Patek Philippe Sky Moon Tourbillon: I due volti della perfezione
Pubblicato da contaminuti
Come ci si trova spesso a vedere un bel film più di una volta, così riscrivere due righe su un Patek Philippe, mi sembra cosa buona e giusta anche a 7 anni dalla sua comparsa.
Sky Moon Tourbillon, con questa creazione così chiamata la casa ginevrina mostra metaforicamente due volti, entrambi complicati ed affascinanti: uno sul lato quadrante, con indicazione del tempo solare medio e calendario perpetuo; l’altro sul lato fondocassa, con carta del cielo notturno, movimento angolare della luna, fasi lunari e ora siderale.
Nel 2001 questo orologio rappresentava uno dei top di gamma per una delle poche manifatture orologiere a potersi fregiare, dell’arduo da conseguirsi, Punzone di Ginevra.
La cassa era disponibile sia in oro 18k che in platino. Il quadrante standard in oro rivestito d’argento opalescente con lancette a “foglia” d’acciaio azzurrato e lancette a “pera” d’oro e d’acciaio, il quadrante lato fondello invece con l’elemento cielo rappresentato da un disco di vetro zaffiro con lancette a “pera” bianche dipinte. Solo a descrivere i materiali senti scorrere le endorfine come quando sorseggi un Rhum invecchiato accompagnato da un buon sigaro e da un pezzo di cioccolato…
Ore, minuti, secondi, calendario perpetuo con data “retrograda”, giorno, mese, ciclo degli anni bisestili, età della luna, ripetizione minuti, tourbillon, carta celeste, ora siderale, movimento angolare della luna e fasi lunari, bastano 12 complicazioni a rendere l’idea?
Non si tratta soltanto di uno degli orologi da polso più complicati dell’attuale produzione di Patek Philippe, ma anche del primo orologio da polso double face in tutta la storia della storia di questo marchio. Il modulo meccanico delle indicazioni astronomiche indicate dal quadrante sul lato cielo è coperto da un brevetto svizzero.
E’ tardi e ho finito da tempo l’ultimo pezzo di cioccolato. Patek Philippe
Estremo già dal nome: Zenith Defi Xtreme ZeroG El Primero
Pubblicato da robert
Non so se sia più semplice mettere insieme 300,000 € per comprarselo o mandare a memoria il suo nome per intero, comunque sia, “estremo” lo è sicuramente.
Partendo dalla sua imponente ( diametro di 46,5 mm e spessore di 21,5 ) cassa in titanio costruita per sopportare la pressione di 100 atmosfere (1000 metri!), doppio vetro zaffiro, corona con un particolare sistema di protezione, “l’utilissima” valvola per l’espulsione dell’elio e fondello con oblò. Passando per il quadrante multistrato di vetro in hesalite, fibra di carbonio e alluminio ed un bracciale in titanio con inserti in Kevlar.
Per arrivare alla vera e rivoluzionaria chicca brevettata: una gabbia giroscopica del Tourbillon che ha sconfitto, o meglio, raggirato la forza di gravità alla faccia di Newton.
166 dei 294 elementi che compongono questo orologio (se così si può ancora chiamare) sono stati usati per costruire questa gabbia che ha la funzione di mantenere lo scappamento e il bilanciere tramite giunti cardanici sempre orizzontale eliminando alla radice i problemi di precisione dovuti ai cambiamenti di posizione e per la conseguente influenza dell’attrazione gravitazionale.
Problemi che il tourbillion classico cerca di correggere facendo ruotare il meccanismo su se stesso di 360° generalmente ogni minuto compensando così in media tutti i possibili errori dovuti al moto inerziale.
Quindi perché non trovare il sistema di mantenere le ruote sempre orizzontali? Ecco fatto.
E parliamo di 36000 alternanze/ora e di una riserva di carica di 50 ore. Non male davvero. Come sempre, quando si tratta di gusti, ognuno si muove in libertà ma sicuramente questo esemplare difficilmente lascia indifferenti. E credo sia comunque un pregio quale sia il responso.
Wristmaster al polso, fuori misura o fuori di testa?
