gli orologi da polso hanno un blog?

tutti gli orologi misurano il tempo, alcuni sanno farlo con passione

Ripetizione minuti: ascolta il tuo orologio…

Tra tutte le complicazioni che un orologio da polso può avere, il tourbillon e la ripetizione minuti sono generalmente le più difficili da implementare.

Della prima abbiamo già parlato e parleremo ancora in seguito; in questo articolo spiegherò la successiva senza entrare in dettagli da progettisti.

Molti sanno che alla fine del 1600 la ripetizione minuti fu inventata per permettere di sapere l’ora anche nel buio della notte, quando esistevano solo candele e lampade ad olio.

Detto in due parole il suo funzionamento sembra semplice: vengono “suonate” ore, quarti e minuti tramite due martelletti che provvedono a battere su due strisce metalliche che emettono suoni di diverse frequenze.

Di solito il suono delle ore ha un tono più basso (dong) di quello (ding) dei minuti, anche se il primo è più lungo e comunque di diversa frequenza. I quarti invece sono suonati alternando prima la nota che rappresenta i minuti e dopo quella delle ore (ding-dong).

Ok adesso facciamo un esempio pratico: sono le 10 e 56 minuti e questo cronografo ULYSSE NARDIN batterà: 10 dong per le ore, 3 ding dong per i quarti e 11 ding per i minuti.

Ecco svelato il suo funzionamento. Adesso spegnete il monitor e provate solo ad ascoltarlo come si faceva oltre tre secoli fa… :-)

3 Commenti »

Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.


3 Risposte a “Ripetizione minuti: ascolta il tuo orologio…”

  1. 1

    marcello dice:

    Grazie a contaminuti per il tentativo (riuscito) di spiegarci la ripetizione minuti restando nel mondo dei comuni mortali. Ma scommetto che ogni appassionato, dopo aver letto l’articolo, non ha resistito alla tentazione di approfondire…Io ad esempio ho scoperto che i ripetizione minuti di moderna fabbricazione adottano solitamente tre intriganti accorgimenti: il “tutto o niente”, la “sorpresa”, ed il “volano”. Di cosa si tratta? A voi il piacere di scoprirlo!
    marcello

    “Gli uomini che desiderano conoscere un orologio devono imparare a conoscerlo nei particolari”

  2. 2

    contaminuti dice:

    Grazie per le tue parole Marcello. Puoi dirci tu in due parole il significato di tali accorgimenti?

  3. 3

    marcello dice:

    Pubblico per intero (anche se la prossima volta ti faremo pagare tot centesimi/parola…) questo interessante e chiarissimo approfondimento :-) contaminuti

    scrive Marcello:

    Speravo invero di non doverlo fare…ma visto che coloro che sanno di tecnica non si fanno vivi, beh, proverò io ad addentrarmi in qualche dettaglio; del resto ho scagliato la pietra ed ora non posso tirare indietro la mano…! Immaginiamo di indossare un bell’orologio con ripetizione minuti, ad esempio un Patek Ref.5074 (e qui, almeno io, posso giusto immaginare…) e di stare ad una riunione di lavoro o dovunque sia opportuno restare in silenzio. Accidentalmente azioniamo il cursore che dà il via alla ripetizione minuti…non è il caso che i ‘martelli’ comincino a segnalarci l’ora esatta! Se siamo stati fortunati il cursore non è arrivato a fine corsa, ma poichè il meccanismo si sarà comunque attivato sentiremo solo una parte della “melodia” che ci informa sull’ora esatta. E invece no! Non sentiremo neppure un rintocco perchè l’accorgimento “tutto o niente” impedisce l’attivazione dei martelli se il cursore non arriva a fine corsa, cosa che in un evento accidentale non dovrebbe accadere. La “sorpresa” dovrebbe essere un meccanismo in grado di mantenere “in fase” tutti gli elementi della ripetizione (eventuali sfasamenti comporterebbero probabilmente la sovrapposizione dei suoni emessi dai “gong”). Veniamo al “volano”: si tratta di un elemento rotante che permette una uniforme distribuzione della coppia motrice fornita dal bariletto della ripetizione (organo che trasmette al meccanismo della ripetizione la forza necessaria al suo funzionamento, forza che è innescata dall’azionamento del cursore da parte del fortunato utilizzatore dell’orologio). La distribuzione uniforme di tale forza motrice garantisce che i rintocchi seguano il ritmo corretto.
    Questo è quanto io (che non sono un tecnico) ho appreso e spero che coloro che sono in grado di puntualizzare o correggere quanto ho scritto non esitino a farlo per aiutarci a capire ed apprezzare ancora di più questi straordinari congegni meccanici!
    marcello

Lascia un commento




Il tuo commento: