gli orologi da polso hanno un blog?

tutti gli orologi misurano il tempo, alcuni sanno farlo con passione…

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URWERK UR-202: ti leggo l’ora su un cuscino d’aria!

La tecnologia costruttiva dei nostri giorni permette di “complicarsi la vita” anche costuendo un orologio che stravolge con grande originalità il suo aspetto e funzionamento. Naturalmente - dal nostro punto di vista - sempre e solo con stile meccanico.

Si parla di Alta Orologeria di Ginevra URWERK: il suo nome deriva dalla città UR + WERK (fabbrica).

In questa città, sita in Mesopotamia, nel 6000 avanti Cristo i Sumeri assegnarono per primi il valore di 12 unità equivalenti alla misura del tempo.

Con l’intento di sbalordire i collezionisti degli orologi da polso che misurano il tempo con passione (NDR - non solo noi del blog…), è appena stato presentato nell’Aprile 2008 da URWERK il modello UR-202.

Urwerk 202 Nero

Al brevettato sistema satellitare di lettura dell’ora (chiamato così dai 3 elementi terminali che ruotando indicano l’ora), si aggiunge un altrettanto protetta invenzione di un nuovo sistema di carica regolata dall’aria compressa.

URWERK ha utilizzato la semplice idea di usare l’atrito dell’aria per controllare il tradizionale sistema di carica automatico. Le tradizionali masse oscillanti sono state sostituite da una coppia di MINI-TURBINE che possono essere viste ruotare nel retro del movimento meccanico.

Nell’ UR-202 le due turbine sono accoppiate con il rotore di carica. In base alla posizione del selettore, esse possono anche fungere da ammortizzatori per gli urti addolcendone gli effetti sul rotore.

UHRWERK 202 le due turbine

Le turbine sono controllate da un selettore a 3 posizioni. Queste tre diverse regolazioni, permettono di regolare il flusso d’aria che scorre all’interno della cassa soffiato dalle turbine: Limitando il passaggio dell’aria, ne viene incrementata la pressione e di conseguenza diminuita la velocità di rotazione e di forza trasmessa al rotore di carica.

Semplice no? :-) Un po’ come volare!

Le fotografie dal sito URWERK

Viaggio all’interno di un movimento meccanico di un orologio

“La potenza è nulla senza controllo” citava uno slogan pubblicitario di successo.

Lo SCAPPAMENTO è un po’ come il volante per un’ autovettura: ad esso, in un orologio, è assegnato il compito di controllare la velocità delle ruote per esprimere una corretta equazione del tempo.

Lascio a Wikipedia il compito di approfondire con chiarezza l’argomento sui vari tipi inventati ed usati nei secoli.

Audemars Piguet circa 8 anni fa inizia a progettare un nuovo tipo di scappamento, basato sull’invenzione di Rober Robin che nel 18° secolo escogita il “Singolo Impulso“, il cui significato in questo contesto è che la ruota del bilanciere riceve un unico impulso in un intera oscillazione.

Invece il modello che troviamo oggi nella stragrande maggioranza di costruzione orologiera è il così detto “ad ancora svizzera” che compie “Due Impulsi“, con reali disturbi dettati dalla risonanza sulla precisione di un movimento meccanico. (immagine europa star)

Doppio Impulso vs Singolo - Audemars Piguet

Il motivo della grande diffusione di quest’ultimo è che fino alla realizzazione dei giorni nostri di Audemars Piguet, non si sapeva come implementare questo concetto neanche sugli orologi da tasca.

Si pensa che il C.O.S.C. certifichi un orologio quando il suo ritardo non supera i +/- 4/6 secondi al giorno proprio per il limite dello scappamento ad ancora svizzera: con il Singolo Impulso questo ritardo potrebbe essere riscontrato in una settimana!

In questo video Audemars Piguet illustra tale differenza.

INFO BLOG

è proprio un bilanciere!
Semplice: tre appassionati collezionisti ed un orologiaio professionista gridano in “questa stanza” la loro passione per gli orologi che hanno segnato il tempo, che lo segneranno con la stessa arte di sempre.

E’ il Marzo 2008 ed io Massimo, in arte contaminuti, decido di aprire questo blog.

Ci sono posti, al mondo, che incantano per la loro bellezza: autentiche perle incastonate dalla natura. Così come esistono oggetti che ci catturano fin dal primo sguardo e monopolizzano buona parte dei nostri pensieri: vi è mai capitato? Credo proprio di sì.

Si chiama passione.

Con gli orologi capita proprio questo: hanno il fascino delle cose che non riusciamo a capire fino in fondo, che portano al loro interno qualcosa di misterioso. Proprio come il mare.

Chi porta un orologio da polso vuole raccontare qualcosa di sé, ma con stile, sempre, per ogni evenienza e per ogni umore. Con l’eleganza di un ultrapiatto, perfetto nelle forme, quasi sensuale nelle sue rotonde geometrie.

Con la compagnia di un cronografo, affidabile e sicuro, spinto dal suo cuore meccanico, che scandisce con precisione il nostro tempo e ci aiuta ad usarlo al meglio.

Non siamo noi a decidere a cosa appassionarci, ma sono gli oggetti stessi che in qualche modo ci scelgono.

Lasciatevi trasportare.

[Robert]