qualità ed esclusività.

Glycine Airman - collaudato in Vietnam - un orologio professionale militare

Spesso desideriamo e finiamo per metterci al polso un orologio militare o professionale nella vita di tutti i giorni. Pochi sanno però che alcuni di questi modelli hanno alle spalle un passato glorioso e operativo. La Glycine - fondata nel 1914 a Bien - è poco nota alla maggioranza dei non addetti, ma merita di essere ricordata al di fuori delle mode o degli status symbol.

A questa categoria appartiene il Glycine Airman che viene alla luce nel 1953 dopo che Il proprietrario della casa orologiera Mr. Charles Hertig aveva dato precise disposizioni al suo team di collaborare con piloti civili e militari per realizzare il miglior orologio da piloti possibile.

Continua..