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Basilea 2009 - The End
Pubblicato da contaminuti
Goodbye Basilea… Goodbye My Love! Si conclude oggi Baselworld 2009 la fiera di orologi più importante al mondo che l’anno scorso superò le 100.000 presenze. A sensazioni di chi ha partecipato ad almeno le ultime dieci edizioni, c’è stato un calo dei visitatori come c’era d’altronde da aspettarselo di questi tempi. L’intero mondo orologiero però ha reagito stringendosi intorno a sè con un’adesione all’evento davvero eccezionale, sprizzando gioia e colori ovunque lo si guardasse! In momenti come questi, il NON piangersi addosso è il primo emendamento! FORZA!
Ho visitato lo show per quasi tre giorni ad un ritmo indiavolato per “cogliere l’attimo” e mettere le basi di quello che andremo poi ad approfondire insieme per buona parte del 2009.
Ecco qualche dettaglio: sono partito dallo stand di Maîtres du Temps che si trovava alla Hall 4.1 posizionato nel Congress Center per incontrare insieme ad Angela Landone - responsabile dell’Ufficio Stampa della Maison per l’Italia - Steven Holtzman, l’uomo che ha messo insieme il primo “TRIS di orologiai” che hanno realizzato il Chapter ONE. Questa che vedete qui sulla
destra è un’immagine della serie limitata in oro bianco già recensita qui. A proposito di Alta Orologeria, potevo farmi sfuggire l’occasione di “mettermi al polso” orologi di questo calibro? Naturalmente no… però potete anche vedere come fossi “in generale” controllato a vista dando un occhio alle facce che sono riflesse sulla splendida cassa, vero cliche di Maîtres du Temps!
Il primo della mia sfilata è il Chapter TWO, la seconda creazione di Maîtres du Temps, un triplo calendario con grande datario simultaneo opera di Mr. Peter Speake-Marin, Mr. Daniel Roth, Mr. Roger Dubuis: la favola degli orologiai uniti continua… Nonostante le grandi dimensioni - e il mio polso normalissimo - il design ha permesso di montare i due grandi cilindri a ore 12 e ore 6 mantenendo un grande equilibrio. Ma di questo ve ne parlerò presto in un post interamente dedicato.
Proseguendo il mio girovagare mi sono fermato nello stand Linde Werdelin per leggere il nuovo fumetto di Dominique Bertail e Thierry Smolderen… NO!
scherzo… (dovrete aspettare l’estate). Volevo vedere da vicino lo Spidolite scheletrato con il movimento A. Shild rielaborato da Svend Anderson. LW costruisce orologi estremi con dei moduli aggiuntivi inseribili a piacimento: quelli dedicati agli sport di terra sono chiamati The Rock, per quelli d’acqua invece The Reef. I più attenti sanno che i movimenti A. Shild erano montati all’interno dei primi Glycine Airman nei primi anni ‘60 usati in Vietnam. E questo cosa c’entra? Spiego: Linde Werdelin costruisce serie limitatissime di 22 pezzi con movimenti che trova a volte rastrellando tutta la Terra, poi li dà in pasto a orologiai come Anderson per migliorarli. Se non è passione questa…
Altra tappa fondamentale è stata quella alla Greubel Forsey dove si fanno un centinaio di orologi all’anno, ma si montano dei movimenti che hanno pensate, ben 4 tourbillon a bordo! Mettersi al polso un oggetto da
oltre 500.000 Euro, vista l’atmosfera, non mi ha emozionato subito più di tanto impegnato com’ero a chiedere spiegazioni su tutto quello sfarfallio, competenza che ha richiesto 5 anni di ricerca e sviluppo. Il Quadruple Tourbillon à Différentiel Sphérique continuava a leggere il tempo mentre io tentando di fotografarlo, non riuscivo ad inquadrarlo… La foto è veramente quasi impresentabile: dentro una courtesy room dello stand la luce era veramente minima; il resto l’ho fatto con le mie mani! Verso sera mentre ritornavo con il treno a Lörrach in Germania - a pochi km da Basilea - dove si trovava la mia meritatissima pensione, pensavo: “…sono contento di averlo potuto mettere al polso per qualche minuto; come mi sarebbe piaciuto leggere - con la lente d’ingrandimento che Greubel e Forsey consegna al solo propietario - le frasi incise sul retro della cassa…”.
