Archivio per la categoria 'Orologi da polso'
Orologio, giù la maschera e dimmi chi sei e da dove vieni…
Pubblicato da contaminuti
Il tepore che d’inverno emanano i radiatori delle nostre case ci rende ancora più… pigri. E’ bello pensare di stare al calduccio, sotto le coperte; quasi quasi non ci dispiace neanche la coda dell’ australiana (non di Megan Gale) che ci costringe ancora un giorno o due a letto… Passare il tempo in pigrizia è… possibile anche per i più schizzati in questa stagione e ci sono mille passatempi…
Oltre a navigare sulla rete, perchè non guardarsi un bel vecchio film d’ azione o rispolverare uno dei primi 007, magari Goldfinger dove nel 1964 Sean Connery mostrava - con chiarezza - un Rolex Submariner no guard 6538 con il cosiddetto cinturino NATO.
A questo link il sito di Danjaq con un interessante review su alcuni tra gli orologi posseduti da James Bond.
Ed ecco viaggiare la nostra fantasia, tra un giallo e l’altro…
Ma non è di questo - come al solito - che volevo parlarvi oggi!!! Chi è appassionato, chi ha la febbre al polso 365 giorni l’anno e il direttore di banca che usa Skype per chiamarvi per risparmiare… dovendolo fare giornalmente
, avrà e/o starà vendendo e comprando orologi da polso. Oggi con internet, le aste online e i cataloghi virtuali dei negozi, è decollato il mercato degli orologi di seconda mano.
E’ un bene, ma più offerta = più affari = più… sorprese! la prima preoccupazione è che il nostro orologio sia originale, che mantenga le promesse del valore che paghiamo, ma agli illeciti non avete mai pensato?
Sono sicuro che alcuni orologi - di illecita provenienza - (spero pochi…) siano passati di mano in mano ad insaputa di acquirenti e/o venditori.
La rete ci bastona, ma ci aiuta nello stesso tempo. Consiglio prima di comprare un orologio, specialmente da privati, di consultare se nel sito web della casa costruttrice esista una sezione dedicata ai seriali degli orologi rubati. Per esempio Vacheron Constantin ha a questo link un elenco dei seriali degli ultimi orologi rubati.
Poi vi sono siti che fanno questo servizio offrendo per pochi euro o dollari la consultazione del loro database, come WatchSearcher o Trace.
contaminuti
Urban Jürgensen & Sønner il rispetto della tradizione
Pubblicato da contaminuti
200 anni si, ma a partire da…quando? Per chi dell’orologio ne fa una questione di cultura e per chi FORTUNATO si può permettere di comprarli, Urban Jürgensen & Sønner è una tappa obbligatoria. Nato nel 1776 in Danimarca, perfeziona la sua arte orologiaia a Le Locle presso Houriet, a Parigi da Berthoud e Breguet ed infine ne “la casa del cronometro“, come ha il merito di essere chiamata, Arnold. (che curriculum…)
Nel 1801 si stabilisce a Copenaghen dove, arricchito dalla sua ultima esperienza formativa, si dedica alla costruzione di orologi di precisione e appunto di cronografi per la marina. Sono di suo pugno molti trattati orologieri tecnici e teorici che saranno divulgati in tutto il mondo e tradotti in diverse lingue.
Il cronometro da marina, oggi inutile grazie ai sistemi di puntamento satellitare, serviva a determinare la longitudine in mare. Nel 1750, pochi anni prima di Jürgensen, John Harrison costruì il primo cronometro marino appositamente realizzato per non risentire delle fluttuazioni ondose. In mezzo al mare quando il sole arrivava a mezzogiorno il capitano osservava le lancette che segnavano l’ora del luogo di partenza. Bastava fare la differenza, in base ai fusi orari, per determinare di quanto ci si era spostati. (Qui una scheda tecnica di un cronometro Barraud). Essere precisi era una necessità e i mezzi erano solo quelli meccanici, niente quarzo o digitale.
Re Federico VI idi Danimarca gli conferì la nomina per la fornitura di cronometri alla regia marina: è solo l’inizio di quello che è oggi un grande stuolo di appassionati. La produzione attuale si avvale di 8 maestri orologiai che costruiscono artigianalmente e con estrema cura gli orologi. Tutto viene fabbricato in casa: casse, ruote, scappamenti e tutto il resto.
