Ancora curiosità e approfondimenti sul Rolex Oysterquartz
Pubblicato da contaminuti
Girando per la rete, mi sono accorto che c’è davvero tanto di interessante sul Rolex Oysterquartz 17000 la referenza in acciaio che nel 2001, dopo 25 anni di incompresa carriera, lasciava la scena senza il successo meritato entrando di diritto nel contemporary vintage.
La Rolex dopo aver abbandonato la Beta 21 si concentra nella realizzazione della referenza 5035/5055 che rimane ad oggi, forse l’esempio di più sofisticata progettazione di un movimento al quarzo.

La casa ginevrina aveva capito che due erano i particolari da maggiormente curare: una frequenza di risonanza più elevata e nuovi accorgimenti per evitare gli effetti della variazione della temperatura sulla stabilità dell’oscillazione.

Seguendo questa linea, l’oscillatore utilizzato nel 5035/5055 era quattro volte più veloce di quello utilizzato per il Beta 21 e il modulo fu uno dei primi quarzi ad utilizzare il sistema analogico di termocompensazione.
La stabilità dell’oscillatore su una vasta gamma di temperature è stata realizzata attraverso l’uso di un termistore a temperatura ambiente. I dati di questo sensore vengono inviati al modulo di controllo elettronico, che quindi regola la tensione al cristallo di quarzo, che adegua il valore del voltaggio del quarzo. Inoltre un trimmer viene impiegato per consentire di manualmente ottimizzare dai tecnici Rolex il modulo prima di essere inviato al C.O.S.C. per l’ufficiale certificazione di cronometro.
Inventato e collaudato… La Rolex sceglie accuratamente l’impresa di Reinhold Messner che nel maggio del 1978 scala l’Everest senza le bombole per promuoverlo, il resto è già storia.

Immagini dai siti Oysterquartz.net Rolex Shop
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