I saluti finali e l’arrivederci all’edizione 2010 di BASELWORLD ve li manda Messieur Daniel Roth concentrato, tra un disegno di un movimento e l’altro, a firmare con la sua classe distaccata un autografo per blog-orologi.com …
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Tudor mette la SESTA!
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Oggi si sono aperti i cancelli di Baselworld - Basilea 2009, ma solo per gli addetti ai lavori: il salone orologiero evento più grande al mondo, si comprime come una molla di un riserva di carica, che dura guarda caso 8 giorni… per poi esplodere davanti ai visitatori, dal 26 Marzo al 2 Aprile, tutte le sue novità.
Apro la lista delle novità rimaste segrete (Rolex è conosciuta per non far filtrare neanche il nome di una vite al di fuori dei suoi cancelli che riguardi una novità di Basilea…) con Tudor che sta ultimamente dando forti segnali sismici orologieri.
Si è appena conclusa da poche ore la conferenza stampa che annunciava la nuova partership di Tudor con il cavallino di Stoccarda Porsche e il lancio della nuova collezione 2009.
Scelgo, tra i 5 modelli presentati, di farvi una recensione lampo del Tudor Hydronaut II DATE & CHRONO che mi sembra meglio rappresentare questo neo-gemellaggio. E’ un orologio dal movimento meccanico automatico di 41 mm. di larghezza con funzione di cronografo pronto ad affrontare un uso professionale grazie alla pulsanteria protetta dagli urti con un serraggio di 1/8 di giro. Ore minuti e secondi centrali con una lancetta rossa che richiama il vecchio look della casa con la corona, sono completate con i piccoli quadranti dei minuti a ore 3, delle ore - alle 6, dei piccoli secondi alle 9. Un terzo pulsante, anche questo con avvitamento, per la regolazione della data è a ore 10.
fonte immagine worldtempus.com
Ad imprimere un look sportivo contribuiscono molto la ghiera unidirezionale bicolore ed il cinturino con un profilo davvero riuscito. Il prezzo dovrebbe essere intorno ai 2000 Eur per non cannibalizzare il modello Iconaut.
Posso ipotizzare che Rolex abbia deciso di mandare avanti Tudor anche per strategicamente recuperare parte degli utili che in questo momento sono duri da ottenere. Beh, la prima impressione è che con la personalità di questo modello ci sia riuscita! Gli appassionati conoscitori del marchio con lo scudetto, aspettavano da tempo un nuovo stile, dopo che il marchio maggiore aveva deciso di sganciare a fine anni ‘90 Tudor dal suo stile…
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La luna bussò… un’altra volta!
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La luna, l’astro a vista per eccellenza, continua a suscitare nell’uomo un grande interesse dopo secoli e secoli. Protagonista di credenze popolari tramandate di padre in figlio, influenze nell’agricoltura una volta vero e pressochè unico mestiere di sostentamento, è osservata e consultata ancora oggi in una miriade di momenti che fanno parte dell’era tecnologica che tanto assistite e aiuta l’uomo tramite il progresso quanto lascia chi lo vive in balìa del vuoto che egli stesso si è creato intorno…
Ciò che si sa, è che la luna è realmente in grado di influire con la sua massa gravitando intorno alla Terra sia sulle maree che diffondendo la sua luce riflessa.