E’ affascinante pensare che, ai giorni nostri, i più meritevoli costruttori di orologi possono permettersi di fermare il tempo… Urban Jürgensen & Sønner
contaminuti
La passione di Natale
Pubblicato da robert
La passione è sofferenza, come indica la sua etimologia (dal latino pati, soffrire). Esistono, probabilmente, tante passioni quante sono le parole del vocabolario: dalle più assurde e stravaganti alle più comuni, passando attraverso un universo intero di desideri, invidie, ossessioni ed addirittura vere e proprie patologie; ma, quando vengono mediate dal buon senso, allora riescono a donare il meglio di sé.
La passione è come un organismo vivente, va alimentata con il nostro desiderio, carezzata quotidianamente con sogni e pensieri: la sofferenza che ci procura la lontananza dal nostro ‘oggetto del desiderio’ è la stessa linfa che la mantiene in vita.
Infatti, il momento che segna il suo declino corrisponde esattamente all’istante in cui lo possiamo toccare e lo sappiamo nostro.
Quindi, quando un terreno non è più fertile, occorre spostarsi e piantare il seme della passione altrove: fortunatamente, il mondo, il nostro mondo degli orologi in particolare, offre spazi disponibili a chiunque. Possiamo fissarci su un pezzo alla nostra portata e soddisfare immediatamente la ‘bestia’ che ci scalpita dentro ed allo stesso tempo sospirare davanti ad una fotografia di un capolavoro che, lo sappiamo bene, rimarrà solo una chimera.
E continueremo comunque a desiderarla, e lei continuerà a scaldarci il cuore ad ogni incontro perché questa è la sua natura: vivere grazie alla nostra dedizione, attraverso i nostri pensieri.
In questo articolo non parlo di segnatempo, movimenti, quadranti e cinturini; non metto fotografie e non faccio nomi: mia intenzione era di dire semplicemente due parole sul motivo per il quale noi (e soprattutto contaminuti) dedichiamo del nostro tempo a scrivere ed altri a leggere parole che trattano di un argomento che in qualche modo, meravigliosamente, ci avvicina.
E’ quasi Natale e non vi auguro di poter mettere le mani subito sulla vostra chimera, sarebbe come privarla dell’ossigeno, bensì di poter avere sempre desideri, sogni da sognare, passioni per cui ’soffrire’, mete da raggiungere sì, ma senza troppa fretta.
E non parlo solo di orologi.
Un Natale sereno a tutti voi.
robert
Edizioni limitate? Limitiamole…
Pubblicato da contaminuti
Lo dico prima di iniziare a scrivere: Non è che oggi mi sia alzato con la luna storta… è solo che voglio affrontare un argomento che da tempo mi sta a cuore, a costo di far venire fuori una polemica che, nel qual caso, spero possa mettere a confronto le opinioni di tutti.
E’ ora di dire basta alle “facili edizioni limitate“.
Un orologio è un accessorio davvero importante, inteso in questo caso come oggetto che caratterizza e spiega all’esterno la nostra personalità, perciò è normale che proprio chi lo elegga a tale compito sia a volte alla ricerca del particolare, altre invece a ricerca dell’insolito; comunque di qualcosa di speciale.
Ma “qualcosa di speciale” è quando si passa per i materiali con cui un segnatempo è costruito e ancora di più per la tecnica e le complicazioni che fanno funzionare un cronografo o un ultrapiatto che fanno schizzare il prezzo alle stelle. Ma quest’ultima ragione, personalmente, anche se il 90% degli orologi che sono qui a farci compagnia non me li posso comprare, mi sta bene.
Dove invece almeno credo ci sia da far chiarezza, è a riguardo di quello che propone oggi il mercato con il nome di EDIZIONE LIMITATA NUMERATA.
Quando si dovrebbe secondo voi, per davvero, chiamare un modello di un orologio edizione limitata? Secondo il mio parere, quando si costruisce un orologio con ESCLUSIVE funzioni o con particolari lavorazioni dei materiali, non cambiando solamente il colore quando va bene del quadrante, o ancora il colore delle lancette.
