ChronoMaster Open Grande Date: Il gusto delle cose fatte in casa…
Pubblicato da contaminuti
Ci sono orologi che, come poche persone, custodiscono al loro interno il loro lato più bello.
A parte “questa partenza” un po’ mistica… quando si parla di Zenith la similitudine calza proprio a pennello.
Eh si, è ancora della Zenith il movimento che equipaggia il penultimo Daytona della Rolex ref. 16520, molto più apprezzato dai puristi che dell’attuale ref. 116520 mossa da un movimento meccanico di manifattura.
A proposito, si dice che la casa coronata, avesse sottodimensionato il movimento Calibro 4030 El Primero, da 36.000 alternanze/ora a 28.800… (come togliere la SESTA MARCIA ad una Ferrari!), solo per motivi di “Service” uniformando nei suoi modelli il bilanciere. No comment.
Ok, due remate - sulla testa - e torniamo sulla giusta rotta.
Zenith ci piace proprio per questo: per la sua classe, per la sua sapiente miscela di antico e moderno, insomma perchè va avanti da sempre per la sua strada.
Il ChronoMaster Open Grande Date sposa in pieno queste qualità: guillochè e cloisonnè (qui la spiegazione dettagliata dell’ultimo termine) sono i due stili che si notano nella lavorazione del quadrante che presenta zone di luce e di ombra interrotte dalla finestrella dalle forme concentriche che mostra il capolavoro Calibro 4039. Il movimento meccanico automatico, con riserva di carica di 50 ore, di questo cronografo è formato da 331 pezzi.
Infine La cassa è in acciaio, ma è disponibile anche in oro rosa. Vetro e fondello in zaffiro e indici a freccia abbracciano le complicazioni di: Cronografo, Grande Data, Riserva di Carica e Piccoli Secondi.
Per me sono 11.000 Euro spesi bene considerando cosa batte “sotto il cofano”. Zenith
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