Mi piacerebbe continuare ad approfondire tutto ciò, ma il mio sapere non me lo consente e lascio perciò ad astronomi preparati questa che fu la materia che portai al mio esame di maturità scientifica: la Geografia Astronomica, nata non tanto prima di quando io la studiai…
Ma qui si parla di orologi… e faccio osservare che forse la luna ha influenzato anche chi li costruisce o chi pensa di farli costruire! Alla fiera di Basilea troveremo anche il Louis Moinet Jules Verne Instrument 1, un altro orologio che ci parla del nostro amato satellite.
La manifattura di St. Blaise nata nel 1806 e nota agli appassionati per il famoso trattato di orologeria redatto dall’omonimo fondatore del marchio, ci presenta un altro orologio realizzato con un pezzo di autentico meteorite lunare che, come già il Magistralis, troviamo posizionato al’interno della cassa ore 9.
Non è l’unica particolarità di questo cronografo che ha protetto con brevetto un insolito sistema di comando della cronometria. La cassa di 46,3 mm. è realizzata in acciaio 316L, oro 18k (5N) rosa e titanio gradazione 5. Il movimento è automatico a 25 rubini di manifattura; il quadrante che può essere a sfondo argento o nero è lavorato a Còtes du Jura. Per chi se lo sta già chiedendo, al momento in cui scrivo, è noto solo la fascia di prezzo su cui questo orologio si posizionerà: da 10.000 a 19.999 Franchi Svizzeri.
Sarà proprio Jean-Michel Verne, discendente di Jules Verne autore del romanzo nel 1865 Dalla Terra alla Luna, a presentarlo a Baselworld allo stand Louis Moinet Giovedì 26 Marzo alle 6 pomeridiane.
Chissà se Louis Moinet, vivente ai tempi di Jules Verne, lo avrebbe interpellato? Credo di no, ma solo perchè entrambi sarebbero stati probabilmente troppo occupati ognuno a inseguire i propri sogni…
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RSW a Baselworld 2009 pensa il Moonflower per le signore
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Ma chi l’ha detto che un marchio svizzero di un secolo fa debba continuare, come un giuramento, a non tradire lo stile con cui ai tempi era partito? Seguire il mondo degli orologi da polso che hanno un’anima dentro, è come comprare il giornale tutte le mattine, ma con il vantaggio di non leggere sempre fresche ma catastrofiche news, come ci hanno abituato ultimamente i quotidiani!
Così, ho recentemente scoperto RSW con questo articolo, come marchio originalissimo che, non potrà nè vorra riuscire a piacere a tutti, ma che aggiunge l’ennesimo colpo di pennello fantasioso ad un orologio da polso, oggetto da un secolo considerato, una sorta di “tatuaggio al polso che si può dimenticare sul comodino…”, ma in grado di esprimere tanto della personalità di chi lo indossa.
Tante personalità = Tanti orologi da polso… Ma veniamo al Moonflower: è un orologio gioiello pensato per il gentil sesso, ispirato dall’attenzione che spazio, luna e pianeti stanno catturando negli ultimi tempi i cuori di molti marchi orologieri.
Ispirandosi ai corpi celesti disposti a mo’ di composizioni floreali, Moonflower visualizza l’ora con una finestra ovale che ricorda quella di una bussola. Essa ci svela che come “il suo fratellino” Outland, le ore, i minuti e i secondi vengono raffigurati con tre dischi fatti ruotare da un movimento meccanico automatico ETA 2824.2. Altri dettagli ci dicono che, per quanto femminile, la sua cassa in acciaio trattata PVD, misura ben 40 x 12,9 mm. dimensione che per contrappasso secondo me si sposa molto bene su un sottile polso femminile…
Le più fortunate potranno avere 42 diamanti (0,3 carati) o addirittura 62 (0,47 carati)! Chi nessuno… su un design che sempre secondo me è vincente DA SOLO senza altri addobbi.
Il quadrante offre le varianti oltre al nero di grigio o bianco. I numeri, gli indici e le finiture sono invece per tutte le versioni con trattamento PVD rosa.
San Valentino e la Festa della Donna sono - per quest’anno - festività già alle nostre spalle…(meno male!) Ma occhio, se passate davanti allo stand RSW a Basilea 2009 con la vostra amata!