Un orologio che davvero desidero è il Bell & Ross BR 01-94. Ci vedo la genialità dello stile per aver avuto l’idea di portare al polso uno strumento dal cruscotto di un aereo, i materiali, la personalità.
Ma cambiare il colore degli indici del quadrante e delle lancette in edizioni limitate a 500 pezzi, ne giustifica un prezzo di oltre 5.000 Euro? O addirittura per poter rientrare in quel mezzo migliaio nel mondo, ne può giustificare l’appellativo “introvabile” facendone alzare il prezzo al mercato parallello?
Avete mai visto recentemente una Patek Philippe o una Vacheron Constantin “sfornare” una serie limitata dopo l’altra? O una Rolex costruire un Day Date solo per Bucherer? Eppure sono convinto che almeno le prime due manifatture possano realizzare delle varianti o dei modelli particolari se richiesti da qualche cliente particolare, ma questa è un’ altra storia.
La Omega sta un po’ nel mezzo. Lo Speedmaster Moonwatch è in effetti un orologio che può vantare un passato storico epocale: il primo orologio da polso ad essere mai stato sulla luna.
La casa di Bienne ci ha costruito una serie di edizioni limitate, realizzando edizioni limitate a volte con piccoli particolari diversi solo come quadranti (From Moon to Mars) a volte con innovazioni tecniche come il movimento Coassiale inserito nel 2007 in una serie di 1957 pezzi.
Per quanto mi riguarda aspetterò che qualcuno si stanchi di avere un BR 01-94 azzurro e lo metta in vendita ad un prezzo vicino a quello standard in acciaio con indici e lancette bianchi…
L’orologio Antimagnetico nacque 80 anni fa
Pubblicato da contaminuti
Pazienza e mente maniacale orientate al miglioramento anche di un solo particolare magari inventato 400 anni prima: Questo è il I Comandamento del mondo orologiero.
E’ della Tissot di Neuchatel nel 1930 l’invenzione del primo orologio resistente ai campi magnetici che influenzano da sempre la precisione di marcia di un movimento meccanico.
Qui sopra la Referenza 6712-1 equipaggiata da un Calibro da 11 linee e 1/2 a 16 rubini con bilanciere monometallico e molla piatta di autocompensazione; esso rappresenta uno dei primi modelli Tissot ad essere in grado di ovviare il problema.
Ai nostri giorni poi, con l’intensità e la diffusione dei valori raggiunti, tale fenomeno viene chiamato addirittura “elettrosmog” e non si parla di campi in grado di disturbare la marcia di parti meccaniche in movimento come nostro segnatempo, ma purtroppo anche la nostra salute.
Torniamo al tema. Altra marca, che diede una grande importanza al problema delle interferenze fu IWC, da sempre costruttrice di veri orologi militari. Qualche anno dopo la Tissot, a Shaffhausen, idearono il loro primo “orologio da aviatore” - Mark IX - che montava un movimento Calibro IWC 83 collaudato per gli urti e gli sbalzi di temperatura e naturalmente antimagnetico.
Come è costruito normalmente un orologio con queste caratteristiche? E’ rivestito da una seconda cassa “interna” realizzata in ferro dolce naturalmente con un secondo fondello per accedere al movimento. Nella foto, il secondo fondello di un Rolex Milgauss 116400 GV
Un giorno una mattina
Pubblicato da contaminuti

foto da flickr - copyright minghtein
…e così tutte le mattine una di fila all’altra fino a nuovo ordine, se sono stato abbandonato sul comodino, sono pronto a salutare un nuovo giorno anche se non ho chiuso mai un occhio…
Io distinguo un attimo dall’altro: è il mio lavoro. Non so esattamente dove andrò oggi, so quello che farò e non è poco. Per tutta la giornata “sarò legato” al mio padrone, ma non per cattiveria: “mi hanno disegnato così e per fare questo”.
In verità io non mi fermo mai, piuttosto dico agli altri quando farlo. Loro però non sono mai d’accordo: o è troppo presto o è troppo tardi. Continuo a lavorare. Non mi controllano quasi mai, ma non per fiducia, perchè da me ci si aspetta che sia preciso e basta. Si sa che a volte vado un po’ a rilento, a volte invece troppo in fretta e qualcuno di tanto in tanto senza sentire le mie ragioni mi rimette in riga.
