Una storia scritta più dalla guerra che dai trattati di orologeria? PANERAI
Pubblicato da contaminuti
Nel mondo è diventato uno status symbol anche grazie alla scelta vincente di metterlo al polso di Sylvester Stallone.
Panerai però la fama “dell’orologio per l’uomo che non deve chiedere mai” se la guadagnò all’inizio del secolo scorso nelle azioni di guerra, non con gli effetti speciali di una produzione cinematografica hollywoodiana.
Nel 1860 Giovanni Panerai aprì proprio sul Ponte delle Grazie a Firenze un negozio dal nome “Orologeria Svizzera” che portò per la prima volta nella città gigliata i grandi marchi come Rolex, Girard Perregaux, Patek Philippe etc.

Bisogna attendere che l’azienda passi nelle mani del nipote di Giovanni, Giulio Panerai per vedere realizzata, insieme all’attività di vendita, quella del poi divenuto celebre nome OFFICINE PANERAI in grado di guadagnarsi la fornitura alla Regia Marina Italiana non solo con i segnatempo, ma anche con strumenti di misurazione come bussole e sestanti.
Non tardarono gli esperimenti per realizzare una miscela di materiale in grado di ottenere luminescenza denominato RADIOMIR applicato a tutti i dispositivi che poi ricorderà il modello più minimalista - con le anse a filo - di Panerai.
Prima dell’ultimo conflitto furono commissionati una serie di strumenti come torce, bussole, profondimetri da polso. Iniziarono così i primi prototipi di scatole a tenuta stagna che dovevano contenere orologi da polso.

Nel 1938, due anni dopo che i test ebbero gli esiti positivi con il I Gruppo Sommergibili, iniziò una produzione e distribuzione del RADIOMIR: un orologio di 47mm di diametro con cassa a forma di cuscino in acciaio che montava un meccanismo derivato da tasca Cortebert da indossare con un largo cinturino sopra la muta subacquea.
Per vedere la famosa “mezzaluna” brevettata che serra la corona di carica contro la cassa ottenendone l’impermeabilità che oggi equipaggiano i modelli LUMINOR bisogna attendere il 1943 in pieno conflitto.
Dal 1940 al 1943 il Gruppo Gamma nei ranghi della X MAS compirono imprese leggendarie con questi Panerai al polso che permettevano agevolmente di superare i 200 metri di tenuta stagna.
Dopo la guerra si decise di interrompere l’uso del rivestimento in Radiomir che fu giudicato troppo pericoloso e sostituito dal trizio.
In quegli anni fu realizzata una serie di 50 pezzi per l’esercito egiziano con una lunetta girevole per calcolare i tempi di immersione.
Si pensa che tutta la produzione bellica non avesse superato le 300 unità. Di tanto in tanto se ne vedono in qualche asta: provate a comprarne uno…
Poi il silenzio fino al 1993 anno in cui le Officine Panerai realizzano serie limitate del Luminor e di un cronografo chiamato Mare Nostrum.
A seguire nel 1995 viene realizzata una serie limitata chiamata Slytech in omaggio appunto a Stallone che lo indossa durante le riprese del film Daylight.
Dopo un cupo periodo lo storico marchio fiorentino fu costretto a capitolare e a vendere la sua fiaba ad uno dei due grandi colossi orologieri mondiali: il gruppo Vendome ora Richemont.
Il marchio ne è uscito rafforzato dalle politiche di produzione e vendita della multinazionale, ma lo charme per fortuna è rimasto e sempre rimarrà solo italiano. Panerai
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