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Universal Geneve porta a Basilea 2009 il cronografo Compax
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Prima di iniziare a parlarvi del Compax, quando nel mondo orologiero si dice microrotore, si dice Universal Geneve. So che siete in molti a saperla lunga qui e altrove… Però è giusto ricordare che questo marchio, dopo aver brevettato nel 1952 una massa oscillante che era in grado di ricaricare il movimento da qualsiasi parte la si girasse, è conosciuto nel mondo per la successiva invenzione nel 1958 del microrotore: un semi-disco incassato nel movimento su un asse decentrato, con l’obiettivo di caricare sì automaticamente un orologio (i più sbadati o chi non ha una particolare attenzione/passione per un orologio da polso NECESSITANO di questa complicazione!), ma più che altro di contenere incredibilmente lo spessore (poco più di 4 mm)!
Ok, vedo benissimo il titolo di questo articolo! Vi devo parlare del Compax che è un cronografo meccanico con carica manuale, niente a che vedere con il microrotore? Pazienza
sopportatemi… siamo oramai a metà post!
Naturalmente Universal Geneve è un marchio storico: una manifattura prima di tutto, come si era già capito!
A Basilea 2009 esibirà il cronografo Compax che fece la sua prima apparizione nel 1936. Come ci informa il costruttore ginevrino, all’epoca fu un orologio rivoluzionario perchè era equipaggiato con un terzo contatore (da qui il nome tricompax) che permetteva di totalizzare ore e minuti cronometrati.
I ponti del movimento meccanico a carica manuale calibro UG 84.2 sono decorati a Còtes de Genève (chi volesse approfondire alcune lavorazioni dei movimenti vada qui), le platine sabbiate e rodiate, “anglage” realizzate a mano.
“L’immagine” di questo orologio, questa volta vista dal fronte, è completata da: quadrante color antracite molto fine con numeri arabi di piccole dimensioni, lancette sfaccettate, diamantate e rodiate, quella dei secondi centrali in acciaio azzurrato. I contatori dei minuti, delle ore su sfondo argentato, dei piccoli secondi, sono rispettivamente a ore 3, 6 e 9. La griffe più originale resta comunque la stella di Copernico esaltata dal gioco di luce creato dalle due nuances di grigio.
E’ disponibile in edizioni limitate di: oro bianco (non ancora stabilita la quantità), oro rosa 70 pezzi, oro giallo 20 pezzi ed infine acciaio da 190 pezzi.
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Orologi Linde Werdelin a Basilea 2009: ce li presenterà un fumetto!
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Linde Werdelin ha fatto il suo ingresso nel popolato mondo orologiero nel 2006, ma si muove con fantasia, originalità ed estrema disinvoltura come solo pochi marchi oggi sanno fare.
Il nome deriva dai suoi 2 fondatori: Morten Linde e Jorn Werdelin e da 22 a 222 è il numero dei pezzi costruiti per modello! Gli orologi e strumenti da loro progettati e realizzati hanno portato un tocco di creatività e innovazione nel mondo dell’orologeria sportiva svizzera di alto livello, fondendo fantasia e artigianalità, unendo tecnologia digitale ed analogica.
Linde Werdelin crea e produce orologi sportivi e strumenti di grande precisione per diverse discipline sportive - sia di terra sia di mare - che si possono applicare, con un semplice innesto, sulla cassa di ogni loro modello. Questi mini computer da polso hanno tra le tante funzioni anche la capacità di registrate tutte le fasi delle attività svolte fino a 24 ore. I dati si possono poi trasferire a computer e rivedere con la propria famiglia o in compagnia di amici.
Naturalmente tutti gli orologi Linde Werdelin sono animati da movimento a carica automatica con riserva di carica di 42 ore. La fiera di Basilea - Baselworld 2009 - è l’occasione per questo marchio di annunciare tra le altre novità, il nuovo movimento che anima lo Spidolite con quadrante scheletrato rielaborato da Svend Anderson .