Pubblicato da contaminuti
Che l’industria orologiera stia vivendo uno dei suoi massimi splendori è vero e riportato da qualsiasi trend dalla stampa specializzata, ma che la fantasia sia fine a se stessa e spesso non vada di pari passo con l’estetismo ce lo dimostra questo cronografo trovato surfando in uno dei più “forniti” blog sugli orologi da polso: THE WATCHISMO TIMES
Il Chronoswiss Wristmaster presentato a Basilea - Baselworld 2008 è l’ultima creatura di Gerd-Rüdiger Lang patron di quella che dice essere l’azienda che progetta orologi da polso indietro nel tempo.
Certo che va bene i fuori-misura, ma con al polso un “banco da orologiaio” da 84mm x 42mm non c’è da stupirsi se un rappresentante della legge non resista - incontrandoti per la strada - alla tentazione di portarti al commissariato per un lungo ed estenuante interrogatorio.
Immagino che Il signor Lang, chiamato in giudizio, risponderebbe che quel signore - come lui - è un appassionato di auto d’epoca e che ogni momento è giusto per CRONOMETRARE la giornata!
Oppure potrebbe essere utilizzato da una babysitter per cronometrare il tempo passato ad accudire i tuoi bambini che piangono.
Torniamo al Wristmaster. Per non sbagliarci sulla destra abbiamo un ETA 7750, alla sinistra invece uno standard 2892-A2.
Manca solo una cinghia per poi mettersi il braccio al collo.
Il sito Choronoswiss
Le foto prese in prestito da questo articolo su TimeZone
Ripetizione minuti: ascolta il tuo orologio…
Pubblicato da contaminuti
Tra tutte le complicazioni che un orologio da polso può avere, il tourbillon e la ripetizione minuti sono generalmente le più difficili da implementare.
Della prima abbiamo già parlato e parleremo ancora in seguito; in questo articolo spiegherò la successiva senza entrare in dettagli da progettisti.
Molti sanno che alla fine del 1600 la ripetizione minuti fu inventata per permettere di sapere l’ora anche nel buio della notte, quando esistevano solo candele e lampade ad olio.
Detto in due parole il suo funzionamento sembra semplice: vengono “suonate” ore, quarti e minuti tramite due martelletti che provvedono a battere su due strisce metalliche che emettono suoni di diverse frequenze.
Di solito il suono delle ore ha un tono più basso (dong) di quello (ding) dei minuti, anche se il primo è più lungo e comunque di diversa frequenza. I quarti invece sono suonati alternando prima la nota che rappresenta i minuti e dopo quella delle ore (ding-dong).
Ok adesso facciamo un esempio pratico: sono le 10 e 56 minuti e questo cronografo ULYSSE NARDIN batterà: 10 dong per le ore, 3 ding dong per i quarti e 11 ding per i minuti.
Ecco svelato il suo funzionamento. Adesso spegnete il monitor e provate solo ad ascoltarlo come si faceva oltre tre secoli fa…
Chrono-Matic 49: la scuola dei cronografi moderni
Pubblicato da contaminuti
A volte la tastiera sembra prendere più velocità; eppure a parte quando ci si trova a scrivere a notte fonda e gli strafalcioni aumentano esponenzialmente, i tasti sono sempre li al loro solito posto.
E’ quando mi sforzo di passare in rassegna le tante pietre miliari del campo orologiero che mi trovo più a mio agio: quando per esempio penso alla Breitling che con il Chrono-Matic nel 1969 - quasi trentanni fa - aprì una nuova strada con il primo movimento automatico mai montato su un cronografo da polso.
E non solo. La casa di Grenchen, da sempre la bandiera dell’orologio aereonautico dal look militare, fu anche la pioniera di uno degli stili che in Italia ci vede come tra i più appassionati sostenitori: quello degli orologi fuorimisura.
Il Chrono-Matic 49 è stato presentato a Basilea - Baselworld 2008. E’ disponibile anche in una serie limitata di 500 pezzi con cassa in oro rosa 5N 18 carati, anche se chi pensa ad un Breitling lo immagina di solito in acciaio con quadrante nero e la lancetta dei secondi rossa.
La chiave grafica rimanda al Vintage e al design di quegli anni: scale di numeri sul quadrante e indici con freccie a volontà.
49 sta per i mm di larghezza della cassa, ovviamente corona esclusa. Il movimento è meccanico a carica automatica, Calibro Breitling 14, cronometro certificato C.O.S.C. (come tutti i Breitling), montato su 40 rubini, marciante a 28.800 alternanze/ora.