Per fare questo, “dentro alla mia bottega” e lontano da occhi indiscreti, anche se non si nota ognuno si da un gran da fare: C’è chi si occupa con la sua carica di dare forza a tutto il gruppo e c’è chi decide il ritmo del lavoro. Nessuno però sta a guardare e non importa se qualcuno - tra i miei colaboratori - fa le cose più in fretta di un’altro: per questo non farà più carriera, l’importante è che ognuno faccia ciò che sa fare. Qui sotto è forse l’unico esempio che funziona di “tutti per uno e uno per tutti”. Nessuno protesta.
Alla fine chi ha voglia di vedere il risultato del mio lavoro ripetitivo, complicato e monotono lo può fare con un rapido sguardo e, se si avvicina a me nella quiete, sentire persino il suono lieve e immutato che in solitudine emetto.
Io e il mio clan facciamo questo meccanicamente da quasi 700 anni.
[un orologio racconta di se]
PIERRE DEROCHE Grandcliff Countdown: Nato per lo Sport
Pubblicato da contaminuti
Dentro un orologio PIERRE DEROCHE batte il cuore di Pierre Dubois suo fondatore ed indiscusso mastro orologiaio con la passione per i movimenti meccanici complicati (Dubois Depraz).
Il fischio di inizio dei Campionati Europei di Calcio 2008 è stato dato nello stadio di Basilea lo scorso 7 Giugno. Visto che le due più grandi passioni di Pierre Dubois sono il calcio e l’alta orologieria è stato naturale per lui scegliere la stessa città di BASELWORLD 2008 per presentare il suo ultimo modello GrandCliff Countdown, un orologio nato per l’azione e, come denunciato dal suo nome, in grado di eseguire il conto alla rovescia.
Meglio un orologio status symbol o… 3 orologi per passione?
Pubblicato da contaminuti
Chi non ha mai desiderato, anche senza essere un orologio-dipendente, avere un Rolex al polso?
Voglio dire, chi non ha mai desiderato possedere uno STATUS SYMBOL? Riferito al mondo di cui si parla in questo blog la risposta non può che essere: la casa con la corona…
Ecco la situazione di un fortunato neo laureato appartenente ad una famiglia media a cui il padre per esempio vuole ricordare questo evento con un bel regalo.
Il figlio naturalmente gli chiederà di regalargli un Rolex Submariner Ref. 16610. Una classica versione con datario che 10 anni fa - nel 1998 - lo potevi comprare pagandolo intorno ai 4 milioni e 1/2 di vecchie lire: circa 2300 euro.
Concord C1 Tourbillon Gravity
Pubblicato da contaminuti
Nel 1801 Abraham Louis Breguet inventò il tourbillon. Al tempo, la sfida era quella di ottenere una riduzione degli effetti della gravità sulle masse in movimento. Per fare ciò la soluzione fu quella di inserire il regolatore di un orologio in una gabbia che poteva ruotare su se stessa facendole compiere un giro di 360* in 1 minuto.
Nel 2007 la scelta di Concord, fu quella di ignorare secoli di immutata evoluzione del concetto di tourbillon, studiando lo stesso principio ma stravolgendone completamente il progetto.
Presentato ufficialmente a Basilea - Baselworld 2008 - il C1 Tourbillon Gravity è il primo orologio al mondo ad alloggiare il tourbillon fuori dal quadrante e fuori dalla cassa.
Franc Vila Tourbillon Planetaire novità Basilea 2008
Pubblicato da contaminuti
L’orologiaio Franc Vila ha mostrato in anteprima, le immagini di un nuovo tourbillon a vista che debutterà tra pochi giorni a Basilea 2008. Il Tourbillon Planetaire Skeleton SuperLigero esprime la novità e l’orinalità del design, con la cassa che incorpora una taglio sia circolare che ellissoideale. Secondo la preferenza del cliente, la cassa può essere ordinato in nero titanio, oro 18K, acciaio inox, oltre a varie combinazioni di questi materiali. Il cristallo anteriore e posteriore sono in zaffiro e l’orologio è impermeabile fino a 100 metri.













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