Jorn Werdelin dice a proposito dello sviluppo della nuova immagine del marchio: “Nel 2009 saranno lanciati diversi nuovi orologi e il restyling di modelli già esistenti. L’inizio della collaborazione con alcuni orologiai indipendenti ( AHCI è il sito di categoria), ci permetterà di introdurre nuovi movimenti innalzando lo spirito di Linde Werdelin, cioè un vivace approccio alla vita da vivere con entusiasmo e con la voglia di spingersi sempre più in là degli schemi prefissati”.
Ma ecco la vera sorpresa! (continua Jorn) “Il noto illustratore francese Dominique Bertail e lo sceneggiatore Thierry Smolderen hanno saputo catturare la natura innovativa e provocatoria del nostro marchio ideando un fantastico fumetto che verrà presentato a Baselworld. Durante l’estate sarà possibile scaricarlo dal nostro sito internet”.
Per farvi friggere fino al momento del primo episodio e, per chi tra i lettori di questo post, è anche un grande appassionato di fumetti, ecco alcune note sugli autori: Dominique Bertail - Illustratore: Affascinato dai fumetti sin dall’infanzia, Dominique Bertail viene accolto con grande successo in Francia per le sue caratteristiche illustrazioni che sottolineano il suo tratto elegante, fluido e moderno.
Dominique ha studiato Belle Arti, prima a Rennes (Francia) e poi alla Scuola Europea di Arti Visive di Angoulême dove ha incontrato Thierry Smolderen, sceneggiatore con il quale ha creato, tra gli altri, “Ghost Money” e “La dame de Dubai” pubblicati da Dargaud nell’agosto 2008 cui seguirà a breve il secondo volume.
Hanno anche lavorato insieme per “L’Enfer des Pelgram” a Delcourt nel 1998 e 2000. Altre opere di Dominique: “L’Homme Tableau” (2000), “L’Homme Nuit” (2002) e “Shandy” (2 volumi) con Matz.
Oltre ad essere noto illustratore per Bayard, Fluide Glacial, Casterman, Dominque è anche molto conosciuto nel settore pubblicità e nel cinema in Francia. Thierry Smolderen - Sceneggiatore: E’ un noto saggista e sceneggiatore di cartoni animati, specialista in racconti di fantasia, è nato in Belgio dove ha anche studiato animazione prima di trasferirsi per lavoro in Francia dove risiede. Ha studiato l’arte del fumetto alla Scuola Europea di Arti Visive di Angoulême, Francia, e collabora periodicamente con le riviste Science Fiction and Fiction.
La sua carriera comincia facendo esperienza in vari teatri (scrivendo in collaborazione con Pierre Steckx) e anche il chitarrista jazz. Nei primi anni ‘80 scrive diversi testi e numerosi articoli, inclusi in Les Cahiers de la BD dal 1983 al 1988.
In seguito, Smolderen inizia la sua carriera come scrittore di fumetti. Ha scritto 4 album per Glénat e quasi venti album per Humanoides Associés e Alpen. Dargaud (Gipsy con Marini), Delcourt (una serie con Dominique Bertail) e Humanos (con Jen-Philippe Bramenti) stanno pubblicando molti dei suoi progetti.
Vi ho incuriosito? Volete saperne di più? Allora venite a Basilea e andate a trovare Linde Werdelin - Baselworld 2009 - Hall 4 Stand A03 dal 25 marzo al 2 aprile prossimi.
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Franc Vila presenta FVa n°Cuatro Tourbillon Cronograph Superligero Concept novità a Basilea 2009
Pubblicato da contaminuti
Solo per scrivere il suo nome nel titolo ci siamo “mangiati” un bel po’ di bytes… figuriamoci per comprarlo!
L’anno scorso nel blog avevo pubblicato un post sul Tourbillon Planetaire: dopo un anno ecco esordire un altro modello di questo marchio che incomincia a diventarmi familiare nelle sue forme…
(Che, secondo voi starei qui a scriverne se potessi comprarne uno?
Perchè no… Ad oggi… Non ci sono controindicazioni, almeno per la salute, ad essere anche solo appassionati di simili orologi da polso…).
Proseguendo mi sento di dirvi anche due parole su chi è Franc Vila: il suo amore per gli orologi da polso incomincia da bambino e, guidato dal padre, matura dentro di se un credo che esista “un legame profondo tra gli orologi e l’uomo, ma che solo quest’ultimo può donare loro la vita”. Così dopo aver iniziato a studiare Biochimica, proseguendo poi agli antipodi con le Belle Arti e la Filosofia, egli si dedicò finalmente a realizzare il suo desiderio: costruire gli orologi dei suoi sogni.
A Baselworld 2009 presenta un tourbillon volante curiosamente costruito facendo ricorso a nozioni di nanotecnologie. Anche questa volta il movimento è in lightnium, lega di alluminio e litio estremamente leggera. Per i ponti del FVa n°Cuatro Tourbillon Cronograph Superligero Concept Franc Vila ha ricorso alla struttura molecolare del grafene (wikipedia): questo materiale recentemente scoperto, ha una densità molto bassa - uno spessore equivalente a quello di un atomo - ma la sua resistenza è da 10 a 100 volte superiore a quella dell’acciaio; concludendo la sua struttura è di gran lunga più dura rispetto a quella del diamante! (stavolta abbiamo superato anche Chuck Norris… vedi articolo su IWC).
Roba da Formula 1 ai tempi di quando arrivò il carbonio… leggero e resistente!
Qualche dettaglio tecnico: movimento tourbillon volante squelette con ingranaggio differenziale e meccanismo di controllo d’inerzia, cronografo monopulsante con ruota a colonne direttamente abbinata al tourbillon e riserva di carica di 5 giorni. La cassa è in semplice acciaio temperato chiamato però ”DieHard Extreme” e ci viene in mente un altro eroe del cinema! (Bruce Willis ndr.) E’ impermeabile fino a 100 mt.
Anche questa volta è un edizione limitata a 8 pezzi. Ne vedo tutte le ragioni…
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Azimuth a Baselworld 09 ci fa giocare con Mr. Roboto
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Può un segnatempo sembrare di “prendere vita” come quel pezzo di legno magico chiamato Pinocchio? In una favola si! E allora perchè non provare a fare lo stesso, dando ad un orologio una sembianza di uno di quei robot anni ‘50 colorati e lampeggianti un po’ giocattolo, un po’ protagonisti dei primi cartoni animati di fantascenza? Tra metallo, fili e contatti non hanno sempre avuto anche loro “un’anima”?
Azimuth pensa di si e per prima, prova a costruire per il polso di quell’eterno bambinone chiamato uomo, qualcosa che a lui ricordi i tempi della sua infanzia, quando la mente era libera da ogni pensiero e concentrata a vivere e a costruirsi mondi con tutto quello che gli passava per le mani.
I robots di latta sono oggi vero collezionismo, qualcosa simile al modernariato. Tanti sono i grandi che li acquistano o sono alla frenetica ricerca di questo o quel modello. Ricordate Toys e Buck (Rogers) e compagni? Robots e umani con tute colorate e teste dentro a bocce per i pesci rossi…
Ma veniamo a parlare di questo originalissimo orologio: le sembianze sono proprio come quelle di una testa di un robot di latta. “L’ occhio di sinistra” ci fa leggere le ore, quello di destra l’indicazione GMT. Il naso e la bocca visualizzano rispettivamente i secondi e i minuti retrogradi.
Mr. Roboto è animato da un meccanismo Eta 2836-2 automatico modificato. Ma è la robusta cassa, forgiata con massicci blocchi di acciaio, che rappesenta il vero spirito di questo orologio, sono i connotati. La forma chiamata tonneau ha misure di 43 mm. di larghezza x 50 mm. di altezza. Anche la confezione è ispirata a quelle per i giochi degli anni ‘50 e contiene oltre all’orologio, due cinturini: uno in gomma per le “missioni ordinarie”, l’altro in coccodrillo per non sfigurare con la robotina del cuore la sera… ![]()
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Romain Jerome: il fiuto per gli affari lo fa finire sulla luna!
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Un anno fa la notizia di un orologio da polso che era in grado di leggere solo l’inizio e la fine del giorno e della notte, aveva invaso il mondo con la forza di tutti i media. Con una punta di ironia e di “presa in giro” caddero a pioggia gli articoli (questo era il nostro) sul Day & Night, perchè descrivere l’ennesima follia pensata per il polso dei ricchi “vendeva” al solito bene: un tourbillon da 300.000 dollari neanche in grado di leggere l’ora con quattro pezzi di ferro arrugginito del Titanic dato in pasto ad un giornalista era come offrire un piatto di zampone e lenticchie a Capodanno…
Invece no, non era questo il disegno di Yvan Arpa il numero uno di RJ. Un abile fantasia, fatta diventare realtà nelle sue creazioni orologiere ne ha decretato il successo.
Dopo aver cavalcato - e non si sa se il filone sia finito - il ferro del transatlantico più famoso del mondo, Yvan e la sua crew hanno guardato il cielo, non per la disperazione della crisi come spesso accade in questi ultimi tempi, ma per scovare il loro prossimo e attuale “cavallo di battaglia”: la luna!
E così sempre nel 2008, abbiamo visto uscire Il Moon Dust-DNA: primo orologio che ha un legame stretto con la luna dopo Omega Speedmaster Moonwatch, il vero eroe protagonista che sulla luna ci è proprio andato. Questo Romain Jerome volutamente limitato a 1969 pezzi - altra finezza spaziale - è fatto di polvere lunare e di frammenti di Apollo XI e della navicella Soyuz.
Bingo! Non ditemi che non siete rimasti affascinati da questa storia che continua ad andare a gonfie vele…
A Basilea sede di Baselworld 2009 tra le novità di questo marchio vedremo il Dark Side of the Moon modello che fa parte di quest’ultima trovata. Vediamo però in anteprima di cosa, al di la dei materiali, ci si metterebbe al polso comprandolo…
L’aspetto è come dal nome di colore nero, tono su tono, uno stile ricorrente nei segnatempo di questi ultimi periodi. Il movimento Concepto by Jaquet è uno dei tre della casa (RJ One e 1000RJ gli altri due), con funzioni standard di ore, minuti e secondi. Del materiale della cassa abbiamo già parlato, ma il quadrante ci fa di nuovo saltare sulla sedia! E’ composto anch’esso da polvere lunare ed è autenticato dalla firma di un notaio!!! Per finire il cinturino è in coccodrillo rinforzato da fibre di materiale sempre delle due navicelle spaziali con una fibbia in finitura satinata.
Il prezzo non è ancora definito, ma si dovrebbe restare al di sotto dei 20.000 franchi svizzeri.
Non c’è altro da dire per ora e concludo ricordando ai più distratti che The Dark Side of the Moon era anche il nome dell’album dei Pink Floyd record assoluto di permanenza, ben 741 settimane (oltre 14 anni), nella classifica Billboard 200…
Se il DNA, oltre a quello lunare è quello musicale… Sarà un vero portafortuna per un altro successo che pare inevitabile!
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Pre-Basilea - Baselworld 2009: Harry Winston Histoire de Tourbillon 1
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Si va a gonfie vele. E’ un momento in cui il campo orologiero aumenta i suoi battiti al minuto: si è appena concluso il S.I.H.H. e siamo in quella sottile striscia di tempo che ci separa da Basilea - Baselworld 2009. I marchi lavorano 25 ore al giorno: le ultime modifiche, si fanno le prove, si pianificano gli appuntamenti con i distributori e i clienti più importanti, le presenze allo stand e riunioni su riunioni. Tutto ciò lo sanno bene gli appassionati che in questo periodo aspettano con ansia la pur minima novità, sotto forma di carta stampata o nei più immediati forums e blogs tematici.
Bene, inizio dalla fine e ringrazio Karine - Internet Communication manager presso Harry Winston - per avermi messo in contatto con Giulia la responsabile dell’ufficio stampa di Corvo & C. S.p.a. - distributore esclusivo per l’Italia di questo e di altri fantastici marchi - che mi ha fornito il materiale per parlarvi di questa prima novità.
Harry Winston ha sentito il richiamo per le pietre preziose fin dalla nascita; per seguire il suo istinto fonda nel 1920 a New York, la Premier Diamond Company che segna l’inizio di una carriera preziosa. Ronald il figlio di Harry ha invece portato il marchio dal 1978, anno in cui prende le redini dell’azienda, nel vicino campo dell’alta orologieria. Per stare al passo con la gioielleria di casa, Harry Winston per gli orologi si è avvalsa negli anni della collaborazione dei nomi più famosi. Tra questi ultimamente Robert Greubel e Stephen Forsey, quelli di Invention Piece 1.
Histoire de Tourbillon 1 debutterà a Baselworld 2009, come primo di cinque modelli da 20 esemplari ciascuno, facente parte dell’omonima collezione che sottolinea l’interesse del marchio per questa complicazione.
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una reinterpretazione del tourbillon di Louis Abraham Breguet grazie all’impiego di nuovi concetti costruttivi e nuovi materiali. Per esempio la cassa è di ben 48mm. di diametro ed è realizzata in oro bianco e Zalium, una lega ultraleggera di zirconio e allium, nota per la bassa densità, l’elevata resistenza termica e l’estrema longevità che la caratterizzano. Lo Zalium, di derivazione aerospaziale, è una caratteristica esclusiva degli orologi Harry Winston.
L’impegno profuso è stato notevole e quando guardiamo questo orologio non riusciamo completamente a capire che la tecnica è stata vista in funzione dell’estetica. Andiamo con ordine: tecnicamente il movimento meccanico presenta due tourbillon - con un unico asse - inclinati di 25° che ruotano in 36 secondi lavorando insieme per annullare gli effetti della gravità. L’elevata velocità di rotazione minimizza l’esposizione dell’organo regolatore alla forza di gravità. Ognuno dei due sistemi è formato da 88 componenti e pesa, udite udite, 0,46 grammi… Viene così garantita la possibilità di queste rotazioni in soli 36 secondi. L’effetto è quello di vedere battere le ali di una farfalla!!!
Esteticamente il rapido movimento dei due tourbillon è accentuato dalle forme scolpite dei suoi componenti: questa particolare estetica, nota come arte ipnotica, crea l’illusione che i due tourbillon, muovendosi, si avvicinino al vetro in cristallo in zaffiro. Il ponte, decorato da un bassorilievo, viene animato dal riflesso della luce che accentua ulteriormente l’estetica degli elementi moventi. Le ore ed i minuti sono visualizzati su di un disco girevole posto sul davanti, mentre il retro è dotato di indicazioni aggiuntive di ore, minuti e secondi, che permettono di leggere l’ora con maggiore esattezza.
Il tourbillon, una invenzione di oltre 200 anni fa, costituisce uno degli apici delle complicazioni orologiere. Nonostante ciò si continua a cercare di migliorarlo, come se dovesse diventare il testamento di chissà quale nuova scoperta.
Nel 2007 Harry Winston ha spostato tutte le operazioni legate all’orologeria in una nuova struttura dedicata, che si trova in Chemin du Tourbillon, a Plan-les-Ouates, Ginevra. La nuova manifattura orologiera, che riflette la crescita di questa linea del marchio, è il simbolo di come oggi Harry Winston cerchi più che di vincere una gara, di conquistare un titolo…
contaminuti























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